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.::DICEMBRE 2007::. |
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A CP DE LAGH (LA TESTA DELL’AGLIO) di Marino Marangelli
Dopo che ci siamo concessi un breve periodo di riposo e riflessione a seguito degli eventi della questione v.Westerhout, che ci ha tenuti impegnati per quasi due anni, è ora di ritornare alle nostre faccende quotidiane, in attesa che il nostro direttore Leonardo Campanile ricarichi le batterie e si riparta per una nuova avventura. Ricordando che ai nostri lettori con qualche anno in più piacciono ricordare il passato e raccontarlo ai propri figli, oggi parliamo di una vecchia abitudine in voga negli anni 40 e successivi. Adesso le cose sono molto cambiate e chissà se i fidanzati attuali lo utilizzerebbero per avere gli stessi risultati di allora. Vi voglio raccontare la storia della “A CP DE LAGH”. Badate, non è una fiaba ma un uso che si faceva dell’aglio, quel saporito prodotto che viene usato nelle nostre pietanze. Quando ci si fidanzava, a quei tempi, non era un fatto semplice ma una operazione complicata e di cui ho avuto l’occasione di parlarne nell’articolo “ Ambasct ”. Si riunivano le famiglie di promessi sposi in una serata prefissata e i genitori dello sposo si presentavano ai componenti della famiglia della sposa. Alla sposa venivano donati in tale serata dei monili preziosi (anello con brillante, collana, orecchini ecc.). Di fronte a tanta magnificenza i rispettivi parenti potevano benissimo valutare la posizione economica dell’aspirante sposo. I termini del fidanzamento e la data delle nozze venivano stabiliti di comune accordo in attesa che la promessa sposa completasse il suo corredo e lo sposo ricavasse dal suo lavoro i soldi necessari per l’acquisto dei mobili (armadio, e in casi eccezionali la stanza da pranzo ) Durante il periodo di fidanzamento non era permesso nel modo più assoluto che i due giovani uscissero da soli se non accompagnati da una parente e la guardiana di turno era la sorella più piccola( la si comprava facilmente con un gelato). Tutto questo durava fino a quando il fidanzato perdeva la pazienza e incapace di resistere agli stimoli sessuali inevitabilmente repressi, decideva di scappare con l’amata ( s na scinneut ) o tagliava la corda. Che cosa bisognava fare? Trovare una scusa! Prendere la palla al balzo il fatto che la famiglia della sposa non voleva dare alla figlia il materasso di lana? (letto e comò spettavano alla sposa). Detto, fatto! Dopo una furibonda lite in famiglia nella quale c’era chi voleva il materasso di lana… e chi voleva dare quello imbottito di foglie di granturco… la decisione diventava irrevocabile! Se la ragazza non accettava di far trovare di fronte al fatto compiuto i famigliari (scappare) si adottava sia pure a malincuore il secondo sistema. Dopo essersi assentato, con una scusa, per diversi giorni dalla casa della fidanzata ( perché bisognava andare in ore serali per la presenza dei genitori), il promesso sposo si presenta con un piccolo pacchettino ben chiuso e infiocchettato, pregando la sposa di aprirlo solo il giorno dopo in quanto si tratta di un regalo prezioso che avrebbe guidato il loro futuro. La beneamata, legata ormai dalla promessa, non chiude gli occhi per tutta la notte e al mattino seguente, in presenza dei suoi famigliari, riuniti per l’occasione, apre l’involucro. Alla vista del contenuto, raccontarlo è dir poco, la madre della ragazza, più esperta in questi casi, nel vedere una magnifica testa d’aglio capisce il significato e fra svenimenti e grida, comunica la tragica notizia alla figliuola, con risultati che potete immaginare. Comincia, da parte dei congiunti, la caccia al fidanzato che nella circostanza, prudentemente si è dileguato. Sono convinto che qualcuno di questi sventurati sia scappato anche in America Il problema non solo era un matrimonio andato a monte ma le maligne dicerie delle persone che nell’indicare l’infelice si chiedevano il motivo del “ PERCHE’ HA AVUTO A CP D LAGH”??. Spero che questa vi sia piaciuta in attesa di trovare fra le pieghe dei ricordi altre novità sugli argomenti.
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