.::SETTEMBRE 2009::.

PERCHÈ VOGLIAMO INFORMAZIONE

E CULTURA DI RITORNO?

di Silvana Mangione

Gli italiani di tutto il mondo si battono da anni per ottenere l’informazione di ritorno. Nella “Conferenza Intercontinentale dell’informazione”, realizzata a New York nel lontano 1994 dal Consiglio Generale degli Italiani all’Estero con il Ministero degli Affari Esteri, parlammo di circolarità dell’informazione, di articoli e programmi radiotelevisivi da inserire nei giornali e nei palinsesti italiani per promuovere in Italia una più diretta conoscenza delle comunità italiane nei Paesi Anglofoni (vale a dire Stati Uniti, Australia, Canada e Sud Africa). Perché chiedevamo tutto questo? Perché, molto sinceramente, siamo tutti stanchi di essere visti nella triste luce degli stereotipi. Ricordiamoci il significato nefasto di questo strumento di valutazione. Secondo il Vocabolario della Lingua italiana Nuovo Zingarelli, stereotipo è: “Percezione o concetto relativamente rigido ed eccessivamente semplificato o distorto di un aspetto della realtà, in particolare di persone o gruppi sociali”. La maggior parte dell’opinione pubblica italiana pensa ancora agli italiani all’estero come “emigrati con la valigia di cartone”, da paragonare agli immigrati in Italia e far diventare oggetto di sottili forme di xenofobia. Una corretta informazione su di noi farebbe comprendere, alla parte miope del Bel Paese, il ruolo chiave che possediamo all’interno degli Stati di nostra residenza ed il potenziale infinito che rappresentiamo per le relazioni di Regioni e Italia in questi tempi in cui l’internazionalizzazione delle iniziative di ogni genere costituisce il principale mezzo di promozione di tutte le attività produttive: culturali, turistiche, commerciali e finanziarie. Non abbiamo ancora vinto questa battaglia, eppure ne abbiamo iniziato un’altra. Come tutti sappiamo: la cultura è veicolo di conoscenza. La cultura è espressione della maturità di un’etnia. La cultura italiana è famosa nel mondo. Sì, ma soltanto quella prodotta in Italia. Sembra quasi che attraversando i confini o gli oceani per andare a vivere altrove, gli italiani espatriati abbiano smesso di essere intelligenti, di pensare, scrivere, dipingere, scolpire, comporre, esprimersi in tutte le forme più antiche e più moderne delle arti, anche della musica e dello spettacolo. Non è così, ma come fare per farlo capire all’Italia? Come fare per dar consistenza alle analisi degli scrittori italo–nordamericani, che vivono ed operano fra Stati Uniti e Canada e affermano con Antonio D’Alfonso, nel suo “In corsivo italico” che: «Una cultura per potere sopravvivere deve aprirsi, deve guardare verso gli orizzonti sconosciuti, deve diventare centrifuga. La cultura deve liberarsi della patria». E aggiunge: «A mio avviso, ci sono due letterature italiche (preferisco l’aggettivo italica perché è una parola libera dalla nazionalità territoriale che, invece, contraddistingue l’aggettivo italiana): una scritta in lingua italiana e l’altra scritta in varie lingue... non tutte le opere scritte in altre lingue (dialetti inclusi) da italiani all’estero fanno parte delle culture linguistiche nelle quali queste opere sono presentate. Possono benissimo appartenere alla cultura italiana». Ecco dunque che la letteratura prodotta dagli espatriati deve muoversi con forza centripeta: deve tornare in Italia ed esservi riconosciuta. Il Circolo Culturale di Mola ha deciso di dare il via ad una seria iniziativa di “Cultura di ritorno”. Ne ha parlato alla Regione Puglia e l’ha trovata, come sempre, aperta al suggerimento, attraverso la sensibilità dell’Assessore Elena Gentile. Il concetto è semplice: scoprire le origini regionali di autori italoamericani, tradurne le opere in italiano con il contributo della Regione di provenienza e promuoverne la diffusione in Italia e all’estero.  È stata fondata una nuova Casa editoriale, che si chiama IDEA Publications. È nata la nuova collana editoriale: “Scrittori italiani all’estero”. Il primo volume è già uscito. È una raccolta di novelle di Fred Gardaphé, autore di discendenza pugliese, nato e cresciuto a Chicago. La collezione di racconti, intitolata “Importato dall’Italia”, disegna il difficile percorso di integrazione della collettività italiana a Chicago nell’arco di trent’anni, dai ’50 ai ’70. I messaggi di apertura di questo primo esempio di cultura di ritorno, nata in loco, ne sottolineano l’importanza. L’Assessore alla Solidarietà, Politiche Sociali e Flussi Migratori, Dott.ssa Elena Gentile, dichiara: «Sono orgogliosa che la Regione Puglia, tramite il mio Assessorato, abbia deciso di contribuire al finanziamento di questa importante operazione editoriale: la nascita della Collana “Scrittori italiani all’estero”, proposta e promossa dal Circolo Culturale di Mola, con sede a New York, che ringrazio per il suo costante lavoro al servizio di una migliore conoscenza delle comunità regionali che vivono ai due lati dell’Atlantico. Far conoscere in Puglia i nostri scrittori all’estero rinsalda i legami fra tutti noi e supera la logica distruttiva del disconoscimento di coloro che hanno dovuto abbandonare la regione per costruire una vita migliore fuori dai confini e dei loro discendenti». Il Console Generale d’Italia a New York, Ministro Francesco Maria Talò, scrive: «L’importante iniziativa editoriale del Circolo Culturale di Mola, che lancia la Collana “Scrittori italiani all’estero” con il sostegno anche finanziario della Regione Puglia, è un ottimo esempio delle attività che scaturiscono spontaneamente dal cuore della comunità italiana viva e vitale di New York. L’obiettivo di far conoscere autori di origine italiana che lavorano negli USA è ambizioso, ma necessario per rinsaldare i rapporti fra l’Italia e le sue Regioni da una parte ed i discendenti dei corregionali che vivono in America dall’altra. Le traduzioni verranno presentate e diffuse anche all’interno della crescente fascia di italofoni negli Stati Uniti, essa stessa testimonianza del successo che la nostra lingua sta riscuotendo come lingua di cultura, non soltanto come lingua etnica» e conclude: «Il Consolato generale d’Italia a New York ringrazia la Regione Puglia, il Circolo Culturale di Mola con il Presidente, Leonardo Campanile, e la Dott.ssa Mangione, Vice Segretario generale del CGIE, per aver aggiunto un tassello importante alla promozione del Sistema Italia in USA, integrandolo con una ricaduta di conoscenza culturale che unisce i due lati dell’Atlantico». Noi crediamo davvero nella circolarità anche della cultura. A presto dunque la collana: “Italian Writers Abroad”, che darà una voce in inglese alle opere di giovani autori italiani d’Italia, da presentare all’estero. Anche questo con l’aiuto delle Regioni più lungimiranti.

IDEA SETTEMBRE 2009

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