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“Un
bacio fortissimo, America!”
di
Mimmo Larovere

Si
può essere a proprio agio nella sconfinata solitudine del deserto,
coccolati soltanto dal sibilo maestoso del vento, e sentire il disperato
bisogno di una voce tra migliaia di persone, lungo le strade tempestate
di luci e di suoni, a New York o Los Angeles.
Distese infinite di sale e
gole di roccia senza fondo, comunità amish uguali a due secoli fa,
sceriffi in sella a purosangue, come in un classico di John Wayne, che
amministrano la giustizia in contee sperdute dal Nevada all’Ohio, e
“mostruose” torri d’acciaio, pronte ad ingoiare milioni di
individui, ciminiere e capannoni in file di chilometri nei distretti
industriali del Michigan, aeroporti grandi come città da dove partono
giganti d’acciaio con destinazione il mondo. Luci ed ombre
dell’America. Più che una nazione una regione dell’anima.
S’intitola “Holliwood’s
flies” il film che Bianca Guaccero ha girato la scorsa estate negli
States e che ad ottobre sarà nelle sale.
Un thriller nel quale
l’attrice pugliese (nata a Bitonto, in provincia di Bari), reduce da
una serie di successi televisivi, veste i panni di una ragazza spigliata
in viaggio negli States, alla scoperta del mito americano. Mentre
attraversa in auto il deserto della Death Valley, finisce nella trappola
tesa da due malviventi che la rapiscono. Si susseguono i colpi di scena,
ma il lieto fine è garantito.
Il regista è Fabio Segatori,
con cui Bianca ha girato il suo primo film “Terra bruciata”, al
fianco di autentiche star come Michele Placido, Giancarlo Giannini e
Raul Bova.
Ma torniamo ad
“Hollywood’s flies”.
“Abbiamo girato in Canada,
a Regina, poi in California, a Los Angeles. Posti completamente diversi,
ma ugualmente affascinanti. Il film -spiega Bianca- offre uno spaccato
della realtà americana: una realtà affascinante e contraddittoria,
allo stesso tempo, fatta di posti bellissimi e impervi, di ricchezze
favolose, ma anche di ghetti e disperazione”.
La Guaccero ha solo 23 anni
ma già un curriculum di tutto rispetto.
Dopo “Terra Bruciata” ha
girato “Tra due mondi”, storia d’amore sullo sfondo dell’epopea
garibaldina, e soprattutto è stata scelta per il cast di alcune
fiction, che l’hanno imposta all’attenzione del grande pubblico.
Ne “La tassista”,
trasmessa di recente su Rai Uno, si è ritrovata ad interpretare il
ruolo di Valeria, la figlia un po’ ribelle di Stefania Sandrelli,
protagonista dello sceneggiato.
A metà febbraio, invece,
sempre sulle reti Rai, è andato in onda “Mai storie d’amore in
cucina”. Questa volta Bianca ha vestito i panni di una ragazza
ambiziosa, che si è messa in testa di diventare un grande chef,
“invadendo” un ruolo riservato da sempre agli uomini. Così, decide
di partire per la Spagna, per seguire, a Barcellona, i corsi di un
grande maestro. Nonostante le resistenze di mamma e papà (di nuovo la
Sandrelli, al fianco di Gigi Proietti), riesce a portare a termine i
suoi progetti. Un ruolo da protagonista per la giovane attrice, che si
conferma tra le reginette del piccolo schermo.
Ma torniamo al sogno
americano. Da agosto a settembre dello scorso anno, è volata in
America, per girare “Hollywood’s flies”: un’importante
esperienza professionale, ma anche l’occasione per vedere da vicino un
mondo che Bianca conosceva solo attraverso le immagini di cinema e tv.
“Che impressione ti ha
fatto l’America?”, le abbiamo chiesto. “Un paese sconfinato,
bellissimo ma anche strano, contraddittorio. Non i soliti luoghi comuni
a cui ci hanno abituato i media. Il deserto, ad esempio, la regione più
inospitale della terra, può rivelarsi un posto incredibile, in cui
paradossalmente ci si può sentire molto più vivi che non tra i milioni
di individui di una metropoli come New York”, risponde.
Certo, però, l’emozione
più grande è stata girare ad Hollywood, la mecca del cinema.
“Un’esperienza esaltante
-sostiene-, un mondo fantastico e irreale, eppure assolutamente
concreto, fatto d’altissima tecnologia e professionalità. Fa un
grande effetto calcare le stesse scene che hanno visto protagoniste
Nicole Kidman o Julia Roberts, le dive che amo di più. La prima per
l’innata propensione ad interpretare ruoli drammatici, la seconda per
l’eccezionale ironia, la verve che la rende l’indiscussa regina del
cinema brillante. Per non dire della città, con i suoi luoghi cult,
come il viale delle stars e il marciapiede con le impronte dei divi,
davanti al teatro cinese”.
“E la tua italianità, la
tua pugliesità? Qual è stato l’impatto con la gente?”
“Grandissimo calore e
simpatia. D’altra parte, tra tanti connazionali, è un po’ come
stare in famiglia. Un bacio fortissimo America!”.
IDEA
MARZO 2004

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