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C.
G. I. E.
ELEZIONE
2002
di
Silvana Mangione

Il 27 giugno di
quest’anno si è riunita a Washington un’assemblea elettorale molto
particolare, formata da tutti i componenti degli undici Com.It.Es. degli
Stati Uniti – Boston, Chicago, Detroit, Filadelfia, Houston, Los
Angeles, Miami, Newark, New York e Connecticut, San Francisco e Washington
– integrati da un numero di rappresentanti delle associazioni
italo-americane pari al 45% del totale degli eletti e cooptati ai
Com.It.Es.; io ero stata delegata dal Club Culturale di Mola.
L’unico importantissimo
compito dell’assemblea era quello di eleggere i cinque rappresentanti
della comunità italiana degli Stati Uniti al Consiglio Generale degli
Italiani all’Estero. La sede della riunione era la nuova, bellissima
ambasciata italiana a Washington. L’occasione era solenne,
l’attenzione assoluta. Si è costituita la Presidenza dell’assemblea,
eletta per acclamazione da tutti i presenti, presieduta da Giovanni
Zuccarello, presidente del Com.It.Es. di Los Angeles, coadiuvato da
Pasquale Luise, presidente del Com.It.Es. di Boston, da Romana Bracco,
presidente del Com.It.Es. di San Francisco e da Maria Abbate, V.presidente
del Com.It.Es. di Newark.
I candidati hanno riempito il
modulo, poi hanno parlato per cinque minuti ciascuno. L’assemblea che
avrebbe dovuto essere formata da 230 elettori si era ridotta a 193 votanti
effettivi. I candidati erano 31, quattro dei quali non erano nemmeno
delegati e non potevano votare. Sono risultati eletti, oltre alla
sottoscritta, Pasquale Nestico ed Enzo Centofanti di Filadelfia, Valter
Della Nebbia di Houston e Augusto Sorriso di Newark, tutti cittadini
italiani, malgrado la legge consenta l’elezione di uno o due cittadini
americani d’origine italiana.
Nei giorni successivi si è
cominciato un intenso lavoro preparatorio alla riunione d’insediamento
del nuovo CGIE, che si terrà a Roma dal 26 al 30 luglio prossimi. Per la
prima volta da sei anni a questa parte si è prodotto un documento
unitario firmato dagli undici presidenti dei Com.It.Es. e dai cinque
Consiglieri del CGIE, in materia d’anagrafe degli italiani in USA, che,
secondo noi, non riflette più della metà degli aventi diritto. Con i
tagli fatti al personale dei Consolati, con il rischio che non siano
riconfermati i contratti degli assunti per la rilevazione e la digitazione
dei dati, con la manovra finanziaria che ha ulteriormente tagliato i fondi
al Ministero degli Affari Esteri c’è da temere che nelle elezioni del
2006 il numero dei votanti in USA possa risultare inferiore alla realtà e
penalizzarci. Un primo sintomo si è avuto alle elezioni del Com.It.Es.
quando Toronto si è vista attirbuire un Com.It.Es. di 18 componenti e New
York soltanto di 12, in base ai residenti iscritti nelle rispettive
circoscrizioni consolari dall’AIRE, l’anagrafe che fa capo ai comuni e
quindi al Ministero dell’Interno.
Il mio primo dovere, come
Consigliere rieletta per la terza volta al CGIE, è ringraziare tutti
coloro che mi hanno sostenuta e mettermi a disposizione di tutti gli
italiani in USA per proteggere i loro diritti, ma il secondo e
fondamentale dovere è quello di battermi affinché l’anagrafe degli
italiani in USA sia completata al più presto. Per questo v’invito
caldamente, tutti, a verificare di essere registrati presso il vostro
Consolato e che i vostri dati siano stati recepiti correttamente nel
vostro Comune d’ultima residenza. Grazie.
Il secondo grave problema che la nostra comunità deve affrontare
immediatamente è quello dell’informazione. RAI International non arriva
a tutti e comunque l’ottica delle sue trasmissioni è necessariamente
diretta agli italiani all’estero residenti in tutto il mondo e non
soltanto in USA ed è troppo spesso di taglio troppo italiano. Bisogna
quindi potenziare i mass media locali, fra cui prima di tutto radio e
giornali, ma anche chiedersi quale futuro debbano avere, quale lingua
debbano privilegiare, quali strumenti tecnologici debbano essere adoperati
per raggiungere capillarmente tutto il mondo degli italiani,
italoamericani e americani d’origine italiana sparsi in tutti gli Stati
degli USA. Con questo obiettivo in mente L’IDEA ha proposto al Ministero
degli Affari Esteri di organizzare una prima Conferenza alla quale far
partecipare i rappresentanti di tutte le testate italiane negli Stati
Uniti. All’ambasciata italiana a Washington l’iniziativa è piaciuta.
Il Ministero ha dato il benestare. La Conferenza si terrà a Washington,
nella sede dell’Ambasciata italiana. Vi perteciperanno anche
rappresentanze della Commissione Informazione del CGIE, della FUSIE –
Federazione Unitaria della Stampa Italiana all’Estero e della FNSI,
Federazione Nazionale della Stampa Italiana. Secondo noi dovrebbero
intervenire oltre a tutti i direttori dei giornali italiani in USA, anche
tutti i presidenti dei Com.It.Es., i Consiglieri del CGIE e i
rappresentanti degli uffici competenti del Ministero degli Affari Esteri e
della Presidenza del Consiglio.
Il
risultato dovrebbe essere un piano di sviluppo per il futuro, che il CGIE
possa inserire nella propria relazione annuale da mandare al Governo e al
Parlamento italiani, affinché non solo ne prendano atto, ma creino anche
le condizioni ed eroghino le risorse necessarie a trasformarlo in realtà.
Vi preghiamo dunque di segnalarci tutte le testate, per quanto piccole
siano, distribuite nella vostra zona e darci idee sulle informazioni che
vorreste ricevere. Grazie
IDEA
SETTEMBRE 2004

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