.::DICEMBRE 2008::.

DONA FLOR A NEW YORK
di Leonardo Campanile

In preparazione di quella che dovrebbe diventare l’attività culturale più importante in assoluto del Circolo Culturale di Mola e di tutta la vasta comunità molese della zona metropolitana, come promessovi desidero aggiornarvi sugli sviluppi reali della manifestazione che proporrà al pubblico newyorchese l’opera più bella di Niccolo van Westerhout, “Doña Flor”.
Quest’avventura, iniziata alcuni anni fa e scaglionata necessariamente in varie fasi per la sua complessità, ha visto concludersi alcune di queste, come “il primo ascolto dell’opera nel teatro Enrico Caruso di Brooklyn”, “il ritrovo  e l’identificazione della tomba di Niccolo nel cimitero di Poggioreale in Napoli” e “la traslazione delle ossa da Napoli a Mola di Bari il 19 Febbraio 2007”.
Da questa data storica è iniziata la fase più importante, appunto mettere in scena la “Doña Flor” nella sua versione originale a New York. Questa realizzazione richiederà un impegno non indifferente e capillare, considerando anche che il costo è esuberante, si tratta di una cifra considerevole che si avvicinerà ai centomila dollari.
Il Circolo Culturale di Mola ha presentato il progetto a varie istituzioni pubbliche, tra queste la Regione Puglia ed il Consiglio Regionale Pugliese, che hanno già stanziato una cifra importante a nostro favore. Naturalmente queste sovvenzioni non arriveranno con facilità, hanno bisogno di un garante e quindi sono stato costretto a garantire personalmente, naturalmente coadiuvato dal Circolo Culturale e da L’Idea Magazine.
Attualmente il progetto ha già acquisito alcuni “Partner”, che spero possano aumentare: la Federazione Pugliese di New York e la Federazione Campani nel Mondo. Altre federazioni saranno contattate e sarebbe mio desiderio annoverare fra queste la Federazione Molese (Mola America) e TUTTI i Circoli molesi di New York e Chicago. Il progetto è talmente grande che abbiamo bisogno di una collaborazione incondizionata da parte di tutti. Niccolò van Westerhout non era solo un compositore nato a Mola di Bari; Niccolò ha vissuto la maggior parte della sua breve vita a Napoli, dove si è formato musicalmente, ma il Maestro era anche pugliese e sopratutto era italiano, anche se il suo cognome, fiammingo, potrebbe far pensare diversamente.
A questi “partner” aggiungeremo le eventuali aziende che ci daranno il sostegno economico per portare a termine brillantemente l’operazione.
Intanto, oltre alla Regione Puglia ed al Consiglio Regionale Pugliese, abbiamo ricevuto il “patrocinio ufficiale” dalla Provincia di Bari e dal Comune di Mola di Bari. Dagli Stati Uniti, il Consolato Generale Italiano e l’Istituto Italiano di Cultura di New York ci hanno garantito la loro partecipazione al progetto.
La preparazione della messa in scena dell’Opera comporta una serie di tasselli da inserire al posto giusto ed al momento giusto. Questo lavoro certosino, indiscutibilmente non facile, è sotto la direzione della Dott.ssa Silvana Mangione, esperta nel campo organizzativo, coadiuvata da tutta la redazione dell’Idea Magazine.

Vi elenco le componenti più importanti che formeranno questo mosaico; senza di queste si rischia un fallimento o perlomeno una mala riuscita dell’attività:

1) la scelta di un teatro di nome, per poter far risuonare al massimo il nome di Niccolò; un teatro che, oltre alla capienza ed attrezzature, deve avere un’acustica ottima.

2) La costruzione delle scene e dei vestiti dei protagonisti, ispirate all’epoca risorgimentale nella quale l’opera è ambientata.

3) La scelta di un’orchestra professionista e di cantanti con esperienza operistica, importante al fine di espletare al meglio quello che Niccolò ha creato.

4) Una pubblicità adeguata alla manifestazione; se si vuole far colpo bisogna assolutamente pubblicizzare l’evento nelle sedi adatte.

5) Entrare in possesso del manoscritto originale dell’opera e non degli arrangiamenti ascoltati fino ad ora.

Poi altri tasselli, piu` piccoli ma non meno influenti, che non sto ad elencare altrimenti mi servirebbero tante pagine di questa rivista.
Le mie richieste per avere lo spartito della Doña Flor, iniziarono nel 2005, pochi mesi dopo la identificazione della tomba di van Westerhout nel cimitero Monumentale di Poggioreale in Napoli. L’idea di propagandare la “SUA “ musica si materializzò nel momento che aprimmo la tomba ed io, suo concittadino, posai le mie indegne mani sui suoi resti mortali. In quell’occasione e mentre, solo, guardavo intimorito lo squallido loculo, pieno di polvere e fuliggine, promisi a “LUI” di riportarlo a Mola di Bari e di fare quanto possibile, usando la mia influenza ed i miei contatti, affinché la “SUA” musica fosse conosciuta nel mondo, e “LUI” collocato nel posto che gli spetta fra i “Grandi” compositori della fine ’800. 
Il mio primo approccio fu al Comune di Mola di Bari, perchè ero a conoscenza dell’esistenza di  un archivio nella biblioteca comunale con  musiche di van Westerhout, ma scoprii che mancava la “Doña Flor”. L’Amministrazione comunale ed il sindaco Nico Berlen mi promisero il loro interessamento, anzi mi assicurarono che sapevano dove trovare lo spartito. A tre anni di distanza sono ancora in aspettativa di notizie sullo spartito, nonostante nelle mie tante visite a Mola di Bari e tramite telefonate ed e-mail abbia sollecitato la questione. Intanto avevo scomodato altri personaggi, sia a Mola di Bari sia a Napoli, Monopoli e Bari, là dove immaginavo potessi trovare qualche indizio utile al ritrovamento della musica dell’opera. Niente fino ad alcuni mesi addietro quando, grazie alla mia cocciutaggine nel voler mantenere una promessa fatta, non esitavo a portare, a volte imponendo, il discorso che stavo facendo con chi mi trovavo di fronte, sulla questione van Westerhout, avvenne un mezzo miracolo. Un indizio si materializzò come dal nulla, dandomi la possibilità di arrivare alla musica “originale e completa” della Doña Flor. Naturalmente, ritrovare lo spartito originale fu un tassello importante, ma non lo si poteva usare per l’orchestra e quindi avevo ancora bisogno della mia buona stella, che mi fece trovare un direttore d’orchestra di fama internazionale, disposto a dirigere l’opera a New York e tramite ben sei compositori/musicisti, che hanno svolto un lavoro inimmaginabile, si è realizzata la partitura per i singoli elementi dell’orchestra che verrà usata per l’opera.
La Doña Flor è stata messa in scena  recentemente dal Conservatorio N. Rota di Monopoli, ma su un arrangiamento realizzato con maestria da un nostro concittadino. Io, che l’ho vista, sono rimasto impressionato dalla musica. Adesso vi lascio immaginare cosa potrebbe darci l’ascolto della musica originale, certamente ci estasierebbe, ecco perchè TUTTI abbiamo il dovere di collaborare a realizzare questo progetto. Abbiamo già realizzato copie di tutta l’opera per pianoforte con tutte le parole scritte, questo libro servirà ai cantanti per memorizzare e trovare le giuste tonalità.
Cosa dire di più? La “RUOTA” sta girando nella giusta direzione, spetta a “NOI” alimentare il suo moto e non farla fermare fino alla conclusione di quest’impresa. Adempiremo, così, ad un nostro dovere verso un nostro concittadino in possesso di tanto genio ma molto sfortunato.
La vostra collaborazione mi è necessaria! A volte un consiglio o una parola di conforto nei momenti difficili, e credetemi ce ne sono stati e ce ne saranno ancora, mi aiuteranno a perseverare nel mandare avanti questo progetto.

 

IDEA DICEMBRE 2008

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