.::MARZO 2010::.

Diario sanremese

di Isabella Rossiello

Il giorno prima dell’evento

Cominciavo a preoccuparmi … Sanremo partiva senza uno straccio di scandalo. La bomba invece scoppia improvvisa con un’avventata dichiarazione del cantante Morgan, che ammette di fare uso quotidiano di cocaina. I vari talk show si ergono a censori perbenisti e moralisti, Morgan viene cacciato dal Festival di Sanremo perché è un “cattivo maestro”. La droga uccide e quale miglior palco per poterlo dire ai tanti giovani che seguono con affetto questo cantante. Un’occasione perduta. La signora Clerici ha problemi di linea e dichiara di prendere delle bustine per dimagrire che le provocano uno svenimento … anche lei è una “cattiva maestra”, per le tante donne che ogni anno muoiono di anoressia. Subito dopo arriva la smentita … è solo un flebo dovuto allo stress… Cattiva maestra anche la Signora D’Addario, nota “escort” barese balzata alle cronache per aver avuto relazioni sessuali con Berlusconi, documentate da intercettazioni davvero penose…, a Sanremo presenterà il suo CD…ma sul palco non salirà mai…meno male; i giornali, però ne parlano: è tutta pubblicità gratis. Questo indica alle ragazze giovani che basta “dormire” con un potente per essere invitati sia al Festival del Cinema di Venezia, l’ho vista personalmente, sia al Festival della Canzone Italiana … grazie Italia. La scenografia è di Castelli, ormai un veterano, e devo dire che questa volta ha tutto il mio plauso: la scenografia è minimalista, elegante ma di grande effetto scenico. Maurizio Costanzo, giornalista, scrittore, l’uomo che ha portato il talk show italiano a grandi vette, quest’anno conduce il “question time ”: i giornalisti pongono delle domande e lui dirige e coordina. È emozionato, è il suo primo festival, è professionale e gradevole, forse nessuno come lui sa gestire la diretta.

La prima serata:

Bonolis e Laurenti iniziano lo show con una gag carinissima sull’attualità e sul festival. La Clerici entra in scena quasi da un’astronave che fa parte della scenografia, un effetto speciale che non si era mai visto a Sanremo; se lo scenografo voleva stupire, c’è riuscito. Inizia la gara e le canzoni … come il solito non si distinguono l’una dall’altra … a parte Arisa, vincitrice di Sanremo giovani l’anno scorso, un look accattivante anni ’40, accompagnata da un trio “vintage” che ricorda il famoso Trio Lescano, ma sono uomini “en travesti”, Le sorelle Marinetti; forse non vincerà Sanremo ma di sicuro sarà molto canticchiata. Applausi in sala stampa, che è sempre un buon segno. Secondo ospite è Cassano, uno dei calciatori più controversi e bravi del calcio italiano. Lui, nato a Bari vecchia, è diventato una stella di prestigiosi club stranieri e italiani. Una delle novità di questo Sanremo è la reintroduzione delle canzoni in dialetto: non mi piace, ci sono già troppe divisioni tra gli italiani. Gli ospiti stranieri a Sanremo sono una tradizione irrinunciabile ed ecco un personaggio che gli italiani sono sicura impareranno ad apprezzare: Susan Boyle. Nata da un talent show inglese, ha quasi cinquanta anni, non ha un aspetto piacevole, eppure appena comincia a cantare con la sua voce da usignolo, conquista tutti, la sala Ariston la applaude e le regala una standing ovation. Un trio è annunciato dalla Clerici. Sono il principe Emanuele Filiberto, insieme a Pupo e al tenore Luca Canonici. Piovono fischi e burle a non finire all’Ariston, sventolio di bandiere italiane e sfottò… perché collezionare brutte figure, Emanuele? Morgan non c’è, come previsto, ma la Clerici recita la sua canzone, e parlando ovviamente della droga che uccide. Morgan però non ci sta…perché fare spettacolo con il suo nome? Un momento invece di grande show è il balletto di Daniel Ezralow, un cappellaio matto, giocoso e irriverente. Un collega in sala stampa mi chiede ironicamente se ho cambiato canale. Infatti, su Rai 1, anche se l’orario è quello giusto, una bellissima e provocante Dita von Teese si spoglia con malizia ma senza volgarità. Lei si rifà al “burlesque” degli anni ‘50, una Betty Page dei giorni nostri; è piacevole, per niente grossolano, anzi raffinato e ironico. Ci sono le prime eliminazioni. Prevedibile e auspicabile il trio di Pupo e il principe, ma solo perché la canzone è mediocre, autobiografica, in giro ci sono canzoni davvero notevoli. Cutugno non meritava un’esclusione così drastica, ma c’è il ripescaggio. Escluso anche Nino D’Angelo, la canzone italiana vince sul dialetto… La prima serata passa senza infamia e senza lode … è un festival quasi “sereno”. O ho sbagliato aggettivo? Va meglio soporifero?

La seconda serata

Tutto è pronto per la seconda serata, una serata importante perché arriva una vera Regina: Rania di Giordania, bella, bellissima, elegante, mette subito a proprio agio la Clerici, suggerendole quasi all’orecchio, che deve essere se stessa, nessun formalismo. Sono solo due donne che chiacchierano e parlano di biscotti, che la regina cucina personalmente per i suoi figli, dell’educazione che deve dare al suo primogenito e al grave compito che lo attende: diventare re. Il discorso poi scivola sull’impegno sociale della regina a favore dei meno fortunati e un’accorata difesa dell’Islamismo come religione di pace; anzi, secondo lei i terroristi non sono dei veri mussulmani. Tra le proposte “giovani”, molte sono interessanti. Un nome su tutti Nina Zilli, bella, elegante, sofisticata senza manierismo, davvero una novità nel panorama della canzone italiana: sono sicura che la risentiremo e la rivedremo. Un’altra bellissima presenza femminile è un’attrice hollywoodiana, che abbiamo visto nel Kolossal Avatar, sempre con un trucco blu e munita di coda…è Michelle Rodriguez, bella e spiritosa, ma ancor più spiritosa la trovata degli autori…Antonella Clerici entra in una specie di contenitore di cristallo e si trasforma appunto nel suo Avatar…tutta l’intervista è gradevole e divertente. In fondo, Sanremo deve essere anche questo. Tra una canzone e l’altra…uno scatenato balletto invade il palco…sono le ballerine del Moulin Rouge, che quest’anno compie 120 anni e si gemella con Sanremo, che di anni ne compie 60.

La terza serata

Nella terza serata, i cantanti duettano e questa formula ha sempre molto successo. Giovani e vecchi leoni gareggiano insieme, generazioni non a confronto ma quasi a passarsi il testimone. La gara prosegue con i “ricordi”, giovani cantanti che eseguono brani di vecchie edizioni di Sanremo. Elisa, ad esempio, canta Sergio Endrigo, Edoardo Bennato omaggia Luigi Tenco cantando Ciao Amore Ciao … con un altro arrangiamento, ma la poesia resta la stessa. Carmen Consoli è bravissima. La cantantessa, come lei stessa si è definita, canta e omaggia Nilla Pizzi. La Regina della canzone italiana canta, la sua voce è ancora sicura…ma non canta tutta la canzone; sono 91 anni suonati… e pesano anche per le regine.

La quarta serata

Gli ascolti sono buoni in sala stampa: l’Antonella nazionale è lodata e premiata, le critiche sono poche e garbate e il Festival continua la sera, dando una scossa allo spettacolo. Un gasatissimo Bob Sinclair, Dj di fama internazionale, accende la serata come se Sanremo diventasse una gigantesca discoteca. Ovvio, si cerca di accontentare soprattutto tutti i giovani, che saranno i futuri spettatori di Sanremo. Subito dopo si esibisce uno di quelli che io definisco “comici tristi”: il suo minishow passa tra sbadigli e indifferenza. Meglio la musica, molto meglio. La gara continua con un Cristicchi che si porta sul palco il coro dei minatori di Santa Fiora. L’impegno politico del cantante è noto e non si smentisce nemmeno questa volta. Di tutt’altro mood è la notizia del ripescaggio e quindi della canzone del Trio Pupo E. Filiberto e Canonici. I fischi coprono la voce della Clerici e a nulla serve la presenza dell’allenatore della nazionale Italiana Lippi. Il CT promette di non cantare; cantano invece, cambiando il testo, i tre, e questo è contro il regolamento… Il giorno dopo c’è qualche timida protesta da parte dei giornalisti…ma il tutto viene eclissato… Non c’è più religione, dov’è finita la grinta di certi cronisti sempre in prima linea? L’arroganza di Pupo è indisponente…completamente diverso invece il comportamento di Emanuele Filiberto, educato e deluso da tanta ostilità, ma tutto sommato contegnoso…il tenore tace. Un altro colpo ben assestato è la presenza di Jennifer Lopez, attrice e cantante famosissima, anche con lei la Clerici ha un approccio da “mamma”, chiede come si comporta con i suoi figli, insomma si comporta come ci si comporterebbe tra vecchie amiche…come donne che hanno i problemi di tutte le donne. No, mi spiace, non è così, Antonella! Sia la regina di Giordania sia la Lopez, non sono donne comuni, non hanno i problemi delle donne comuni…non hanno l’assillo del fine mese e della rata del mutuo e quando si sentono giù non corrono a fare shopping o a farsi massaggiare… I Tokyo Hotel sono un gruppo tedesco che sta furoreggiando in tutto il mondo…fuori, orde di ragazzini e ragazzine in stile Emo-Neogotico, adoranti li aspettano. Alcuni hanno addirittura il privilegio di vederli dal vivo in Sala Ariston. Ripeto, il festival deve cercare di piacere a tutti, soprattutto dopo i tragici cali di ascolto, che ne avevano quasi annunciato la chiusura. Il clou della serata è una ironica Clerici, vestita e borchiata, che balla scatenata al suono delle musiche presentate da Bob Sinclair, famoso Dj mondiale…ci aveva stupito e divertito, vestendosi da ballerina di Can Can, cadendo rovinosamente e rialzandosi, ammettendo candidamente di essere la versione femminile di Forrest Gump. Brava Antonella: 10 e lode per la tua ironia. Siamo alla serata finale. Siamo tutti stanchi, ma oltre la gara, l’impegno dei cantanti, orchestrali, manovalanza e tutto l’entourage, il Festival ha uno scatto di orgoglio e una insolita Lorella Cuccarini, immobile e circondata da una grafica bellissima, coperta solo da una calzamaglia color carne e un’enorme chitarra, canta con la sua voce roca e profonda, promuove il musical cui sta lavorando. Tutti a Sanremo promuovono qualcosa…e noi promuoviamo anche lei. Brava Lorella, che si rimette in gioco, perché dice no al fatto che basta passare gli “anta” e appendere l’arte al chiodo!

È stato un Festival della tradizione quasi sereno. Se non fosse stato per lo scandalo Morgan, le polemiche sul televoto, la rivolta degli orchestrali che hanno gettato in segno di protesta contro Emanuele Filiberto e Pupo gli spartiti sul palco, proteste aspre anche in sala stampa… Avevo detto un festival “sereno”…scusate…SANREMO è SANREMO!

E, quasi un monito ai tanti inciuci, si è esibita con successo la banda dell’arma dei Carabinieri!

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