.::DICEMBRE 2001::.

11 SETTEMBRE 2001

di Pasquale De Serio

Il cuore dell’America cesso` di battere per attimi interminabili sopraffatto dall’immane e codardo atto di violenza di fanatici disposti a morire nella folle speranza di ascendere al martirio.                                           11 SETTEMBRE 2001, chi potrà più dimenticarti? Come hai radicalmente alterato il corso della nostra epoca! Primo giorno indelebile di un futuro incomprensibile. Ci mandasti una banda di freddi vili a dilaniare, a sventrare, a trucidare settemila innocenti il cui silenzio perpetuo ci trafigge, ci assilla, ci sbalordisce e ci fa piangere in un mare di lacrime rosse di dolore e di rabbia che implorano giustizia. Fummo colpiti alle spalle da nemici che non ebbero il coraggio di mostrarci il viso spudorato. Fummo un bersaglio di distruzione e di morte. Eravamo simbolo del libero pensiero e ci hanno decapitato nella vana e folle certezza che con noi sarebbero perite anche le nostre aspirazioni, gli ideali che rappresentiamo per il resto del mondo. Siamo stati rammentati in maniera perentoria e barbara di quanto siano fragili gli ideali che ci garantiscono l’esistenza e la libertà che ci distinguono da tutti. In maniera occulta, subdola, vile ci hanno rapiti e violentati e hanno ridotto a brandelli l’anima di questa città che volava orgogliosa alle altezze esaltanti di quei due grattacieli che svettavano fieri ed eleganti a proclamarne la potenza, la ricchezza, la bellezza e l’unicità. Madri senza figli, mogli senza mariti, famiglie senza padri, fratelli senza sorelle, amici senza amici. Sono periti tutti, vittime senza colpa, ignari del destino mortale che era in agguato. Andammo a dormire quella prima sera senza poter trovare sonno. Come poteva essere successo quel cataclisma? Perché all’improvviso ci era venuta a mancare la vita? Pensavamo alle migliaia di gole soffocate dalle tonnellate di macerie e dal fumo, e agli sguardi smarriti e impauriti di sopravvissuti che mugolavano: aiuto, aiuto! e sentivamo il grido di milioni di voci che in coro tragico imploravano: vendetta, vendetta! Un nemico sconosciuto ci ha dichiarato guerra con uno sterminio di massa nel primo anno del nuovo millennio e, così facendo, ha strappato le pagine più belle dei grandi libri dell’umanità: la Bibbia, il Corano. Quel giorno quegli aerei esplosero dentro di noi e le schegge navigheranno per sempre nelle nostre vene. Come potremo mai dimenticare i voli della disperazione di fratelli e sorelle che si buttavano dall’ottantesimo piano e venivano per sempre inghiottiti dall’asfalto perforato da missili d’acciaio? In quell’orrenda carneficina la nostra anima fu ridotta a macerie. Le immagini degli aerei che colpivano ed esplodevano ci apparivano continuamente davanti agli occhi, nella mente, nel cuore. Quegli icastici piloni d’acciaio dolorosamente contorti e fusi dal fuoco infernale, i visi sanguinanti, le orribili grida. A sud di Canal Street la città era zona morta. Non c’era più nulla da fare. Tutto era polverizzato. Vaporizzato! Ci si domandava solo con inquietante sbalordimento: e i corpi dove sono? La catastrofe è stata così completa che non c’era nulla e nessuno da recuperare. Solo ripulimento. E ora ci rimane solo la bandiera che a mezz’asta è in più diretto contatto con la linea dei nostri occhi. Ma non è più “Vecchia Gloria” montata alta su un palo a un saluto orgoglioso. Abbassata verso Terra la bandiera diviene più umana, più familiare: è una sindone, una ricordanza, un’amica che abbraccia e asciuga le lacrime di quelli che piangono.

 

IDEA DICEMBRE 2001

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