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A carnevale ogni scherzo vale!

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7 February 2016

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A carnevale ogni scherzo vale!

Così afferma un vecchio ritornello tramandato di generazione in generazione, che annuncia l’arrivo di una delle feste più allegre dell’anno. Da sempre amata dai bambini, e non solo, il carnevale è la festa che permette di diventare qualcun altro o qualcos’altro.

I festeggiamenti iniziano il Giovedì Grasso e terminano il Martedì Grasso, il giorno in cui ci si concede maggiori eccessi, essendo quello che anticipa la quaresima, periodo di penitenza e privazioni. In molte città, il Martedì Grasso viene celebrata “la morte di Carnevale” con un falò o un corteo funebre, per sancire la fine dei piaceri e delle tentazioni ed accogliere il periodo più significativo per i fedeli cristiani: i misteri della quaresima.

dossena-carnevale

Carnevale di Dossena (BG)

Le tradizioni del carnevale hanno origini molto antiche, alcuni pensano risalgano alle dionisiache greche o ai saturnali romani. Durante queste celebrazioni venivano meno l’ordine, in particolare quello gerarchico, e gli obblighi lasciando spazio allo scherzo e al divertimento. Il prevalere del caos assumeva un significato simbolico: il caos che prende il sopravvento sull’ordine stabilito costituiva il rinnovamento dell’ordine stesso.

In Italia molto noti sono il Carnevale di Venezia, di Viareggio, di Acireale, di Ivrea e di Putignano.

Il carnevale di Venezia è sicuramente il più famoso non solo in Italia, ma anche nel mondo. Sebbene il primo carnevale fosse stato celebrato nel 1296, in seguito ad un editto che proclamava festivo il Martedì Grasso, si presume che le sue origini siano più antiche, forse risalenti al 1094. Simbolico è il concetto legato alla maschera e ai costumi. Nascondendo la propria vera identità si annullavano le caste sociali, permettendo a tutti di essere uguali. Inoltre, per un giorno si potevano eliminare i pregiudizi, ed ognuno poteva assumere le caratteristiche e il carattere del personaggio della maschera che indossava. Celebri sono anche altre manifestazioni che risalgono ai primi carnevali veneziani “la festa delle Marie” ed “il volo dell’angelo”. La prima associata al giorno di purificazione di Maria, era caratterizzata dalla benedizione delle spose. Oggi, assume più le caratteristiche di una sfilata di moda. La seconda, meglio nota come il volo della colomba, vede infatti una colomba di legno scendere dal campanile, cospargendo fiori e coriandoli sulla folla. Dal 2001, riprendendo le vecchie tradizioni, un personaggio famoso ha sostituito la colomba effettuandone il volo.

Volo della Colomba al Carnevale di Venezia

Volo della Colomba al Carnevale di Venezia

Manifesto-2016-Carnevale-di-ViareggioIl carnevale di Viareggio, nasce nel 1873 in seguito ad una rivolta dei borghesi per le gravose tasse. Tutte le domeniche di gennaio e febbraio sfilano carri allegorici ed enormi caricature in cartapesta.

Il carnevale di Ivrea, probabilmente il più caratteristico della tradizione italiana, deve le sue origini alla rivolta dei cittadini contro il tiranno per ottenere la libertà. Quando quest’ultimo venne ucciso per mano di una mugnaia, si scatenò la guerra civile tra il popolo e le truppe reali. Oggi la guerra viene riproposta con la “lotta delle arance”; mentre per le strade della città sfila il corteo della mugnaia che lancia dolci e regali alla popolazione, gli aranceri a piedi (il popolo) difendono le piazze dagli aranceri sui carri (l’esercito). Le arance prendono il posto delle frecce.

Carnevale d'Ivrea

Carnevale d’Ivrea

Il carnevale di Acireale, il più noto in Sicilia, è famoso per i suoi carri allegorici ed i carri infiorati realizzati con fiori freschi. Secondo le testimonianze il carnevale di Acireale fu istituito dalla popolazione del tempo che voleva prendersi beffa dei potenti dell’epoca. Noti sono anche i carri in miniatura, delle vere e proprie opere d’arte.

Carnevale di Acireale

Carnevale di Acireale

Il carnevale di Putignano è considerato uno dei più antichi al mondo. La maschera tipica è quella di Farinella, il cui nome deriva dalla farina di legumi, pietanza della zona. Anche il costume indossato è legato ai folclori popolari, essendo ricoperto di simboli della città. Molto antica è la tradizione della campana di maccheroni celebrata l’ultima ora del Martedì Grasso. In passato il campanile della Chiesa Madre scandiva 365 rintocchi, tanti quanti i giorni dell’anno, per ricordare che il periodo degli eccessi era terminato. Oggi in Piazza Plebiscito viene posta una campana di cartapesta che rintocca grazie ad una registrazione, mentre i presenti ballano e mangiano maccheroni al sugo di pomodoro con salsiccia.

carnevale di putignano

Carnevale di Putignano

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Elisabetta Grasso

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