.::BIOGRAFIA::.

NICCOLO` VAN WESTERHOUT

COMPOSITORE DELLA FINE DELL’800

MOLA DI BARI                      NAPOLI

17 DICEMBRE 1857           21 AGOSTO 1898

Niccolo` van Westerhout nacque a Mola di Bari il 17 dicembre 1857. Di discendenza olandese (fiamminga)  i van Westerhout scesero nell’Italia del sud nel 1600. Si stabilirono da prima a Bari e poi a Monopoli. Nicola van Westerhout, nonno del nostro Niccolo`, sposto` la sua dimora a Mola di Bari dove nacque Onofrio Agostino, papa` del compositore.

All’eta` di 13 anni Niccolo` compose una partitura musicale per il Giulio Cesare di Shakspeare, dimostrando un enorme talento musicale. Fu quindi aiutato dalla Giunta comunale di Mola di Bari a trasferirsi a Napoli e frequentare il conservatorio San Pietro a Majella, dove si perfeziono` nella composizione.

Niccolo` van Westerhout compose cinque opere, TILDE, della quale si son perse le tracce, il CIMBELLINO, la cui prima fu data al teatro Argentina di Roma nel 1892. FORTUNIO, rappresentato a Milano nel 1894 (questa opera doveva essere rappresentata alla Scala di Milano, ma per una serie incredibile di eventi fu data al teatro LIRICO). DONA FLOR, opera scritta per Mola di Bari e rappresentata nel teatro comunale nel 1896 e COLOMBA, altra opera di van Westerhout e rappresentata nel 1925 al San Carlo di Napoli. A parte le opere il compositore ha composto musiche da pianoforte (salotto) e sinfonie, che a detta di esperti, avevano una manifattura avanzata per il suo tempo.

Niccolo` van Westerhout mori a  Napoli il 21 agosto del 1898 a soli 41 anni di eta`. Con la sua morte, la sua musica ando` nel dormitoio, la famiglia e gli amici non avevano la possibilita` economica per sostenere le spese necessarie ad organizzare concerti. La citta` di Napoli intervene prendendosi gli oneri del funerale, intanto negli anni anche il padre, Onofrio, la sorelle Antonia e il fratello Vincenzo si trasferirono a Napoli, dove morirono senza lasciare eredi.

La cittadinanza di Mola di Bari, non ha fatto granche` per diffondere la sua musica, a parte una lapide in marmo deposta sul muro della casa dove il maestro nacque, una strada e il teatro intitolati con il suo nome e una statua che rappresenta la sua opera “DONA FLOR” il resto buio completo a parte qualche sporadico interesse di persone private, persino l’ultima dimora del maestro e` rimasta sconosciuta fino a tre anni fa.

 

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