Wednesday, Apr. 26, 2017

Dalí precursore, genio, alieno!

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2 April 2017

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Dalí precursore, genio, alieno!

DALI10 Palazzo Belloni, a Bologna ci fa incontrare le opere di Salvador Dalì.

“Dalì Experiences” è il titolo di una mostra che percorre le opere e l’anima del Maestro del Surrealismo, corrente pittorica e non solo che presenta al visitatore un percorso sensoriale ricco di emozioni.

 Le opere sono esposte anche in punti strategici di Bologna dall’aeroporto Marconi ai Giardini Margherita, cinque posti strategici per avvicinare sempre di più l’Arte alla “gente comune”.

Precursore di un design che ha ispirato futuri  pittori, scultori, deigner, francamente riesce difficile pensare che le sue opere siano datate … sembrano create ieri, si, Dalì il genio, un maestro eterno e sempre attualissimo.

La mostra contiene circa 200 opere provenienti dalla collezione di Beniamino Levi, grafica, illustrazioni, sculture, design, installazioni, gioielli, un meraviglioso iter che lascia sempre a bocca aperta, 10 opere in vetro,12 oggetti in oro,139 illustrazioni tratte da opere famose come Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carrol, La Divina Commedia di Dante Alighieri, Don Chisciotte di Miguel de Cervantes.

DALI4Salvador Domènec Felip Jacint Dalí i Domènech, Marchese di Púbol nasce a Figueres l’11 maggio 1904 e si spegne nella sua città natale il 23 gennaio 1989.

Pittore, scultore, cineasta, designer, fotografo,disegnatore, sceneggiatore, in ogni forma d’arte in cui Dalì si è cimentato è stato un successo.

DALI3Illustratore della Divina Commedia che purtroppo non essendo “italico” venne usata solo nella versione francese, Dalì nel 1935 visitò l’Italia da Amalfi a Torino, amò visceralmente l’arte rinascimentale italiana.

Si è parlato spesso della sua “paranoia” e nella mostra esiste un percorso “paranoico”  forse deriva dal fatto che i suoi genitori erano convinti che fosse la reincarnazione di suo fratello Salvador, morto di meningite nove  mesi prima, Dalì ne fu così colpito che pregava per ore sulla sua tomba.

Suo padre Salvador Dalì i Cusi era un avvocato e notaio dal carattere rigido, fu sua madre Felipa a incoraggiare il giovane a frequentare una scuola d’arte, la morte di sua madre di tumore fu per Dalì devastante e suo padre sposò la cognata ma questo non avvilì il ragazzo poiché adorava sua zia.

DALI2DALI9Nel 1922 Dalì si stabilì a Madrid e cominciò ad esprimere la sua personalità di “dandy” vestendosi sempre elegantemente e molto curato.

Durante la resistenza divenne molto amico di Luis Buñuel che aiutò nella scenografia del famoso film “ Un chien andalou” e del poeta Garcia Lorca, nel 1926 incontrò Picasso e Mirò che ammirava moltissimo e da cui fu influenzato, ma adorava anche Vermeer, Raffaello, Bronzino e Velázquez, in omaggio a quest’ultimo si fece crescere i baffi che sono tutt’oggi un suo “marchio di fabbrica”.

RQLI6A Barcellona espose per la prima volta tra scetticismo, perplessità ed entusiasmo da parte  dei critici.

Nell’agosto del 1929 nella sua vita appare Gala (pseudonimo datole da Éluard), il suo vero nome era Elena Dimitrevna Diakonova, espatriata russa, gallerista e moglie del poeta surrealista Paul Éluard, di undici anni più vecchia di Dalì fu sua moglie per tutta la vita, grande musa, modella ed ispiratrice che sposò civilmente nel 1934.

DALI8DALI5Suo padre non approvò quel matrimonio e i loro rapporti già esacerbati dal modo di dipingere di suo figlio si ruppero definitivamente, Dalì e Gala abitarono sul mare in  un capanno che poi acquistato e trasformato nella loro stupenda Villa a Port Lligat.

Il Surrealismo era un movimento di cui Dalì  era il grande visionario e che lentamente prendeva le distanze dal fascismo e dal nazismo, Dalì fu sempre ambiguo in proposito e alla fine fu espulso dal movimento, il maestro rispose : “ Il surrealismo sono io”.

DALI7A New York fu accolto con grande clamore e le sue opere furono  ammiratissime, nel 1936 le mise in mostra all’Esposizione surrealista di Londra dove arrivò vestito da palombaro con due levrieri ma dovette togliere il casco perché  stava soffocando, la sua dichiarazione fu degna di lui “ Mi stavo immergendo nel profondo della mente umana”

È il periodo forse più “fortunato” di Dalì, il  ricchissimo mecenate Edward James comprò moltissime  sue opere come il divano che rappresentano le labbra rosse dell’attrice Mae West e il “Telefono aragosta”.

Andrè Breton e tutti i surrealisti criticarono tantissimo Dalì coniando per lui l’anagramma “ Avida Dollars ” quindi avido di dollari!

Durante la seconda guerra mondiale i coniugi Dalì vissero per otto anni in America.

DALI12Nel 1944 Dalì incontrò la modella e poi cantante Amanda Lear che divenne sua amante ad insaputa di Gala.

Nel 1951 si trasferirono in Spagna allora governata dal Generale Franco, si  avvicinò al cattolicesimo, si interessò alle scienze e alla matematica, un giovanissimo artista Andy Warhol lo considerò il primo ispiratore della sua pop art.

È affascinato dalla spirale del DNA e dopo la tragedia di Hiroshima è ammaliato dal nucleare, negli anni a venire partecipò a due pubblicità: Lanvin cioccolatini, e crea la famosa cartina dei lecca lecca  Chupa Chups, precursore quindi del Food Design.

Nel 1982, Re Juan Carlos I, suo grande ammiratore, gli concede il titolo di Marchese di Púbol.

DALI14Gala ha una lieve forma di demenza senile e gli somministra dei farmaci che gli procurano una grave problema al sistema nervoso, nel 1982 Gala muore, lui tenta più volte il suicidio ma muore di infarto nel 1989 ascoltando il suo disco preferito Tristano e Isotta di Wagner.

Alieno, si, Dalì sembra e dipinge un altro mondo, il suo simbolismo però è fortemente umano: gli orologi molli sono ispirati alla teoria della relatività di Einstein, l’elefante è ispirato da una scultura del Bernini che si trova a Roma , un elefante che trasporta un obelisco e che lui reinterpreta con zampe lunghissime, le zampe del desiderio … forse un desiderio di ascesa verso mete lontane, senza gravità.

L’uovo è il simbolo del prenatale, le formiche rappresentano la morte, la decadenza, la chiocciola rappresenta la mente e la locusta distruzione e paura!

DALI11Grazie alla attenta regia della mostra di Palazzo Belloni, condotti e guidati da formiche attraversiamo la mostra fino in bagno … dove sui lavandini ci sono diverse foto del Maestro con i suoi copricapo, le sue mise, il suo sguardo ipnotico, su una porta chiusa spiamo da un buco che in realtà è  la lente di un video, su una lavatrice e su una poltrona troneggia uno schermo da cui Dalì per pochi minuti ci parla.

Due installazioni di Visual Art  a cura del gruppo creativo Loop ci mostrano un corridoio da cui scendono orologi molli, un rinoceronte, un occhio che ci scruta, l’altra invece ci propone con l’aiuto di occhialini 3D oggetti geometrici tridimensionali.

Alieno, geniale, imperscrutabile, Maestro, grazie, perché ci ha portati nel suo mondo e ci ha donato delle domande, delle sensazioni, ci ha fatto partecipi delle sue visioni!

 

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