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.::DICEMBRE 2006::. |
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CAMPIONI DEL MONDO SIAMO TUTTI AZZURRI di GIOACCHINO DI GIORGIO
Domenica 9 Luglio 2006, erano le 22:41 in Germania, le 16:41 qui da noi
sulla costa orientale degli USA, al rigore decisivo di Fabio Grosso, il
telecronista RAI Marco Civoli ha gridato “GOOOOL....È FINITA... È
FINITA... È FINITA!!! SIAMO CAMPIONI DEL MONDO... IL CIELO È
AZZURRO SU BERLINO (non blu perchè poteva confondersi con i colori dei
nostri avversari). Parole che forse in quegli istanti non tutti abbiamo avuto modo di
ascoltare: eravamo pazzi di gioia ed abbracciavamo chiunque ci fosse
vicino. Io penso di essere stato abbracciato e...baciato anche da un
signore che avevo appena conosciuto e che aveva accolto il mio invito
tramite giornale a venire a celebrare la finale mondiale in un noto locale
di Port St. Lucie (Florida). Meno male che la partita, la premiazione, i
festeggiamenti e tutti i commenti che sono seguiti ho pensato bene di
registrarli prima di andar via da casa. Eravamo un’ottantina al Johnny V’s Ristorante Bar & Grill
(c’erano anche una decina che tifavano Francia), situato nel complesso
del PGA, zona esclusiva di Port St. Lucie, che quel pomeriggio domenicale
tutto poteva aspettarsi tranne che l’inizio di una grande festa.
All’una e mezza siamo arrivati quasi tutti insieme con bandiere
tricolori grandi e piccole; quella ufficiale della nazionale con la
scritta forza Italia ed un’altra, disegnata artigianalmente su un
lenzuolo da Dominic la sera precedente (da premio Oscar), sono state
appese al muro, vicino ad uno dei 15 schermi giganti posti dappertutto nel
locale. I saluti di rito ai presenti, qualche chiacchiera con le solite
positive previsioni sul risultato finale e poi, appena prima dell’inizio
della gara, ci siamo tuffati su un prelibato buffet preparato dal Johnny
V’s, dopodichè, iniziata la gara, nessuno ha più mollato la propria
posizione. Si è imprecato subito contro l’arbitro Elizondo, quando ha
fischiato il rigore-regalo alla Francia. Quando Zidane ha calciato e il
pallone ha colpito la traversa, abbiamo gridato di gioia, ma subito
abbiamo realizzato che il pallone aveva varcato la linea di porta e la
Francia era in vantaggio. Vantaggio che è durato poco, grazie al calcio
d’angolo di Pirlo per la testa di Materazzi, che superando Vieira in
elevazione trafigge Barthez; 1-1 e la gioia esplode in grande stile. C’è
una fotoreporter del Palm Beach Post, attenta a non farsi scappare nessuna
emozione. Capta le nostre svariate espressioni, dalle imprecazioni alle
grida di gioia. Poi fotografa Armando a torso nudo ma tutto dipinto di
rosso-bianco e verde e Tonio, capelli e faccia con il tricolore; due
ragazzi di 21 anni che per la prima volta potevano gustare un’Italia
mondiale. Abbiamo gridato alla sfortuna quando verso la mezz’ora del
primo tempo (nettamente dominato dall’Italia, nonostante la mancanza
d’apporto di un Totti irriconoscibile) ancora su corner di Pirlo, Toni
ha colpito la traversa. Nell’intervallo
abbiamo ancora una volta riempito i nostri piatti delle bontà offerte
dalla cucina del Johnny V’s. Il
secondo tempo è iniziato ed è proseguito con una Francia più
intraprendente ed un’Italia più stanca; qui la fatica, anche
psicologica, della semifinale contro la Germania si è fatta sentire; gli
azzurri hanno stretto i denti fino alla fine dei supplementari e hanno
sperato nella buona sorte dei rigori. Si, i benedetti o maledetti rigori
che ci perseguitavano da Italia ’90, in quell’edizione che
doveva essere nostra per come gli azzurri si erano comportati fino allora,
invece al San Paolo di Napoli fummo eliminati dall’Argentina in
semifinale; l’odierno capitano azzurro, Cannavaro, allora fece da...raccattapalle.
Di quell’occasione ricordo i commenti degli italo-argentini intervistati
prima e dopo la gara; non ce ne fu uno che in quell’occasione disse di
tifare Italia, tutti gridavano “Arghentina – Arghentina”, e poi si
rivolgono piangendo all’Italia, quando il loro paese è nei guai... ma
questa è politica, ed io di politica non voglio parlare. Ritorniamo ai
“rigori” che ci fecero perdere il mondiale USA quattro anni dopo.
Pasadena (California) 17 (si dice disgrazia) Luglio 1994, la finalissima,
a dire il vero poco esaltante come gioco, fra Italia e Brasile si conclude
a reti inviolate e si va, per la prima volta in una finale mondiale, ai
calci di rigore. Sbaglia quello decisivo il giocatore azzurro più
rappresentativo di quel mondiale americano e cioè Roby
Baggio, proprio lui rigorista per eccellenza. Si dice che non c’è
due senza tre, e mai come nel successivo mondiale, ovvero a France
’98, questo proverbio non poteva essere più azzeccato. Infatti, la
maledizione dei rigori continuò a perseguitare gli azzurri, che nei
quarti di finale furono eliminati proprio dai “blues”; per la cronaca,
il rigore finale che si stampò contro la traversa fu calciato da Di
Biagio. Tre occasioni fallite nei mondiali non è notizia di tutti i
giorni; sono pene che ti porti dietro per ... quattro anni, durante i
quali il “se” viene sempre spontaneo. Per l’Italia era proprio una
scalogna. In
questa finale di Berlino ci sono tre “se” che vorrei ricordare. Il
primo era a nostro favore; “se” ci avessero convalidato quel gol di
testa di Toni nel secondo tempo (a parere di molti non era fuorigioco) la
partita poteva concludersi 2-1 per noi. Il secondo era a favore dei
francesi; “se” Elizondo avesse dato il rigore (ad inizio di secondo
tempo) per un calcetto di Zambrotta su Malouda che si era sbizzarrito in
area di rigore. Il terzo ancora a favore dei blues; “se” non ci fosse
stata la mano destra del migliore portiere del mondo, Gigi Buffon, a
deviare la capocciata di Zizou, forse la partita sarebbe finita con il
risultato di 2-1 per la Francia. Ma come sempre dico, nel calcio per
vincere ci vuole anche una buona percentuale di fortuna e questa volta la
dea bendata non ci ha voltato le spalle, anzi... ci ha forse ripagato di
quella Finale Europea del 2000 persa proprio contro i transalpini quando
tutto sembrava già fatto. Una finale che avevamo ampiamente meritato, per
l’ottimo torneo fin lì disputato e per il gioco autorevole nella stessa
finalissima. Mancavano poco più di venti secondi al termine di quegli
ingiustificati quattro minuti di recupero concessi dall’arbitro; tutti
eravamo già pronti per i festeggiamenti, quando Wiltord segnò il gol del
pareggio. Non sembrava vero; si formò un clima irreale fra tutti coloro
che erano in quel locale di Stuart (Florida). C’erano anche una decina
di novelli aviatori in visita dall’Italia per imparare a volare. Ci
pareva impossibile e ancor più impossibile ci sembrò il “golden gol”
che ci rifilò David Trezeguet dopo pochi minuti dall’inizio del primo
tempo supplementare. Trezeguet
che ora ci ha ...ripagato con un titolo mondiale, sbagliando, anche se di
pochissimi centimetri, il secondo rigore per la Francia. È la quarta
stella conquistata dagli azzurri; solo il Brasile ne ha più di noi. L’Italia ha segnato dodici reti in questo mondiale con dieci giocatori
diversi; questo fa capire quanto tutti sono stati al servizio del gruppo.
Solo due le reti subite da Buffon; nessuna su azione. La difesa azzurra è
stata semplicemente insuperabile. Si dice che per vincere bisogna partire
da una buona difesa e l’Italia l’ha avuta. Subito dopo la partita abbiamo organizzato una parata, composta da
una quindicina di auto, lungo le arterie principali della città. Alcuni
ci guardavano in modo strano, altri capivano quello che era accaduto e
salutavano con cenni d’approvazione, altri ci mandavano segnali poco
edificanti, ma noi continuavamo a festeggiare una vittoria sudata e
meritata, la più bella, perchè potersi sentire CAMPIONI DEL MONDO è una
sensazione unica e questa Nazionale, formata da ragazzi eccezionali e da
un condottiero unico, ci ha regalato qualcosa che nella vita può accadere
di rado e proprio perchè così preziosa, bisogna viverla in tutti i suoi
particolari. Quando siamo tornati a casa, abbiamo avuto modo di apprezzare un'altra
volta il dramma dei calci di rigore; nel rivedere con quale freddezza
Pirlo, Materazzi, De Rossi, Del Piero e Grosso hanno calciato dagli undici
metri è stato rivivere le stesse emozioni vissute due ore prima in
diretta. Questi ragazzi sono stati semplicemente eccezionali assumendosi
una grossissima responsabilità nel calciare dal dischetto e pensando che
milioni e milioni di persone ti stanno guardando dal mondo intero. Ma...ho
cominciato dalla fine invece che dall’inizio. E allora...via
dall’inizio con la grande cavalcata azzurra. 7
GIUGNO, la carovana azzurra arriva a Duisburg, la dimora
prenotata fino al 10 Luglio; ci sono Gattuso e Zambrotta acciaccati e si
pensa che arrivano solo per fare numero. 11
GIUGNO, Pelè dichiara che se il suo Brasile esce, l’Italia
vince il mondiale; tanti pensano che... sta dando i numeri! Intanto è la
vigilia dell’esordio e Mister Lippi annuncia che contro il Ghana Totti
partirà titolare. 12
GIUGNO, Hannover, prima della gara Totti fa arrivare il suo
barbiere personale da Roma per un taglio di capelli tattico; infatti, si
vince per 2-0 con reti di Pirlo (migliore in campo) e Iaquinta. 17
GIUGNO, a Kaiserslautern, unica città al mondo con uno stadio
in cima ad una collina e difficile da raggiungere; questo particolare mi
è stato riferito dal mio collega arbitro John Auld spettatore della gara
Italia – USA. La gara termina 1-1, gol di Gilardino e pareggio su
autorete di Zaccardo. 3 espulsioni; De Rossi per una gomitata cattiva nei
confronti di McBride, Mastroeni per una bruttissima entrata in scivolata
su Pirlo (ancora migliore in campo) ed ad inizio di secondo tempo
cartellino rosso (per doppia ammonizione) per Pope (meritava il rosso già
al primo giallo, come fallo da ultimo uomo). Partita brutta, senza spunti
di bel gioco che però aveva riammesso nei giochi di qualificazione gli
americani; bastava vincere contro il Ghana cinque giorni dopo e tifare
Italia contro i cechi. 20
GIUGNO, mentre il Senatore a vita Andreotti dichiara “Vincere
la Coppa mi pare molto improbabile”, Lippi in allenamento si concentra
su Totti ed in sala stampa dice seccato ai giornalisti (che già vedono
un’Italia in declino e pronta all’eliminazione) “È stata una brutta
gara, ma dateci fiducia; lo dimostreremo contro la Repubblica Ceca”.
Gattuso giura che “non si torna a casa adesso” e Cannavaro spiega che
il calcio all’italiana è sempre il migliore con “difesa e
contropiede”, e qui nasce la polemica con la stampa tedesca, quando
fummo definiti parassiti dal quotidiano Der Spiegel (si scuseranno
susseguentemente). 22
GIUGNO, Amburgo ospita la gara fra gli azzurri e la Repubblica
Ceca; si gioca bene e si vince con un secco 2-0 con reti di Materazzi
(entrato a sostituire Nesta infortunato) e Inzaghi, anche se qui bisogna
ringraziare Buffon che ha compiuto miracoli contro il suo compagno di
squadra di club Pavel Nedved. Infatti, in tre o quattro occasioni Nedved
è stata bravissimo nel colpire il pallone, ma Buffon ha respinto tutto,
un vero NUMERO UNO. È stata questa la sua prima giornata da protagonista
in questo mondiale. Alla fine è stato bello ascoltare un suo commento sui
tifosi della Repubblica Ceca “…che spettacolo, questi tifosi. A fine
gara hanno cantato e applaudito la squadra come se avessero vinto loro la
gara. Una cosa del genere da noi è impensabile. Fossimo stati eliminati,
ci avrebbero preso a sassate”. Qui la palma di migliore in campo va
divisa fra Buffon, Cannavaro e Materazzi. 23
GIUGNO, sono quattro le giornate inflitte a De Rossi; potrebbe
tornare per la finale (tutti se la ridono, perchè pochi ci credono). 26
GIUGNO,
si torna a Kaiserslautern per affrontare l’Australia, venuta fuori dal
girone del Brasile. È proprio con le “piccole” che gli azzurri
soffrono. C’è l’arbitro spagnolo Cantalejo che espelle con troppa
facilità Materazzi al 6’ del secondo tempo. Ci chiudiamo in difesa e la
gara sembra avviarsi verso i supplementari quando a trenta secondi dalla
fine e già in fase di recupero, un lancio in profondità di Totti,
entrato 15 minuti prima a rilevare Del Piero, trova Grosso a sinistra in
posizione avanzata. Fabio controlla, avanza, scarta un avversario, entra
in area e quando cerca di superare Neill, è atterrato dallo stesso
giocatore. L’arbitro è a due passi ed indica il dischetto. Totti
realizza il gol vittoria; è tripudio sugli spalti e sulla panchina
azzurra. Il pallone non viene neanche rimesso in gioco; si continua a
festeggiare questa vittoria del cuore. Migliore in campo per questa gara
è senza dubbio Cannavaro, con Buffon, Grosso e Totti subito a seguire. 27
GIUGNO, a Torino, davanti alla sede della Juventus, si consuma
il dramma di Gianluca Pessotto, calciatore della Juve e da pochi giorni
nominato team manager. I compagni di squadra Del Piero, Zambrotta e Ciro
Ferrara (assistente di Lippi), corrono a Torino a far visita al loro
compagno. Tornano a Duisburg in serata. 30
GIUGNO,
si torna a giocare il quarto di finale ad Amburgo. La nostra avversaria è
l’Ucraina di Shevchenko e si vince con uno show azzurro di prim’ordine.
Il 3-0 finale la dice lunga; i gol sono di Zambrotta (uno dei gol più
belli di questo mondiale) e di Luca Toni (doppietta) con assist di
Totti e Zambrotta. È stata la gara di Zambrotta, semplicemente
stratosferico. Appena un gradino più giù Buffon, Cannavaro, Grosso, Toni
e Totti. È stata una gara perfetta dedicata a Pessotto, o Pessottino come
diceva la scritta sulla bandiera italiana esibita da Zambrotta e Cannavaro
a fine gara. Ora ci attende in semifinale la padrona di casa, ovvero la
Germania che ha eliminato la (forse) più pericolosa Argentina ai calci di
rigore. 3
LUGLIO, vigilia di Germania – Italia ed è polemica aperta
dopo che la FIFA avendo prima archiviato il caso Frings, centrocampista
tedesco di qualità, aveva riaperto la pratica dopo aver visionato su Sky
TV quello che il giocatore tedesco aveva commesso a fine gara della
partita con l’Argentina (zuffa generale). L’Italia (come Federazione)
ci tenne a dire che non era stata lei a mettere pressione alla FIFA, ma
nel frattempo i giornali tedeschi bandiscono la pizza e spronano i loro
compatrioti al boicottaggio. La FIFA decide per una giornata di squalifica
per il tedesco. Le
mie pagelle delle 23 stelle azzurre, Campioni del Mondo. 1.
Gianluigi Buffon – NUMERO UNO mondiale : 8 2.
Cristian Zaccardo – Sfortunata autorete: 6 3.
Fabio Grosso – La rivelazione: 8 4.
Daniele De Rossi – Crescerà: 6,5 5.
Fabio Cannavaro – In assoluto miglior
difensore del mondiale: 9 6.
Andrea Barzagli – Una gara e mezza da
protagonista: 6,5 7.
Alessandro Del Piero – Protagonista
eccezionale: 7,5 8.
Gennaro Gattuso – Carattere, Tenacia,
Sfrontatezza: 8 9.
Luca Toni – Goleador azzurro con Materazzi:
7 10.
Francesco Totti – Vive un mondiale
sottotono (era reduce dal brutto infortunio del 19 Febbraio): 6,5 11.
Alberto Gilardino – Buone le sue
prestazioni, anche se ci aspettava di più: 6,5 12.
Angelo Peruzzi – Come secondo portiere non
ha giocato, ma ha gioito con il resto del gruppo ad ogni trionfo. 13.
Alessandro Nesta – Due gare e mezza di
ottimo livello ad inizio e poi l’infortunio muscolare: 6,5 14.
Marco Amelia – Terzo Portiere e come
Peruzzi si è goduto il mondiale dalla panchina. 15.
Vincenzo Laquinta – Gioca in cinque delle
sette gare azzurre e lo fa da protagonista: 6,5 16.
Mauro Camoranesi – Inizio poco convincente,
ma poi ridiventa il centrocampista che conosciamo: 6,5 17.
Simone Barone – Gioca due spezzoni di gara
e lo fa bene: 6 18.
Filippo Inzaghi – Accetta di far la riserva
e nell’unica opportunità concessagli, segna: 6,5 19.
Gianluca Zambrotta – Rischiava dopo
l’infortunio pre-mondiale, invece è stato semplicemente maniacale: 9 20.
Simone Perrotta – non doveva essere
titolare, invece ha giocato in tutte le gare degli azzurri: 7,5 21.
Andrea Pirlo – Il vero regista azzurro; un
mondiale da grande protagonista: 8,5 22.
Massimo Oddo – solo uno spezzone di gara
per dire “c’ero anch’io”: 6
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