Sunday, May. 28, 2017

Carmen a Venezia: via il folclore spagnolo e largo alla modernità di Bieito.

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14 April 2017

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Carmen a Venezia: via il folclore spagnolo e largo alla modernità di Bieito.

Recensione di Salvatore Margarone e Federico Scatamburlo

Carmen è un’opéra-comique in quattro quadri di Georges Bizet, su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy. Tratta dalla novella omonima di Prosper Mérimée (1845), ne apporta delle modifiche salienti tra cui l’introduzione dei personaggi di Escamillo e Micaela e il carattere di Don José, nel romanzo descritto come un bandito rozzo e brutale. Al libretto collaborò lo stesso Bizet che scrisse anche le parole della celebre habanera L’amour est un oiseau rebelle. La sua prima rappresentazione avvenne all’Opéra-Comique di Parigi il 3 marzo 1875. Inizialmente l’opera non ebbe grande successo così che Bizet, morto tre mesi dopo la prima rappresentazione, non poté vederne la fortuna.

Tra gli spettacoli del passato recente, la Carmen ideata da Calixto Bieito è senza dubbio uno degli spettacoli meglio riusciti degli ultimi anni.CARMEN - PRIANTE

Ripresa in questi giorni al Teatro La Fenice di Venezia, con le scene di Alfons Flores che non lasciano spazio al folclore spagnolo riducendo al minimalismo un palcoscenico fatto di desolazione, sceglie di ricordare la corrida solamente con una grande sagoma di un toro sul palco e mette i contrabbandieri a bordo di vecchie Mercedes ammaccate. I costumi, di Mercè Paloma, spogliano la folla dai soliti abiti spagnoleggianti  e ricrea figure che rimarcano ancor di più il periodo franchista, ove è collocata la storia in questo caso, e mette in risalto le personificazioni principali del racconto: polizia e corruzione da una parte, e la libertà femminile di Carmen dall’altra, sfociando infine in miseria e cruda violenza.CARMEN

La Spagna è rievocata da una bandiera a centro palco che svetta con i suoi colori giallo e rosso, quegli stessi colori che verranno ricordati dalla terra e dal sangue per l’intera opera.

Se poi a tutto questo si aggiunge un gioco di luci perfettamente adatto ad uno spettacolo del genere create da Alberto Rodriguez Vega, ecco che la magia prende corpo.Ekaterina Bakanova

Ma non basta solo questo affinché uno spettacolo così teatrale sia perfetto, serve anche un ottimo direttore d’orchestra che sappia ricamare musicalmente una trama perfettamente intrecciata, e così è stato: Myung-Whun Chung dirige questa Carmen con eccellente polso, raccontando con la musica esattamente quello che accade in scena, senza mai uscire da uno schema ben predefinito e chiaro, riuscendo a calibrare volumi orchestrali importanti senza mai nulla togliere alla musica stessa. La sua bacchetta traccia sin dall’Overture iniziale un chiaro gesto sicuro fatto di ottimo fraseggio e gusto musicale, anche se qualche taglio qua e la è stato fatto sulla partitura originale e riducendo al minimo i dialoghi interni all’opera.Myung-Whun Chung

Ottimo il cast scelto per questa messa in scena: una splendida Veronica Simeoni dipinge una Carmen sfacciata ma non squallida, sicura di sé e ribelle al punto giusto, evita i manierismi e gioca con la sua voce pensando molto al personaggio che interpreta. Bella la sua Habanera, molto discorsiva e senza i mille accenti che sentiamo continuamente nelle esecuzioni.

Il “suo” Don José (nella realtà marito della Simeoni), è Roberto Aronica: dallo squillo facile e dal bel fraseggio è in piena sintonia con la “sua” Carmen e tutto il resto della compagine vocale; qualche defaillance c’è stata, ma passa in secondo piano in confronto ai momenti eccellenti in scena.

Buona la performance di Escamillo interpretato dal giovane Vito Priante: cantante raffinato (fin troppo per quest’opera), la parte non gli calza a pennello, ma la sua grazia vocale e la sua sensibilità lo salvano sempre.Simeoni - Carmen

Ekaterina Bakanova è Micaela: non si risparmia sul palcoscenico, sempre attenta al dettaglio sia vocale che nei gesti, incarna la giovane donna della storia ed incanta con la sua voce cristallina.

Ottimo anche il resto del cast: Laura Verrecchia (Mercedes), Claudia Pavone (Frasquita), Armando Noguera e Loïc Félix (rispettivamente Dancaire e Remendado), Matteo Ferrara (Zuniga), Francesco Salvadori (Moralès), Cesare Baroni (Lillas Pastia).

Impeccabile come sempre l’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, come il Coro, diretto da Claudio Marino Moretti,  che ha un ruolo importantissimo in quest’opéra-comique, oltre ai Piccoli Cantori Veneziani diretti dal maestro  Diana D’Alessio.Simeoni Aronica - Carmen

Peccato solo che in questa realizzazione non ci sia stato spazio per il balletto, tipico del grand-opera.

Recite da tutto esaurito per il Teatro per uno dei titoli più famosi del repertorio operistico.

(La recensione si riferisce alla recita del 31 marzo 2017)

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Salvatore Margarone

Nasce a Catania nel 1972, si diploma in pianoforte al Conservatorio Statale di Musica Tito Schipa di Lecce sotto la guida del Maestro Dario Nicoletti. Agli studi pianistici affianca quelli di Organo e Composizione Organistica con il Maestro Gianluca Libertucci (Organista Ufficiale del Vaticano) e Composizione con Letizia Spampinato. Si perfeziona in esecuzione pianistica con Fabrizio Migliorino, Paul Badura Skoda. Alla carriera solistica affianca quella Vocale da Camera in duo con il soprano Stefania Pistone, con la quale segue i corsi specialistici sul Lied Tedesco di Elio Battaglia ad Acquasparta e a Salisburgo presso il Mozarteum. Da questo incontro inizia una lunga collaborazione con il maestro Battaglia accompagnando i corsi di canto lirico tenuti negli anni a seguire a Napoli e Catania, incidendo dal vivo, nel 2001, un CD delle Arie da Camera di V. Bellini per il bicentenario della nascita del compositore catanese. Vincitore di oltre 30 Concorsi Nazionali e Internazionali in duo liederistico con il soprano Stefania Pistone, pubblicano insieme tre Saggi Critici: Il Lied e Franz Schubert, Il Lied e L.v.Beethoven e La Romana da Salotto Italiana, tutti con CD allegato editi dalla Casa Musicale Eco di Monza. Con la stessa casa editrice prosegue una fruttuosa collaborazione che lo porta a pubblicare revisioni pianistiche di raccolte di lieder tra cui: Zelter, Mozart, Schubert, Schumann, Liszt, Brahms, Wagner, Wolf, ecc… in più due Antologie di Lieder per i Conservatori e Raccolte di Arie D’Opera. Si è esibito per enti lirici, tra i quali Teatro Bellini di Catania, Teatro Paisiello di Lecce, Teatro Comunale di Merano, varie associazioni ed enti pugliesi, ecc… all’estero Wiener Saal di Salisburgo, Gabinete Letteral di Las Palmas di Gran Canaria ecc…; stagioni concertistiche a livello internazionale tra cui : Settembre Musica 2001, per una “Maratona Beethoven”, dove nella stessa giornata si esibiva anche il Maestro Riccardo Muti con l’orchestra del Regio di Torino. Negli ultimi anni è stato direttore artistico del Circolo della Lirica di Padova, dove vive tutt’ora, proseguendo l’attività pianistica. Nel 2014, in occasione del 150° anniversario della nascita di Richard Strauss, pubblica il volume “Richard Strauss, Uomo e musicista del suo tempo” edito dalla Casa Musicale Eco di Monza, riscuotendo notevoli consensi di critica sulle maggiori testate giornalistiche specializzate (GB OPERA MAGAZINE, OPERACLICK, BELLININEWS, SUONARE NEWS, ecc…) Attualmente è impegnato nella stesura di un nuovo volume “Il Melodramma”, dalle origini ai giorni nostri, ed una Biografia su Sergej Rachmaninoff e la scuola russa. Si dedica con passione alla didattica del pianoforte e del canto, ed è docente presso l’Istituto Comprensivo Statale “Ricci Curbastro” di Padova.

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