|
Anomalie
italiane
di Isabella Rossiello

Gentili lettori, è la seconda volta che
con mio grande rammarico, mi tocca parlare “male”
dell’Italia.
Gli italiani sono esasperati,
sono diventati tutti più poveri, il nostro potere d’acquisto è
diventato risibile, mentre gli scandali dei nostri politici rasentano il
ridicolo.
L’euro sarà forte, ma
questo conviene se si va nei paesi area dollaro, in casa nostra invece,
l’euro ha un potere simile a zero. Fare la spesa è diventato un
“lusso”e credetemi, mi si stringe il cuore nel vedere gli anziani nei supermercati, mai con il carrello, loro acquistano
poca roba, giusto il necessario.
L’euro è un’idea
bellissima, e l’Europa è un’idea bellissima, ma questa è
l’Europa delle banche non dei cittadini.
La nostra economia è in una
terribile fase di stagnazione, il denaro non gira, prima si tendeva a
risparmiare e non si spendeva, ora non si spende perché arrivare a fine
mese è un thriller. Le nostre industrie non sono competitive, spesso
piccole e disorganizzate, e non si adeguano con nuove tecnologie, per
non parlare di moltissime che si servono all’estero, lasciando a casa
migliaia di operai.
Il nostro turismo è frenato da
continui scippi, anche “legalizzati”: con questo intendo i prezzi da
rapinatori che i gestori avidi producono, facendo scappare i turisti di
sempre. I tedeschi sono quasi spariti dalle coste romagnole, degli
americani, nessuna traccia, gli inglesi fanno tappa nelle città
d’arte e via.
Aprire un’attività in
Italia, è allucinante, la burocrazia e il capitale iniziale frenano
anche i più volenterosi. A
differenza di molti altri stati della Comunità Europea, difatti, per
aprire un'attività in Italia non bastano solo le grandi idee, servono
anche i soldini e diventa spesso impossibile riuscire a racimolarli,
dovendo quindi buttare al vento il proprio desiderio imprenditoriale:
circa 2500 euro fisse di INPS, tasse sul fatturato, per non parlare del
contratto notarile, l'iscrizione al registro delle imprese, e
chiaramente appoggiarsi a un buon commercialista, perchè senza di lui
sarebbe impossibile farcela senza sbagliare e incappare in qualche
sanzione amministrativa. In Germania invece, ma anche nella Repubblica
Ceca (e in altri stati europei) servono 30 euro per ottenere la licenza
e per il primo anno si paga solamente 50 euro al mese per il fondo
pensione. La procedura è molto semplice e si può fare in poche ore.
Una volta ottenuto il contratto di affitto, bisogna recarsi all'ufficio
competente. Con tale contratto, che dimostri il luogo di lavoro, ci si
fa apporre un paio di firme nello stesso ufficio, si paga 30 euro ed il
gioco è fatto. Una volta ottenuta la licenza di lavoro, bisogna recarsi
all'ufficio che eroga le pensioni (la nostra INPS per intenderci) e
dichiarare l'inizio di attività e a quel punto verranno consegnati 12
bollettini postali (1 al mese) per poter pagare le imposte
pensionistiche che per il primo anno ammontano a 600 euro contro i 2500
in Italia
DITEMI VOI COME SI FA AD ATTRARRE CAPITALI STRANIERI IN UN PAESE COSÌ
DISASTRATO?
Sicuramente sarà giunto in America
l’eco di un certo Beppe Grillo, e del suo VAFFADAY.
Ebbene, dopo i girotondi di Nanni Moretti, regista italiano, che a furia
di pacifici girotondi, appunto, cercava di mandare a casa
il governo Berlusconi, il governo Berlusconi è andato a
casa…ma sorpresa, sorpresa…l’attuale governo non solo è
contestato, come è fisiologico, dalla destra, ma anche dalla stessa
sinistra, dai sindacati, si rasenta lo sciopero generale, la paralisi
insomma.
Il suddetto VAFFADAY è stato un
momento liberatorio, e qualcosa ha sortito: dibattiti e talk show hanno
fatto a gara a dirci quanto gli italiani siano disinnamorati
della politica, non credono più a nessuno, destra e sinistra
ormai non hanno più nessun significato, anzi a volte si sovrappongono,
si fondono e si confondono. L’Italia cade a pezzi, Napoli
in questi giorni è l’emblema dell’Italia: tutta Monnezza!
I giornali stranieri ci
attaccano senza remore, a volte esagerano, a volte, lo dico sottovoce,
hanno ragione.
È assurdo ovviamente
incolpare questo governo di tutti i mali dell’Italia, ma di certo non
si può assolvere perché qualche anno fa c’erano ancora loro, lì
sulle morbide poltrone di Montecitorio. I mali dell’Italia si sommano,
si accumulano, si litiga e nessuno fa nulla, sul costo della benzina ci
sono ancora le accise di anni e anni fa. Eccovi una tabella delirante ma
vera:
La
vergogna delle tasse sulla benzina
Tratto dal sito del Governo italiano
www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenografici/sed440/pdfbt31.pdf
È
stato calcolato che il 70 per cento del costo di un litro di benzina
verde è costituito da accise ed imposte, alcune delle quali risultano
davvero sconcertanti e vergognose, come ad esempio:
#
1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935;
# 14 lire per la crisi di Suez del 1956;
# 10 lire per il disastro del Vajont del 1963;
# 10 lire per l'alluvione di Firenze del 1966;
# 10 lire per il terremoto del Belice del 1968;
# 99 lire per il terremoto del Friuli del 1976;
# 75 lire per il terremoto dell'Irpinia del 1980;
# 205 lire per la missione in Libano del 1983;
# 22 lire per la missione in Bosnia del 1996;
# 0,020 euro per rinnovo contratto autoferrotranviari 2004
Il
tutto per un totale di 486 lire, vale a dire 0,25 euro!
Il buon senso vorrebbe che al cessare della causa che determina una
tassa, cessasse la tassa stessa. In Italia invece non è così. Anzi,
su queste accise, che in sostanza sono tasse, viene applicata anche
l’Iva, cioè una tassa sulla tassa!!!
Ogni
giorno c’è un programma che denuncia gli sprechi italiani, si chiama
“STRISCIA LA NOTIZIA”, va in onda quotidianamente su “Canale 5”,
e sono tantissime le testimonianze di soldi buttati al vento, soldi
nostri gettati in ospedali,
carceri, autostrade, ponti iniziati e mai finiti, che il tempo
lentamente logora, come i nostri nervi.
Intanto
i nostri governanti, si aumentano i già lauti stipendi, scivolano da
uno scandalo all’altro, e le morti bianche sul lavoro in Italia sono
ormai un’emergenza!
Vi
basta, cari lettori? Sì, per oggi non voglio infierire…
IDEA
MARZO 2008

|