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.::DICEMBRE 2008::. |
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Intervista dell’Idea Al Sig. Cav. Nicola Guglielmi di Marino Marangelli
In seguito alla pubblicazione del libro “DIARIO DI BORDO”, scritto dal nostro concittadino Nicola Guglielmi, abbiamo voluto intervistare l’autore allo scopo di capire i sentimenti che lo hanno ispirato a dare vita a questo volume: L’IDEA: “DIARIO DI BORDO” contiene documenti fotografici eccezionali ed è colmo di emozioni Che cosa ti ha spinto a scrivere questo libro? Guglielmi: A dire il vero era tanto tempo che avevo in mente questo progetto, ma per mancanza di tempo non sono mai riuscito ad elaborarlo. La svolta è stata un paio d’anni fa, ad una festa dell’AVIS (Associazione volontari donatori sangue) di cui sono socio fondatore. Lì incontrai qualcuno dei nostri amministratori che conoscevo personalmente, ho parlato di quell’esperienza e devo dire che sono stati loro a trasmettermi lo stimolo, il bisogno di rendere scrittura quelle emozioni e sentimenti forti provati nel 1979. Poi ho conosciuto l’Assessore Battista, altra persona davvero squisita, che mi ha accompagnato e consigliato nel percorso verso la creazione di questo documento. Se oggi il progetto è divenuto realtà, gran parte del merito è anche loro. I miei sentimenti sono racchiusi in questo libro. L’IDEA: La documentazione espressa in quest’opera ha dell’incredibile. Come sei riuscito a realizzarla? Guglielmi: Io sono un tipo che conserva tutto e, specialmente nelle missioni importanti, documentavo e mettevo tutto in archivio. Mi dicevo, fra me e me, che un giorno questi documenti sarebbero serviti e così è stato. Mi ero portato al seguito macchina fotografica e cinepresa per poter riprendere il tutto… L’IDEA: Quali sono state le tue sensazioni in quella vicenda? Guglielmi: Ancora oggi, quando ne parlo, mi viene la pelle d’oca nel ricordare la paura, l’angoscia di quel popolo che lasciava la propria terra in barche di fortuna, andando incontro a morte certa pur di scappare. Non dimentichiamo che tra Febbraio e Giugno del 1979, nel mar Cinese meridionale c’erano 20 mila persone che vagavano senza meta in balia delle onde. Sono ricordi e sensazioni che difficilmente potrò dimenticare e ancora oggi, rivedendo il filmato, la commozione mi assale. Tra l’altro, in quel periodo, parlo del 1979, a luglio mi dovevo sposare e sono stato costretto a rimandare il matrimonio per poter partecipare a quella missione. L’IDEA: Ritieni che l’intervento della Forza Navale Italiana abbia contribuito a rafforzare i rapporti con quelle popolazioni? Guglielmi: Certamente, la Marina Militare Italiana ne è uscita a testa alta, dando lustro alla nostra nazione, perché è stata la prima missione del dopo guerra e da quella missione sono partite tutte le altre, fino ai tempi nostri, e tuttora quel popolo ci stima. Cosa resta di questa missione? L’orgoglio di aver salvato 907 vite umane. La marina mi ha formato come uomo e mi ha trasmesso valori sani. La mia fu un’esperienza assolutamente indimenticabile. Spero che questo mio libro possa sensibilizzare le coscienze di chi lo legge in un epoca di valori smarriti, di giovani disorientati che vagano a briglia sciolta senza meta. Auspico che queste parole possano forgiare menti, essere d’esempio per riacquistare il senso dello Stato e portatrici di sani principi.
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