.::SETTEMBRE 2001::.

ANDREA TIRITICCO

CONSOLE AGGIUNTO

DI NEW YORK E CONNECTICUT

di Tiziano Dossena

 

Nato a Roma il 26 luglio del 1964. Laurea in Giurisprudenza all’Università di Roma nel 1989. Entrato in Carriera Diplomatica a seguito concorso nel febbraio del 1990. Ha prestato servizio alla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo fino al 1993. Nominato Secondo Segretario commerciale a Bucarest dal 1993 al 1997. Console Aggiunto a New York dal settembre 1997, in seguito confermato  nella stessa Sede come Console.        Nei quattro anni di presenza a New York, il Console Tiriticco ha lasciato un’impronta notevolmente positiva, sia nei rapporti diretti con la comunità sia nella efficacia dell’adempimento delle sue funzioni. Essendo stati notificati della sua imminente partenza, legata ad un trasferimento a Roma, ci parve doveroso verso i nostri lettori presentare una breve intervista, che possiamo considerare come una lettera di commiato da parte di un console che è stato e sarà sempre nel cuore della comunità italiana di New York.

L’IDEA: Quale è stata esattamente la Sua funzione in seno al Consolato?

Console Tiriticco: Sono arrivato nel settembre del 1997 come Console Aggiunto. Recentemente sono stato confermato in Sede come Console. Durante questi 4 anni di permanenza a New York mi sono occupato di diversi settori del Consolato. Dal settore legale a quello dei visti, dal settore  culturale all’Ufficio del Personale. Tra tanti cambiamenti una sola costante in 4 anni: il rapporto con il Comites. Fin dal mio arrivo nel 1997 sono stato delegato a partecipare, in rappresentanza del Consolato alle riunione di questo importante organismo.

L’IDEA: Qual’è stato l’evento più positivo del Suo mandato?

Console: Il rapporto con la comunità italoamericana è stata in assoluto la parte più bella e stimolante del mio mandato. Non ho episodi particolari da raccontare, ma una lunga serie di frequentazioni che mi hanno arricchito molto dal punto di vista umano e professionale.

L’IDEA: Come definirebbe l’esperienza da Lei avuta nella comunità italiana e quali sono le caratteristiche che differenziano, secondo Lei, tale comunità da quelle presenti da altre nazioni?

Console: Non posso fare un confronto, non avendo avuto esperienza consolare in altri Paesi. Quello che posso raccontare è la mia soddisfazione per aver conosciuto la comunità italiana di New York. Mi sono trovato molto bene, ho stretto amicizie che spero dureranno nel tempo, ho trovato un grande amore ed attaccamento verso il nostro Paese che mi ha fatto molto piacere.

L’IDEA: Cosa le mancherà più di New York?

Console: New York è una città particolare ed unica nel suo genere, ed è  impossibile lasciarla senza un po’ di tristezza. Mi mancherà soprattutto l’atmosfera che pervade questa città, così frenetica e stimolante in ogni campo ed in ogni momento. È un qualcosa che è difficile sperimentare altrove, almeno con tale intensità. 

L’IDEA: Lei pensa di ritornare, per lavoro o per piacere, a New York nel prossimo futuro?

Console: Tornerò senz’altro per piacere. Spero dunque di poter rivedere presto anche gli amici de L’IDEA, a cui auguro di cuore ogni successo. Per quanto riguarda il lavoro, è sempre bene non fare progetti a lunga scadenza.

 

 

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