.::SETTEMBRE 2009::.

OTTO ANNI SENZA TORRI

di Amalia Anzalone

Nella città dove si corre sempre verso il futuro con una velocità da Formula Uno, non c’è da meravigliarsi che si costruiscono velocemente anche i più alti grattacieli. Dopo il tragico evento dell’11 settembre 2001, tutto il mondo credeva che nel giro di pochi anni il World Trade Center sarebbe risorto dando il messaggio che New York, come i campioni di pugilato, sarebbe riuscita ad alzarsi anche dopo i colpi più pesanti.   Invece, a distanza di ben otto anni, il Port Authority di New York e New Jersey, proprietario della zona dove sorgevano le torri, e l’imprenditore Larry Silverstein in possesso della locazione edilizia delle torri gemelli dal luglio 2001, sono chiusi in un grande disaccordo che mantiene in sospeso la ricostruzione del World Trade Center. Per capire cosa sta impedendo l’inizio dei lavori a Ground Zero, dobbiamo fare un passo indietro di tre anni. Nel 2006, dopo cinque anni di gestione dell’ex governatore dello stato di New York George Pataki senza alcuna conclusione, si arrivò all’accordo che il Port Authority doveva costruire il Freedom Tower e il palazzo che prima dell’11 settembre veniva occupato dalla banca Deutsche, mentre Silverstein doveva costruire la seconda, terza e quarta torre nella Church Street. In quest’accordo fu stabilito che il Port Authority doveva consegnare la torre a Silverstein entro il dicembre 2008. Non riuscendo a mantenere quest’accordo, il Port Authority, dal primo gennaio 2009 sta pagando a Silverstein una multa di 300.000 dollari il giorno. Negli ultimi mesi non sono mancati i dibattiti, le riunioni e le discussioni per creare un accordo fra il padrone di casa e l’inquilino.  Purtroppo un’altra estate è stata archiviata e ancora tutto rimane bloccato a Ground Zero. Il Port Authority attribuisce la colpa alla grande crisi economica che è calata su Wall Street e conseguentemente ha afflitto tutte le vie commerciali americane, e chiede all’imprenditore di aiutare la ricostruzione con i propri soldi. Richiesta naturalmente rifiutata da Silverstein, anche se d’accordo che la presente crisi economica non ha certo aiutato la situazione. Il Port Authority crede che con i tempi che corrono, una volta completato il progetto delle Torri sarebbe molto difficile affittare tutti gli uffici.   Silverstein, e molti altri, credono che questa sia una teoria sbagliata. L’esempio perfetto è quello dato dal palazzo World Trade Center Numero 7, costruito subito dopo l’11 settembre in un momento quando tutti credevano che Lower Manhattan sarebbe diventata una zona deserta. Sia il sindaco Mike Bloomberg, sia l’attuale governatore David Paterson hanno deciso di scendere in campo per trovare una soluzione per entrambi il Port Authority e Silverstein, e allo stesso tempo di riportare Lower Manhattan allo splendore dell’era delle Twin Towers. Paterson ha chiesto a Silverstein di accettare i termini chiesti dal Port Authority oppure di lasciare il World Trade Center. Silverstein non solo non ha accettato il consiglio del governatore ma è corso subito a nuovi mezzi legali, sperando di vincere la propria causa, e insiste che se il Port Authority non si decide a mantenere ai patti raggiunti tre anni fa, Ground Zero rimarrà vuota ancora per anni, oppure decenni. Lo scorso 5 agosto, il sindaco Bloomberg ha annunciato la sua delusione nell’apprendere la notizia che la ricostruzione sarà prolungata per altri quattro anni o forse di più ed ha aggiunto che "ciò non può continuare". Giustamente Bloomberg parlava un po’ a nomi di tutti i Newyorkesi, che vorrebbero rivedere non solo le torri ma anche un monumento dedicato a tutti quello che hanno perso la vita nel tragico evento di quella mattina di otto anni fa. Chiaramente, per ricostruire Ground Zero, entrambi il Port Authority e l’imprenditore Larry Silverstein devono cercare di scavare nelle proprie tasche.  Siamo d’accordo che Bloomberg e Paterson potrebbero aiutare, dato che i cittadini di New York City e dell’intero Stato non sono di certo esenti dal pagare tasse. Il governo di Washington, sempre pronto a finanziare grandi progetti sia domestici sia internazionali, potrebbe estendere l’aiuto a Ground Zero.  Soltanto un congiunto sforzo da parte del Port Authority, Silverstein e le autorità governative potrà ridarci le "torri" di Lower Manhattan. Nel frattempo, non possiamo fare altro che seguire i telegiornali per conoscere un'eventuale data d'inizio di costruzione a un progetto che tutto il mondo aspetta.

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