.::SETTEMBRE 2009::.

Ardengo Soffici

di Antonio Degli Innocenti

A 130 anni dalla sua nascita, Ardengo Soffici continua far parlare di sé imponendosi nello scenario artistico internazionale. Nato a Rignano Sull’Arno, piccolo paese alle porte di Firenze che ben poco ha fatto per il suo concittadino, a dispetto di tutti coloro che lo ammirano e stimano, Soffici continua ad acquisire lustro e riconoscimenti, nonché un museo permanente, presso le Scuderie Medicee, a Poggio a Caiano. La fama di questo artista arriva fino a Londra, travalicando di gran lunga i confini nazionali ed incorniciandolo tra una delle figure artistiche di maggior rilievo nel 900. “Framing Modernism” è il titolo della mostra presso l’Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra dove Soffici affianca i grandi del 900 italiano come Boccioni, Carrà, De Chirico, Modigliani, Rosai, Morandi ed altri artisti di fama internazionale. Una mostra dove Soffici non rimane in disparte ma ben in rilievo è messa la sua qualità di artista. Pittore, scrittore e critico,  per molto tempo si pose il problema del rapporto fra politica e arte. Fu un fervente sostenitore del partito fascista da lui considerato "un movimento inteso alla rigenerazione totale delle gerarchie, della Patria Italiana che non deve preferire forme esotiche od imitazioni straniere, bensì deve mirare a un'arte equilibrata come quella dei tempi antichi”. Eppure, nonostante Soffici appaia come un accanito nazionalista, tornato a Firenze da un viaggio a Parigi, nel 1899, fa conoscere i pittori impressionisti che interpreta con acutezza, mostrandosi aperto e aggiornato. Nonostante questo fervente studio dall'Impressionismo, Soffici tende a voler dare durevolezza all'immagine (ciò potrebbe collegarlo ai cubisti) degli impressionisti; per questo si rivolge soprattutto a Degas e a Cezanne, piuttosto che a Monet. Ciò spiega  il motivo per cui Soffici, dopo aver aderito con convinzione al Futurismo e dopo aver combattuto varie battaglie per sostenerlo, se ne stacchi successivamente, propendendo verso la ricerca di una costruttività oggettiva che egli vedeva nei grandi pittori italiani del passato come Masaccio e Giotto. Nel 1908 Ardengo Soffici collabora a disegnare la testata della ''Voce'' e nel 1911 ha occasione di visitare a Milano una mostra di pitture futuriste: l'impressione che ne riporta è di delusione sdegnosa che poco dopo manifesta in un articolo sulla ''Voce''. La reazione dei futuristi milanesi è singolare e violenta: Marinetti, Boccioni e Carrà, arrivati a Firenze, aggrediscono Soffici mentre sedeva al caffè delle "Giubbe rosse"; ma la sera Ardengo Soffici, accompagnato da Prezzolini, Slataper e Spaini rende la contropartita ai Milanesi. Sarà solo in seguito che Ardengo Soffici ed il caro amico Papini subiranno il fascino di certe proposizioni futuristiche dando vita alla rivista "Lacerba": centro d'attrazione di spiriti indipendenti, arditi e appassionati, di enunciazioni magari scandalose e ciniche.

IDEA SETTEMBRE 2009

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