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.::SETTEMBRE 2007::. |
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COMITATI PARLAMENTARI ITALIANI ALL’ESTERO di Silvana Mangione
Il 2007 sembra essere molto favorevole al futuro delle nostre collettività. Abbiamo ricevuto l’annuncio della ricostituzione del Comitato permanente per gli italiani all’estero alla Camera dei Deputati, avvenuta il 31 luglio. A presiederlo è stato nominato l’On. Franco Narducci (Ulivo), già Segretario generale del CGIE dal 1998 al 2006, eletto alla Camera in Europa, residente in Svizzera. Il 27 giugno si era già insediato il Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato della Repubblica italiana, istituito per la prima volta nella storia, su mozione della senatrice Anna Finocchiaro, capogruppo dell’Ulivo. A presiederlo è stato nominato il Senatore Claudio Micheloni, Consigliere del CGIE dal 1991 al 2006, eletto in Europa, residente in Svizzera. Nella sua relazione d’apertura ha detto: «È mia convinzione che, alla luce della novità della Circoscrizione estero, sia necessario in un prossimo futuro che sia al Senato sia alla Camera dei deputati venga istituita una Commissione Permanente ad hoc per gli italiani all’estero». La istituzione di Commissioni permanenti conferirebbe ad esse poteri molto superiori a quelli dei Comitati. Secondo il Regolamento del Senato, in ciò simile a quello della Camera, le Commissioni si riuniscono in sede «deliberante» per la deliberazione di disegni di legge; in sede «redigente» per la deliberazione dei singoli articoli da sottoporre all'Assemblea per la sola votazione finale; in sede «referente» per l'esame di disegni di legge o affari su cui riferire all'Assemblea; in sede «consultiva» per esprimere pareri. È chiaro dunque che l’esistenza di Commissioni permanenti potrebbe facilitare l’iter di approvazione delle leggi che ci interessano. In attesa della relazione del neo presidente Narducci, facciamo riferimento ad alcune affermazioni importanti del Presidente Micheloni: «È abbastanza diffusa tra gli italiani all’estero l’opinione che l’Italia, le sue forze politiche e il Parlamento non abbiano preso coscienza del profondo cambiamento dei rapporti fra l’Italia e gli italiani residenti all’estero creato con l’esercizio del diritto di voto all’estero e l’elezione diretta di parlamentari della Circoscrizione estero. È mia convinzione che la presenza di parlamentari esteri nel parlamento italiano sia una grande opportunità per l’Italia e non solo per gli italiani all’estero. Sarà compito di questo Comitato far evolvere le mentalità affinché l’Italia colga pienamente il vero senso dell’affermazione, un po’ troppo utilizzata, “gli italiani all’estero sono una risorsa per l’Italia”. Se tutti insieme riusciremo a dimostrare al Senato della Repubblica che gli italiani all’estero sono davvero una risorsa economica, sociale, culturale e politica, avremo fornito tutti insieme un contributo al miglioramento del nostro Paese». E insiste: «Da quando sono in Senato mi ha colpito, e direi anche ferito, lo scarso senso di appartenenza, il poco senso dell’interesse nazionale, del bene comune e l’esiguo senso dello Stato che ho trovato in quest’Aula», parole pesanti come pietre, cui aggiunge: «I valori trasmessimi dalla mia famiglia di emigranti si sono arricchiti in innumerevoli incontri, riunioni, assemblee di uomini e donne emigrati... valori veri, semplici, profondi, forti. Tra questi la famiglia, la solidarietà e, al di là delle diverse ideologie, tutti erano accomunati da un unico denominatore: derivano dall’appartenenza a una comunità, dall’essere e sentirsi italiani, in qualsiasi circostanza, in particolare quelle più difficili». Credo che tutti noi possiamo riconoscerci in questi sentimenti. Ai Presidente Micheloni e Narducci vada il fervido augurio di Buon Lavoro de L’IDEA.
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