.::SETTEMBRE 2008::.

LA CONFERENZA DEI

GIOVANI ITALIANI NEL MONDO

di Silvana Mangione

È stata indetta la Prima Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo. Si terrà a Roma dall’8 al 12 dicembre 2008. Il percorso per arrivarci è davvero lungo. Un incontro mondiale dei giovani fu chiesto dal Consiglio Generale degli Italiani all’Estero per la prima volta nel 1993. Il CGIE continuò, con la regolarità della goccia che scava la pietra, a chiederlo, anno dopo anno. Durante la Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo, nel dicembre del 2000, si tenne a Campobasso un Convegno, intitolato: «Le nuove generazioni: tendenze, aspettative, richiami, opportunità». Subito dopo il CGIE decise di far elaborare un’indagine approfondita sui giovani nei paesi con la maggiore presenza degli italiani. Quindi il CGIE ha cominciato ad invitare i giovani alle sue assemblee plenarie a Roma ed alle Commissioni Continentali, fuori d’Italia. Poi ha iniziato ad organizzare e finanziare incontri dei giovani nei singoli Paesi. Il martellamento deve essere servito, perché finalmente nel 2007 è stata prevista per legge la realizzazione della Conferenza, con una dotazione di due milioni di Euro. Le decurtazioni effettuate dal recente decreto taglia–spese hanno ridotto il bilancio a metà. Per farla partire ci voleva però un decreto del Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, che lo ha firmato il 18 luglio scorso. L’articolo 1 del Decreto ministeriale, che fissa convocazione e lo scopo della Conferenza, recita: «È indetta la prima Conferenza dei giovani italiani nel mondo, con lo scopo di individuare elementi e strumenti utili per definire una politica rivolta alla piena valorizzazione del patrimonio economico e culturale rappresentato dalle nuove generazioni degli italiani». Il Presidente della Conferenza sarà il Sottosegretario con delega per gli Italiani all’Estero, Sen. Alfredo Mantica. Il Comitato Organizzatore sarà composto da rappresentanti di Senato, Camera dei deputati, Ministeri della Pubblica Istruzione, Beni e Attività Culturali, Politiche per i Giovani, Rapporti con le Regioni e Consulte regionali dell’emigrazione; il Segretario generale, i Vice Segretari Generali e il Presidente della Commissione Giovani del CGIE, il Presidente della Regione Lazio, il Sindaco di Roma, i Direttori Generali della Farnesina per gli Italiani all’Estero e per la Cooperazione Culturale, e otto esperti. Trenta persone in totale, fra cui io stessa, dato che sono stata eletta Vice Segretario generale degli Anglofoni (Stati Uniti, Australia, Canada e Sud Africa). Speriamo che le Consulte regionali scelgano a rappresentarle i componenti dei rispettivi Gruppi di Lavoro dei Giovani. Nelle riunioni nazionali i Giovani hanno elaborato documenti, dando indicazioni su quello che vogliono fare. I nostri si sono incontrati a Newark, in New Jersey, nel 2007, poi a Washington a giugno 2008. Voglio descrivervi la preconferenza di Washington come ho già fatto sul quotidiano La Gente d’Italia. A Washington c’erano quasi quaranta giovani. Si parlavano nella loro lingua, l’italiano spruzzato di inglese delle ultime tecnologie di comunicazione. Erano bellissimi, infinitamente cortesi, per nulla presuntuosi, a loro agio, ma pienamente coscienti dell’importanza dell’occasione offerta dalla Prima Conferenza Mondiale dei Giovani e dell’esigenza di coinvolgere quanti più coetanei possibile. Sapevano che l’impegno richiesto non è facile e che questa è la prima vera opportunità di mettere in rete – loro dicono network – tutte le forze, le sfaccettature, i diversi strati sociali, culturali e generazionali per salvare l’esistenza stessa delle nostre comunità. Stanno affrontando il compito con grande serietà, approfondimento e voglia di lavorare.

Hanno fatto tutto da soli. Si sono dati un programma della due giorni di Washington, che iniziava con gli “obiettivi”, invece che con l’ordine del giorno. Dovremmo imparare da loro: quali obiettivi si propongono gli ordini del giorno, spesso chilometrici, delle nostre riunioni? I punti d’arrivo erano molto semplici e molto concreti: la creazione del “Network Giovani Italiani USA” e la “redazione di un documento propositivo in relazione alla Conferenza Mondiale dei Giovani 2008 (Paese USA)”. Chiaro, no? Più chiaro di così. Il primo giorno hanno tirato fuori i computer portatili, hanno inventato uno spazio di lavoro comune a tutti e hanno cominciato a scambiarsi idee, accogliere i nuovi arrivati, inserirli subito nel dialogo, dividersi in Commissioni, scegliersi i leader, maschi e femmine, emersi automaticamente. Non hanno avuto bisogno di imporre quote. Le ragazze erano quasi la metà e non c’era alcuna rivalità, anzi. Il giorno dopo si è lavorato nella nostra splendida Ambasciata, che si è aperta di sabato per accoglierci. Nell’enorme atrio rotondo, con la cupola di cristallo, c’era una mostra dedicata agli splendori del Rinascimento italiano con riproduzioni dei sontuosi abiti sfoggiati da duchi e duchesse di Mantova e Firenze nei ritratti dei pittori di corte. Non c’era contrasto fra i broccati e le perle da una parte e gli abitini estivi e le giacche e cravatte dall’altra. C’era continuità. Il senso del bello era lo stesso. Nello stilare il programma hanno ritagliato uno spazio per le formalità: “Saluto ai partecipanti e presentazioni”, ma ci hanno ammonito: “Breve descrizione del ruolo del CGIE e dei Com.It.Es. per la Conferenza Mondiale”, per essere informati soltanto su: “Disponibilità risorse – umane e finanziarie – e tempistica”. Ha aperto il Primo Consigliere dell’Ambasciata, Marco Mancini, seguito dal Coordinatore dei Giovani USA per il CGIE, Augusto Sorriso, dal Vice segretario generale, Silvana Mangione, da due Consiglieri USA e dal Coordinatore dell’Intercomites. I giovani hanno presentato una “Sintesi dei lavori della preconferenza di Newark”, poi si sono divisi in quattro Commissioni: Organizzazione Rete USA; Promozione Cultura Italiana; Portale web; Percorso preparatorio alla Conferenza Mondiale. A pranzo è venuto a salutarli, uno per uno, l’Ambasciatore Giovanni Castellaneta, accolto con un applauso spontaneo e visibilmente affascinato, anche lui, da questo squarcio di intelligente futuro. Hanno concluso riunendoci di nuovo tutti nell’auditorium per informarci rapidamente degli esiti dei dibattiti. Hanno idee bellissime, hanno fissato precisi tempi di consultazione, in un ruolino di marcia che li porterà a dicembre molto preparati e pronti ad aprirsi a tutti gli altri delegati, malgrado abbiano riscontrato maggiore sintonia con i contenuti del documento degli australiani. I rappresentanti dei giovani di almeno quattro circoscrizioni consolari hanno già deciso, motu proprio, di presentare liste autonome alla prossima elezione dei Com.It.Es. e loro candidati al rinnovo del CGIE, per un vero ricambio generazionale. Questa comprensione immediata del dovere di costruire il futuro delle nostre collettività, che deriva dalla loro condizione di nuove generazioni e nuove mobilità, è già di per sé un ottimo risultato, che auspicavamo fra i nostri obiettivi di promotori della Conferenza. Lasciati liberi di pensare e proporre, saranno loro a consegnarci un successo superiore a qualsiasi aspettativa e il CGIE potrà gloriarsi di essere stato il catalizzatore di questa impresa, davvero necessaria per il futuro sia dell’Italia nel Mondo sia dell’Italia in Italia.

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