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.::DICEMBRE 2003::. |
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MOLA DI BARI IL CASTELLO: I RESTAURI... di Giambattista De Tommasi
Il castello di Mola sorge a pochi metri dal mare, nell’angolo nord ovest dell’antico centro urbano. Fondato da Carlo I D’Angiò nel 1277-78, esso aveva cortine in pietra e torri angolari cilindriche: la lettera del 6 giugno 1277, con la quale il re ordinava la sua costruzione, contiene la descrizione dettagliata delle dimensioni e dei caratteri che il complesso avrebbe dovuto avere. Il castello è stato interessato nel tempo da ripetuti interventi d’ampliamento e d’adeguamento, le cui tracce sono visibili all’interno della cinta attuale, in particolare a piano interrato, ed assunse l’attuale configurazione tra il 1535 ed il 1540, quando l’ingegnere militare Evangelista Menga da Copertino lo ristrutturò adattandolo alle nuove esigenze, conferendogli la caratteristica conformazione a stella con la presenza dei bastioni. È da rilevare che il castello fu dotato sia di cannoniere sia di caditoie - alla stessa maniera del primo ampliamento cinquecentesco del castello di Bari voluto da Isabella D’Aragona – a testimonianza che, all’epoca, gli ingegneri militari non avevano ancora del tutto abbandonato i vecchi criteri legati alla difesa piombante che, nel frattempo, le armi da fuoco stavano velocemente rendendo obsoleti. È da dire, anzi, che i sistemi “tradizionali”, in questo caso, sono portati all’ottimizzazione dei loro effetti, con il raggruppamento sugli spalti delle cocche delle caditoie interessanti i bastioni in una zona ristretta in maniera da avere la possibilità della contemporaneità del loro uso, col risultato di moltiplicare gli effetti distruttivi, anche psicologici, sugli assalitori. Il castello fu utilizzato fino al XVIII secolo, poi, abbandonato, cominciò a subire un progressivo degrado fino al crollo parziale delle volte di copertura e di circa la metà delle cortine delimitanti il cortile interno, oltreché alla perdita di tutti gli orizzontamenti lignei. A completare tale quadro d’abbandono e di degrado, negli anni Cinquanta fu costruito un cinema addossato alle cortine del lato ovest, col completo stravolgimento delle caratteristiche architettoniche ed ambientali del complesso monumentale. A cominciare dai primi anni Settanta è finalmente iniziato l’intervento di restauro in un primo momento limitato agli aspetti statistici (con la ricostruzione delle murate e delle parti di volte crollate), cui corrispose il recupero delle originarie qualità formali interne del castello, ripristinando anche i rapporti interni del cortile e delle sale. Solo negli ultimi anni, tuttavia, dopo una lunga battaglia amministrativa, si è proceduto alla demolizione del corpo di fabbrica del cinema (vedi L’Idea #59) attuando così l’indispensabile iniziale processo di riqualificazione ambientale e di ripristino degli antichi valori architettonici. Non è un caso che nei lavori di restauro attualmente in corso sia prevista la realizzazione di un primo tratto di fossato sul lato ovest (lo scavo in parte effettuato ha già portato in luce due cannoniere), fossato che si prevede di poter estendere all’intero perimetro – con lo slittamento della strada antistante d’alcuni metri – per recuperare gli originali rapporti geometrici, architettonici e ambientali tra castello, mare, e centro storico. Con l’intervento di restauro in corso, inoltre, si intende conseguire la riapertura del castello nelle sue sale di piano terra e primo piano, da destinare a sala conferenza ed a museo del castello e della città, con una sezione archeologica che consentirà di riportare a Mola di Bari i reperti ottenuti nei vari scavi eseguiti nel territorio municipale, in particolare i mosaici restaurati di una villa romana rinvenuta a pochi chilometri dal centro cittadino. Tali “sezioni” del piccolo museo si connettano peraltro in maniera organica con la prevista utilizzazione del piano interrato del castello, lungo il quale si svilupperà un percorso di visita “archeologica” del monumento, che consentirà di visionare le diverse strutture venute in luce nel corso dei ripetuti interventi, alcune delle quali di grande impatto architettonico: la torre circolare in pietra, ubicata nel bastione nord est; la torre circolare in tufo in quello sud est, di dimensioni nettamente maggiori; le murature a scarpa, in tufo, lungo i lati del quadrangolo e le murature residuali di fasi intermedie del complesso castellano.
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