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DIETRO
LE QUINTE
DEDICO
QUESTO ARTICOLO A TUTTI I MIEI COLLABORATORI CHE, VOLONTARIAMENTE E
SENZA PRETESA ALCUNA, HANNO DEDICATO IL LORO PREZIOSO TEMPO ALLA
REALIZZAZIONE DI "MISS IDEA 2003"
di
Leonardo Campanile

Capire
ed osservare quello che avviene dietro le quinte farebbe apprezzare un
po’ di più lo spettacolo stesso. Tante persone si sono rivelate
curiose di conoscere i meccanismi e le problematiche che caratterizzano
la preparazione di un evento di tale portata. A prescindere
dall'organizzazione piu o meno buona, uno spettacolo dal vivo è
comunque sempre zeppo d’insidie ed imprevisti. La televisione ed il
cinema c’insegnano che si usano chilometri e chilometri di pellicole
per le registrazioni che poi, con l'editing, si riducono a poche
centinaia di metri per avere il prodotto finale. L’intento di questo
mio pezzo è di mettere in risalto le esigenze di far coincidere tutte
le sequenze di uno spettacolo in un modo quasi perfetto, onde ridurre al
minimo gli errori della serata finale. Ecco quindi che cosa è successo
nella preparazione di "Miss idea 2003". La preparazione inizia
già con alcuni mesi d’anticipo. Il programma in linea di massima è
già nella mente dell'organizzatore, che inizia così a racimolare i
vari tasselli che poi comporranno l'intero svolgimento dello spettacolo.
Avere un programma in testa, o anche scritto, non significa certamente
che sarà quello e basta. Nell'arco dei mesi che passano si valutano i
vari aspetti, ad iniziare da quello, purtroppo, della disponibilità
economica dell'organizzazione. Nel caso di "Miss Idea", il
danaro che l'organizzazione può mettere a disposizione della
manifestazione è di appena poche migliaia di dollari. Immaginate un
po’ in che condizioni ci si deve muovere per prenotare il teatro,
coloro che faranno lo spettacolo, l'allestimento del teatro stesso, le
luci, il suono, le varie targhe ricordo, i premi da dare alle ragazze e
altre, tantissime spese, che non si possono elencare perche sono di
pochi dollari, ma che alla fine, dopo aver sommato il tutto, diventano
di centinaia. Come quindi riportare il bilancio a zero? Con la vendita
dei biglietti, sperando che la partecipazione del pubblico sia
massiccia, e la ricerca d’alcuni sponsor. Lo scorso anno, seguendo un
consiglio datoci dall'unico sponsor fino allora del concorso, il Sig.
Paolo Pesce, abbiamo inviato delle lettere a vari uomini d’affari
dell’area metropolitana, chiedendo appunto una loro partecipazione
attiva al concorso. La risposta, a mio dire, è stata positiva, difatti
il concorso ha avuto ben quattro sponsor e due supporter.
Questo ci ha ossigenato il bilancio, facendoci muovere con più
tranquillita. Il risultato e la qualità dello spettacolo stesso si son
ben visti quella sera. Una delle difficoltà principali rimane in ogni
caso l’iscrizione delle ragazze al concorso. Queste nostre giovani
signorine sono un po’ scettiche a partecipare a simili concorsi, forse
perché pensano che l’eventuale vincita sarebbe fine a se stessa
e anche perché, sbagliando, pensano che il tutto è gia stabilito (vedi
l'elezione della nuova Miss). Quindi l'obbligo da parte mia è di
evidenziare alcuni punti a riguardo. Per quanto riguarda il nostro
concorso, ed i fatti dimostrano ampiamente quanto affermo, le ragazze
che negli anni si sono laureate Miss (Miss Puglia prima e Miss Idea
adesso) hanno in un certo qual modo dimostrato che le occasioni non sono
mancate per mettersi in mostra. Naturalmente non tutte hanno saputo
approfittare di queste opportunità. Alcune d’esse partecipando
ad altri concorsi, sono riuscite ad arrivare a gradini piu alti (ndr.
le nostre vincitrici diventate anche Miss Italia USA).
Per l'elezione finale, non metterò certamente la mano sul fuoco per
altre organizzazioni che fanno simili concorsi, ma per quanto riguarda
il nostro, è dimostrato che il pubblico che partecipa alla
manifestazione vota per l'elezione tramite i biglietti d'entrata, gli
stessi sono raccolti e scrutinati dai rappresentanti delle ragazze che
partecipano al concorso, i quali stilano la classifica finale. Detto
questo, ritorno alla preparazione della manifestazione che richiede non
solo tanto tempo a disposizione, ma anche creatività nell'immaginare
l'allestimento del palcoscenico, permettendoci, quindi di acquistare il
necessario, cosa che necessariamente bisogna fare qualche mese prima con
la speranza di non sbagliare. La preparazione del palcoscenico non è
fine a se stessa. Bisogna anche illuminarlo, per far sì che gli
spettatori possano vedere nella luce piu adeguata tutti gli angoli.
Il suono è in ugual modo un elemento molto importante nella
buona riuscita della serata. Bisogna tener conto dell'acustica del
teatro, che non sempre è eccellente. Ecco, questi sono elementi che
dovrebbero essere curati con la massima attenzione. Se uno di questi non
si sincronizza con gli altri, la buona riuscita della manifestazione è
messa a repentaglio. Avendo il tempo necessario ed il teatro a
disposizione, non ci dovrebbero essere grossi problemi, ma nel nostro
caso, considerando che tutta l'organizzazione ed il lavoro viene fatto
di sera, nel nostro tempo libero, ed il teatro non è a nostra
disposizione se non la sera prima dello spettacolo, vi lascio immaginare
la gran tensione che è accumulata.
Il giorno prima dello spettacolo, il teatro diviene proprio un
“teatro”, un via vai di gente che fa le cose piu svariate. Abbiamo
soltanto poche ore a disposizione, quattro, forse cinque, certamente non
tante per realizzare quello che si è programmato. Inizia cosi la spola
d’automobili che trasportano il materiale necessario, dalle tende
luccicanti alle insegne luminose. L'equipaggiamento sonoro da solo
richiede ben tre viaggi perché gli amplificatori, gli altoparlanti, i
microfoni, le machine fumogene, etc… sono strumenti molto delicati e
non possiamo permetterci di ammassarli, rischiando che qualcosa si
danneggi e comprometta il tutto. I riflettori, che quest'anno
abbiamo affittato e che hanno richiesto un montaggio speciale, sono
arrivati all'ultimo momento. Si comincia a pagarne l'affitto dal momento
che te li consegnano fino al ritorno; voi mi capirete… I nostri
tecnici iniziano il lavoro di montaggio e qua è necessaria tutta la
bravura e l'esperienza accumulate negli anni, oltre ad una buona dose di
pazienza quando le cose non coincidono. Il palcoscenico sembra una
centrale elettrica, fili e cavi s’intrecciano un po’ in tutte le
direzioni prima di essere sistemati nella loro posizione finale. Le
enormi scale si accavallano l'una sull'altra nel tentativo di sveltire
l'addobbamento del retro scena. Le ragazze scalpitano per iniziare le
ultime prove. I comandi di chi ha le responsabilità si susseguono a
ritmo incalzante e molte volte si sovrappongono l'un l'altro. Insomma
una scena da apocalisse, dove tutti cercano di terminare il proprio
compito per permettere agli altri di iniziare il loro.
È
tempo di andare, siamo sfiniti ed imprechiamo contro il tempo, come
sempre troppo poco.
Il giorno della manifestazione inizia molto presto, ci sono da fare gli
ultimi ritocchi, fare le ultime prove, sincronizzare gli interventi
segnando il tempo. Intanto il telefono squilla senza sosta, tutti
chiedono informazioni sull'ora d'inizio ed ogni volta che questo accade,
ci rendiamo conto che il count-down è iniziato inesorabilmente. Le
ragazze arrivano alla spicciolata, sono tese, nervose e istintivamente
iniziano a ripassare i movimenti, che comunque conoscono a memoria. I
tecnici del suono e delle luci, ai quali si aggiungono coloro che
dovranno stare dietro il sipario, cercano di stabilire dei segnali, in
comune accordo, per far sí che il sipario si apra o si chiuda al
momento giusto e che le varie luci colorate si accendano al ritmo della
musica. Il presentatore legge il copione, segnandosi i punti piu
importanti dei suoi interventi. I cantanti provano i microfoni e
l'acustica, ma come si fa, il teatro è ancora vuoto e si sa benissimo
che con la gente in platea sarà tutta un'altra cosa. L'Impegno è
generale, ormai nessuno vuol sbagliare e si arriva così ad un paio
d'ore dall'inizio. È tempo di sosta, tutti sono gia stanchi ancor prima
d'iniziare, ma lo spettacolo si deve fare e già s’intravedono i primi
spettatori che chiedono di poter entrare. Ci siamo, s’inizia con otto
minuti di ritardo sull'orario previsto. Tutti fremono, le ragazze
entrano al tempo di musica, ma con leggero ritardo, questo fa sí che
ben tre di noi, da dietro le quinte si precipitano in direzioni diverse
per capire il perché di questo ritardo. Dalla platea quasi svolazzano
le pretendenti al titolo e come previsto si alternano al microfono. Poi
ridiscendono fra la gente per tornare nei camerini a cambiarsi; il tempo
a loro disposizione non è tanto e devono trovarsi pronte alla seconda
apparizione. Gli organizzatori, intanto, aspettano dietro il sipario che
il loro nome venga chiamato per presentarsi al pubblico ed ascoltare gli
inni nazionali, che sicuramente ridanno loro il coraggio. Ha inizio lo
spettacolo, con il cantante che, pur trovando il microfono spento, non
si perde d'animo e provvede da solo a riaccenderlo. Se vogliamo essere
sinceri devo dire che, nonostante non ci siano state alcune prove fra il
cantante e le ballerine, quindi la loro presenza sul palco allo stesso
tempo era, in un certo qual modo, improvvisata, il sincronismo del
balletto con i movimenti del cantante, che interpretava un ruolo non
certo facile nelle vesti del grande Re del rock, è stato quasi
perfetto. Il momento dell'entrata in scena della bambina ci ha creato un
po’ di timore. In effetti, per un errore di comunicazione, la bambina
è entrata da un lato mentre la ci si aspettava dall'altro. Altra corsa
mozzafiato…tutto è bene quello che finisce bene, però si suda
freddo.
Le
ragazze avvertono la presenza del folto pubblico mentre camminano. Non
ascoltano di certo la loro biografia, anzi, quasi contano i passi: stare
attente a non inciampare è la loro priorità, dato che le luci
accecanti dei riflettori non permettono loro di guardare il
palcoscenico.
Gradita
sorpresa, l’esibizione di una giovane cantante alle prime armi che è
entrata nella scaletta della serata solo perché il gruppo che doveva
avere una parte in quello spazio, per un improvviso contrattempo, non
era presente. In questo caso la fortuna c’è stata amica, nel giro
d’alcune ore abbiamo ricucito il tutto, però il cambio della musica,
delle luci, fatto esattamente solo pochi minuti prima dell’inizio, ti
porta all’esasperazione.
Il
programma viene rispettato e sulle pareti del retro scena, ci sono
affissi i fogli che ti indicano i vari interventi in ordine cronologico,
solo che, per una ragione ancora incomprensibile, alcuni di noi hanno
nelle loro mani una copia del programma ormai superata di due giorni, e
naturalmente leggono delle righe ormai eliminate.
La
prima parte dello spettacolo si conclude in anticipo, tanto che un
nostro ospite, al quale avevamo comunicato l’orario del suo
intervento, puntualissimo al secondo, non era presente ed allora si è
dovuti fare un altro cambio del programma.
La
tensione cresce con passare del tempo e, man mano che ci si avvicina
alla fine, vedo le ragazze esauste dietro le quinte; alcune sono
addirittura sedute per terra e si consolano a vicenda. Da questo momento
però l’angoscia attanaglia anche gran parte del pubblico presente: ci
si domanda chi sarà la nuova Miss. Gli artisti intrattengono gli
spettatori con le loro melodie, il tempo deve passare e finalmente le
ragazze rientrano sul palcoscenico e, tremando, aspettano il verdetto.
L’elezione
porta naturalmente tanta euforia, il pubblico applaude all’impiedi,
confermando la sua approvazione in modo ordinato; infatti, il
presentatore ha invitato gli astanti a non assalire il palcoscenico per
permettere il completo svolgimento della serata e dare a tutti, anche a
coloro che hanno la poltrona un po’ più distante, di vedere
l’incoronazione della nuova eletta.
È
finito o quasi, siamo tutti sfiniti, è l’una di notte del giorno
seguente e mentre ingoiamo un po’ di tensione con un panino, già
pensiamo al giorno dopo, quando dovremo smontare tutto.
Questa
volta solo una manciata di collaboratori si presentano. Siamo tutti
silenziosi, tutto viene sistemato pensando all’eventuale riuso per il
prossimo anno.
Il
palcoscenico è vuoto, ci si siede un attimo e ricordiamo la sera
precedente, raccontandoci quello che è successo ad ognuno di noi. Ci si
ride sopra perché, in effetti, tutto è andato anche oltre le piu rosee
previsioni, il pubblico non si è accorto minimamente degli errori
commessi: siamo stati bravi, siamo riusciti a camuffare il tutto
tempestivamente. Che soddisfazione!
IDEA
MARZO 2004

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