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PERCHÈ VOGLIAMO
INFORMAZIONE
E CULTURA DI RITORNO?
di
Silvana Mangione

Gli italiani di
tutto il mondo si battono da anni per ottenere l’informazione di
ritorno. Nella “Conferenza Intercontinentale dell’informazione”,
realizzata a New York nel lontano 1994 dal Consiglio Generale degli
Italiani all’Estero con il Ministero degli Affari Esteri, parlammo di
circolarità dell’informazione, di articoli e programmi radiotelevisivi
da inserire nei giornali e nei palinsesti italiani per promuovere in
Italia una più diretta conoscenza delle comunità italiane nei Paesi
Anglofoni (vale a dire Stati Uniti, Australia, Canada e Sud Africa). Perché
chiedevamo tutto questo? Perché, molto sinceramente, siamo tutti stanchi
di essere visti nella triste luce degli stereotipi. Ricordiamoci il
significato nefasto di questo strumento di valutazione. Secondo il
Vocabolario della Lingua italiana Nuovo Zingarelli, stereotipo è:
“Percezione o concetto relativamente rigido ed eccessivamente
semplificato o distorto di un aspetto della realtà, in particolare di
persone o gruppi sociali”. La maggior parte dell’opinione pubblica
italiana pensa ancora agli italiani all’estero come “emigrati con la
valigia di cartone”, da paragonare agli immigrati in Italia e far
diventare oggetto di sottili forme di xenofobia. Una corretta informazione
su di noi farebbe comprendere, alla parte miope del Bel Paese, il ruolo
chiave che possediamo all’interno degli Stati di nostra residenza ed il
potenziale infinito che rappresentiamo per le relazioni di Regioni e
Italia in questi tempi in cui l’internazionalizzazione delle iniziative
di ogni genere costituisce il principale mezzo di promozione di tutte le
attività produttive: culturali, turistiche, commerciali e finanziarie.
Non abbiamo ancora vinto questa battaglia, eppure ne abbiamo iniziato
un’altra.
Come tutti sappiamo: la cultura è veicolo di conoscenza. La cultura è
espressione della maturità di un’etnia. La cultura italiana è famosa
nel mondo. Sì, ma soltanto quella prodotta in Italia. Sembra quasi che
attraversando i confini o gli oceani per andare a vivere altrove, gli
italiani espatriati abbiano smesso di essere intelligenti, di pensare,
scrivere, dipingere, scolpire, comporre, esprimersi in tutte le forme più
antiche e più moderne delle arti, anche della musica e dello spettacolo.
Non è così, ma come fare per farlo capire all’Italia? Come fare per
dar consistenza alle analisi degli scrittori italo–nordamericani, che
vivono ed operano fra Stati Uniti e Canada e affermano con Antonio
D’Alfonso, nel suo “In corsivo italico” che: «Una cultura per
potere sopravvivere deve aprirsi, deve guardare verso gli orizzonti
sconosciuti, deve diventare centrifuga. La cultura deve liberarsi della
patria». E aggiunge: «A mio avviso, ci sono due letterature italiche
(preferisco l’aggettivo italica
perché è una parola libera dalla nazionalità territoriale che, invece,
contraddistingue l’aggettivo italiana):
una scritta in lingua italiana e l’altra scritta in varie lingue... non
tutte le opere scritte in altre lingue (dialetti inclusi) da italiani
all’estero fanno parte delle culture linguistiche nelle quali queste
opere sono presentate. Possono benissimo appartenere alla cultura italiana».
Ecco dunque che la letteratura prodotta dagli espatriati deve muoversi con
forza centripeta: deve tornare in Italia ed esservi riconosciuta.
Il
Circolo Culturale di Mola ha deciso di dare il via ad una seria iniziativa
di “Cultura di ritorno”. Ne ha parlato alla Regione Puglia e l’ha
trovata, come sempre, aperta al suggerimento, attraverso la sensibilità
dell’Assessore Elena Gentile. Il concetto è semplice: scoprire le
origini regionali di autori italoamericani, tradurne le opere in italiano
con il contributo della Regione di provenienza e promuoverne la diffusione
in Italia e all’estero. È
stata fondata una nuova Casa editoriale, che si chiama IDEA Publications.
È nata la nuova collana editoriale: “Scrittori italiani
all’estero”. Il primo volume è già uscito. È una raccolta di
novelle di Fred Gardaphé, autore di discendenza pugliese, nato e
cresciuto a Chicago. La collezione di racconti, intitolata “Importato
dall’Italia”, disegna il difficile percorso di integrazione della
collettività italiana a Chicago nell’arco di trent’anni, dai ’50 ai
’70. I messaggi di apertura di questo primo esempio di cultura di
ritorno, nata in loco, ne sottolineano l’importanza. L’Assessore alla
Solidarietà, Politiche Sociali e Flussi Migratori, Dott.ssa Elena
Gentile, dichiara: «Sono orgogliosa che la Regione Puglia, tramite il mio
Assessorato, abbia deciso di contribuire al finanziamento di questa
importante operazione editoriale: la nascita della Collana “Scrittori
italiani all’estero”, proposta e promossa dal Circolo Culturale di
Mola, con sede a New York, che ringrazio per il suo costante lavoro al
servizio di una migliore conoscenza delle comunità regionali che vivono
ai due lati dell’Atlantico. Far conoscere in Puglia i nostri scrittori
all’estero rinsalda i legami fra tutti noi e supera la logica
distruttiva del disconoscimento di coloro che hanno dovuto abbandonare la
regione per costruire una vita migliore fuori dai confini e dei loro
discendenti». Il
Console Generale d’Italia a New York, Ministro Francesco Maria Talò,
scrive: «L’importante iniziativa editoriale
del Circolo Culturale di Mola, che lancia la Collana “Scrittori italiani
all’estero” con il sostegno anche finanziario della Regione Puglia, è
un ottimo esempio delle attività che scaturiscono spontaneamente dal
cuore della comunità italiana viva e vitale di New York. L’obiettivo
di far conoscere autori di origine italiana che lavorano negli USA è
ambizioso, ma necessario per rinsaldare i rapporti fra l’Italia e le sue
Regioni da una parte ed i discendenti dei corregionali che vivono in
America dall’altra. Le traduzioni verranno presentate e diffuse anche
all’interno della crescente fascia di italofoni negli Stati Uniti, essa
stessa testimonianza del successo che la nostra lingua sta riscuotendo
come lingua di cultura, non soltanto come lingua etnica» e conclude: «Il
Consolato generale d’Italia a New York ringrazia la Regione Puglia, il
Circolo Culturale di Mola con il Presidente, Leonardo Campanile, e la
Dott.ssa Mangione, Vice Segretario generale del CGIE, per aver aggiunto un
tassello importante alla promozione del Sistema Italia in USA,
integrandolo con una ricaduta di conoscenza culturale che unisce i due
lati dell’Atlantico». Noi crediamo davvero nella circolarità anche
della cultura. A presto dunque la collana: “Italian Writers Abroad”,
che darà una voce in inglese alle opere di giovani autori italiani
d’Italia, da presentare all’estero. Anche questo con l’aiuto delle
Regioni più lungimiranti.
IDEA
SETTEMBRE 2009

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