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DONA FLOR A NEW
YORK
di Leonardo Campanile

In preparazione di quella che dovrebbe
diventare l’attività culturale più importante in assoluto del Circolo
Culturale di Mola e di tutta la vasta comunità molese della zona
metropolitana, come promessovi desidero aggiornarvi sugli sviluppi reali
della manifestazione che proporrà al pubblico newyorchese l’opera più
bella di Niccolo van Westerhout, “Doña Flor”.
Quest’avventura, iniziata alcuni anni fa e scaglionata necessariamente
in varie fasi per la sua complessità, ha visto concludersi alcune di
queste, come “il primo ascolto dell’opera nel teatro Enrico Caruso
di Brooklyn”, “il ritrovo e l’identificazione della tomba di
Niccolo nel cimitero di Poggioreale in Napoli” e “la traslazione delle
ossa da Napoli a Mola di Bari il 19 Febbraio 2007”.
Da questa data storica è iniziata la fase più importante, appunto
mettere in scena la “Doña Flor” nella sua versione originale a New
York. Questa realizzazione richiederà un impegno non indifferente e
capillare, considerando anche che il costo è esuberante, si tratta di una
cifra considerevole che si avvicinerà ai centomila dollari.
Il Circolo Culturale di Mola ha presentato il progetto a varie istituzioni
pubbliche, tra queste la Regione Puglia ed il Consiglio Regionale
Pugliese, che hanno già stanziato una cifra importante a nostro favore.
Naturalmente queste sovvenzioni non arriveranno con facilità, hanno
bisogno di un garante e quindi sono stato costretto a garantire
personalmente, naturalmente coadiuvato dal Circolo Culturale e da L’Idea
Magazine.
Attualmente il progetto ha già acquisito alcuni “Partner”, che spero
possano aumentare: la Federazione Pugliese di New York e la Federazione
Campani nel Mondo. Altre federazioni saranno contattate e sarebbe mio
desiderio annoverare fra queste la Federazione Molese (Mola America) e
TUTTI i Circoli molesi di New York e Chicago. Il progetto è talmente
grande che abbiamo bisogno di una collaborazione incondizionata da parte
di tutti. Niccolò van Westerhout non era solo un compositore nato a Mola
di Bari; Niccolò ha vissuto la maggior parte della sua breve vita a
Napoli, dove si è formato musicalmente, ma il Maestro era anche pugliese
e sopratutto era italiano, anche se il suo cognome, fiammingo, potrebbe
far pensare diversamente.
A questi “partner” aggiungeremo le eventuali aziende che ci daranno il
sostegno economico per portare a termine brillantemente l’operazione.
Intanto, oltre alla Regione Puglia ed al Consiglio Regionale Pugliese,
abbiamo ricevuto il “patrocinio ufficiale” dalla Provincia di Bari e
dal Comune di Mola di Bari. Dagli Stati Uniti, il Consolato Generale
Italiano e l’Istituto Italiano di Cultura di New York ci hanno garantito
la loro partecipazione al progetto.
La preparazione della messa in scena dell’Opera comporta una serie di
tasselli da inserire al posto giusto ed al momento giusto. Questo lavoro
certosino, indiscutibilmente non facile, è sotto la direzione della
Dott.ssa Silvana Mangione, esperta nel campo organizzativo, coadiuvata da
tutta la redazione dell’Idea Magazine.
Vi elenco le componenti più importanti
che formeranno questo mosaico; senza di queste si rischia un fallimento o
perlomeno una mala riuscita dell’attività:
1) la scelta di un teatro di nome, per
poter far risuonare al massimo il nome di Niccolò; un teatro che, oltre
alla capienza ed attrezzature, deve avere un’acustica ottima.
2) La costruzione delle scene e dei
vestiti dei protagonisti, ispirate all’epoca risorgimentale nella quale
l’opera è ambientata.
3) La scelta di un’orchestra
professionista e di cantanti con esperienza operistica, importante al fine
di espletare al meglio quello che Niccolò ha creato.
4) Una pubblicità adeguata alla
manifestazione; se si vuole far colpo bisogna assolutamente pubblicizzare
l’evento nelle sedi adatte.
5) Entrare in possesso del manoscritto
originale dell’opera e non degli arrangiamenti ascoltati fino ad ora.
Poi altri tasselli, piu` piccoli ma non
meno influenti, che non sto ad elencare altrimenti mi servirebbero tante
pagine di questa rivista.
Le mie richieste per avere lo spartito della Doña Flor, iniziarono nel
2005, pochi mesi dopo la identificazione della tomba di van Westerhout nel
cimitero Monumentale di Poggioreale in Napoli. L’idea di propagandare la
“SUA “ musica si materializzò nel momento che aprimmo la tomba ed io,
suo concittadino, posai le mie indegne mani sui suoi resti mortali. In
quell’occasione e mentre, solo, guardavo intimorito lo squallido loculo,
pieno di polvere e fuliggine, promisi a “LUI” di riportarlo a Mola di
Bari e di fare quanto possibile, usando la mia influenza ed i miei
contatti, affinché la “SUA” musica fosse conosciuta nel mondo, e “LUI”
collocato nel posto che gli spetta fra i “Grandi” compositori della
fine ’800.
Il mio primo approccio fu al Comune di Mola di Bari, perchè ero a
conoscenza dell’esistenza di un archivio nella biblioteca comunale
con musiche di van Westerhout, ma scoprii che mancava la “Doña
Flor”. L’Amministrazione comunale ed il sindaco Nico Berlen mi
promisero il loro interessamento, anzi mi assicurarono che sapevano dove
trovare lo spartito. A tre anni di distanza sono ancora in aspettativa di
notizie sullo spartito, nonostante nelle mie tante visite a Mola di Bari e
tramite telefonate ed e-mail abbia sollecitato la questione. Intanto avevo
scomodato altri personaggi, sia a Mola di Bari sia a Napoli, Monopoli e
Bari, là dove immaginavo potessi trovare qualche indizio utile al
ritrovamento della musica dell’opera. Niente fino ad alcuni mesi
addietro quando, grazie alla mia cocciutaggine nel voler mantenere una
promessa fatta, non esitavo a portare, a volte imponendo, il discorso che
stavo facendo con chi mi trovavo di fronte, sulla questione van Westerhout,
avvenne un mezzo miracolo. Un indizio si materializzò come dal nulla,
dandomi la possibilità di arrivare alla musica “originale e completa”
della Doña Flor. Naturalmente, ritrovare lo spartito originale fu un
tassello importante, ma non lo si poteva usare per l’orchestra e quindi
avevo ancora bisogno della mia buona stella, che mi fece trovare un
direttore d’orchestra di fama internazionale, disposto a dirigere l’opera
a New York e tramite ben sei compositori/musicisti, che hanno svolto un
lavoro inimmaginabile, si è realizzata la partitura per i singoli
elementi dell’orchestra che verrà usata per l’opera.
La Doña Flor è stata messa in scena recentemente dal Conservatorio
N. Rota di Monopoli, ma su un arrangiamento realizzato con maestria da un
nostro concittadino. Io, che l’ho vista, sono rimasto impressionato
dalla musica. Adesso vi lascio immaginare cosa potrebbe darci l’ascolto
della musica originale, certamente ci estasierebbe, ecco perchè TUTTI
abbiamo il dovere di collaborare a realizzare questo progetto. Abbiamo
già realizzato copie di tutta l’opera per pianoforte con tutte le
parole scritte, questo libro servirà ai cantanti per memorizzare e
trovare le giuste tonalità.
Cosa dire di più? La “RUOTA” sta girando nella giusta direzione,
spetta a “NOI” alimentare il suo moto e non farla fermare fino alla
conclusione di quest’impresa. Adempiremo, così, ad un nostro dovere
verso un nostro concittadino in possesso di tanto genio ma molto
sfortunato.
La vostra collaborazione mi è necessaria! A volte un consiglio o una
parola di conforto nei momenti difficili, e credetemi ce ne sono stati e
ce ne saranno ancora, mi aiuteranno a perseverare nel mandare avanti
questo progetto.
IDEA
DICEMBRE 2008

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