.::MARZO 2004::.

“Un bacio fortissimo, America!”

di Mimmo Larovere

Si può essere a proprio agio nella sconfinata solitudine del deserto, coccolati soltanto dal sibilo maestoso del vento, e sentire il disperato bisogno di una voce tra migliaia di persone, lungo le strade tempestate di luci e di suoni, a New York o Los Angeles. Distese infinite di sale e gole di roccia senza fondo, comunità amish uguali a due secoli fa, sceriffi in sella a purosangue, come in un classico di John Wayne, che amministrano la giustizia in contee sperdute dal Nevada all’Ohio, e “mostruose” torri d’acciaio, pronte ad ingoiare milioni di individui, ciminiere e capannoni in file di chilometri nei distretti industriali del Michigan, aeroporti grandi come città da dove partono giganti d’acciaio con destinazione il mondo. Luci ed ombre dell’America. Più che una nazione una regione dell’anima. S’intitola “Holliwood’s flies” il film che Bianca Guaccero ha girato la scorsa estate negli States e che ad ottobre sarà nelle sale. Un thriller nel quale l’attrice pugliese (nata a Bitonto, in provincia di Bari), reduce da una serie di successi televisivi, veste i panni di una ragazza spigliata in viaggio negli States, alla scoperta del mito americano. Mentre attraversa in auto il deserto della Death Valley, finisce nella trappola tesa da due malviventi che la rapiscono. Si susseguono i colpi di scena, ma il lieto fine è garantito. Il regista è Fabio Segatori, con cui Bianca ha girato il suo primo film “Terra bruciata”, al fianco di autentiche star come Michele Placido, Giancarlo Giannini e Raul Bova. Ma torniamo ad “Hollywood’s flies”. “Abbiamo girato in Canada, a Regina, poi in California, a Los Angeles. Posti completamente diversi, ma ugualmente affascinanti. Il film -spiega Bianca- offre uno spaccato della realtà americana: una realtà affascinante e contraddittoria, allo stesso tempo, fatta di posti bellissimi e impervi, di ricchezze favolose, ma anche di ghetti e disperazione”. La Guaccero ha solo 23 anni ma già un curriculum di tutto rispetto. Dopo “Terra Bruciata” ha girato “Tra due mondi”, storia d’amore sullo sfondo dell’epopea garibaldina, e soprattutto è stata scelta per il cast di alcune fiction, che l’hanno imposta all’attenzione del grande pubblico. Ne “La tassista”, trasmessa di recente su Rai Uno, si è ritrovata ad interpretare il ruolo di Valeria, la figlia un po’ ribelle di Stefania Sandrelli, protagonista dello sceneggiato. A metà febbraio, invece, sempre sulle reti Rai, è andato in onda “Mai storie d’amore in cucina”. Questa volta Bianca ha vestito i panni di una ragazza ambiziosa, che si è messa in testa di diventare un grande chef, “invadendo” un ruolo riservato da sempre agli uomini. Così, decide di partire per la Spagna, per seguire, a Barcellona, i corsi di un grande maestro. Nonostante le resistenze di mamma e papà (di nuovo la Sandrelli, al fianco di Gigi Proietti), riesce a portare a termine i suoi progetti. Un ruolo da protagonista per la giovane attrice, che si conferma tra le reginette del piccolo schermo. Ma torniamo al sogno americano. Da agosto a settembre dello scorso anno, è volata in America, per girare “Hollywood’s flies”: un’importante esperienza professionale, ma anche l’occasione per vedere da vicino un mondo che Bianca conosceva solo attraverso le immagini di cinema e tv. “Che impressione ti ha fatto l’America?”, le abbiamo chiesto. “Un paese sconfinato, bellissimo ma anche strano, contraddittorio. Non i soliti luoghi comuni a cui ci hanno abituato i media. Il deserto, ad esempio, la regione più inospitale della terra, può rivelarsi un posto incredibile, in cui paradossalmente ci si può sentire molto più vivi che non tra i milioni di individui di una metropoli come New York”, risponde. Certo, però, l’emozione più grande è stata girare ad Hollywood, la mecca del cinema. “Un’esperienza esaltante -sostiene-, un mondo fantastico e irreale, eppure assolutamente concreto, fatto d’altissima tecnologia e professionalità. Fa un grande effetto calcare le stesse scene che hanno visto protagoniste Nicole Kidman o Julia Roberts, le dive che amo di più. La prima per l’innata propensione ad interpretare ruoli drammatici, la seconda per l’eccezionale ironia, la verve che la rende l’indiscussa regina del cinema brillante. Per non dire della città, con i suoi luoghi cult, come il viale delle stars e il marciapiede con le impronte dei divi, davanti al teatro cinese”. “E la tua italianità, la tua pugliesità? Qual è stato l’impatto con la gente?” “Grandissimo calore e simpatia. D’altra parte, tra tanti connazionali, è un po’ come stare in famiglia. Un bacio fortissimo America!”.

IDEA MARZO 2004

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