.::MARZO 2004::.

DIETRO LE QUINTE

DEDICO QUESTO ARTICOLO A TUTTI I MIEI COLLABORATORI CHE, VOLONTARIAMENTE E SENZA PRETESA ALCUNA, HANNO DEDICATO IL LORO PREZIOSO TEMPO ALLA REALIZZAZIONE DI "MISS IDEA 2003"

di Leonardo Campanile

Capire ed osservare quello che avviene dietro le quinte farebbe apprezzare un po’ di più lo spettacolo stesso. Tante persone si sono rivelate curiose di conoscere i meccanismi e le problematiche che caratterizzano la preparazione di un evento di tale portata. A prescindere dall'organizzazione piu o meno buona, uno spettacolo dal vivo è comunque sempre zeppo d’insidie ed imprevisti. La televisione ed il cinema c’insegnano che si usano chilometri e chilometri di pellicole per le registrazioni che poi, con l'editing, si riducono a poche centinaia di metri per avere il prodotto finale. L’intento di questo mio pezzo è di mettere in risalto le esigenze di far coincidere tutte le sequenze di uno spettacolo in un modo quasi perfetto, onde ridurre al minimo gli errori della serata finale. Ecco quindi che cosa è successo nella preparazione di "Miss idea 2003". La preparazione inizia già con alcuni mesi d’anticipo. Il programma in linea di massima è già nella mente dell'organizzatore, che inizia così a racimolare i vari tasselli che poi comporranno l'intero svolgimento dello spettacolo. Avere un programma in testa, o anche scritto, non significa certamente che sarà quello e basta. Nell'arco dei mesi che passano si valutano i vari aspetti, ad iniziare da quello, purtroppo, della disponibilità economica dell'organizzazione. Nel caso di "Miss Idea", il danaro che l'organizzazione può mettere a disposizione della manifestazione è di appena poche migliaia di dollari. Immaginate un po’ in che condizioni ci si deve muovere per prenotare il teatro, coloro che faranno lo spettacolo, l'allestimento del teatro stesso, le luci, il suono, le varie targhe ricordo, i premi da dare alle ragazze e altre, tantissime spese, che non si possono elencare perche sono di pochi dollari, ma che alla fine, dopo aver sommato il tutto, diventano di centinaia. Come quindi riportare il bilancio a zero? Con la vendita dei biglietti, sperando che la partecipazione del pubblico sia massiccia, e la ricerca d’alcuni sponsor. Lo scorso anno, seguendo un consiglio datoci dall'unico sponsor fino allora del concorso, il Sig. Paolo Pesce, abbiamo inviato delle lettere a vari uomini d’affari dell’area metropolitana, chiedendo appunto una loro partecipazione attiva al concorso. La risposta, a mio dire, è stata positiva, difatti il concorso ha avuto ben quattro sponsor e due supporter. Questo ci ha ossigenato il bilancio, facendoci muovere con più tranquillita. Il risultato e la qualità dello spettacolo stesso si son ben visti quella sera. Una delle difficoltà principali rimane in ogni caso l’iscrizione delle ragazze al concorso. Queste nostre giovani signorine sono un po’ scettiche a partecipare a simili concorsi, forse perché  pensano che l’eventuale vincita sarebbe fine a se stessa e anche perché, sbagliando, pensano che il tutto è gia stabilito (vedi l'elezione della nuova Miss).  Quindi l'obbligo da parte mia è di evidenziare alcuni punti a riguardo. Per quanto riguarda il nostro concorso, ed i fatti dimostrano ampiamente quanto affermo, le ragazze che negli anni si sono laureate Miss (Miss Puglia prima e Miss Idea adesso) hanno in un certo qual modo dimostrato che le occasioni non sono mancate per mettersi in mostra. Naturalmente non tutte hanno saputo approfittare di queste opportunità. Alcune d’esse  partecipando ad altri concorsi, sono riuscite ad arrivare a gradini piu alti (ndr. le nostre vincitrici diventate anche Miss Italia USA).
Per l'elezione finale, non metterò certamente la mano sul fuoco per altre organizzazioni che fanno simili concorsi, ma per quanto riguarda il nostro, è dimostrato che il pubblico che partecipa alla manifestazione vota per l'elezione tramite i biglietti d'entrata, gli stessi sono raccolti e scrutinati dai rappresentanti delle ragazze che partecipano al concorso, i quali stilano la classifica finale. Detto questo, ritorno alla preparazione della manifestazione che richiede non solo tanto tempo a disposizione, ma anche creatività nell'immaginare l'allestimento del palcoscenico, permettendoci, quindi di acquistare il necessario, cosa che necessariamente bisogna fare qualche mese prima con la speranza di non sbagliare. La preparazione del palcoscenico non è fine a se stessa. Bisogna anche illuminarlo, per far sì che gli spettatori possano vedere nella luce piu adeguata tutti gli angoli.  Il suono è in ugual modo un elemento molto importante nella buona riuscita della serata. Bisogna tener conto dell'acustica del teatro, che non sempre è eccellente. Ecco, questi sono elementi che dovrebbero essere curati con la massima attenzione. Se uno di questi non si sincronizza con gli altri, la buona riuscita della manifestazione è messa a repentaglio. Avendo il tempo necessario ed il teatro a disposizione, non ci dovrebbero essere grossi problemi, ma nel nostro caso, considerando che tutta l'organizzazione ed il lavoro viene fatto di sera, nel nostro tempo libero, ed il teatro non è a nostra disposizione se non la sera prima dello spettacolo, vi lascio immaginare la gran tensione che è accumulata.
Il giorno prima dello spettacolo, il teatro diviene proprio un “teatro”, un via vai di gente che fa le cose piu svariate. Abbiamo soltanto poche ore a disposizione, quattro, forse cinque, certamente non tante per realizzare quello che si è programmato. Inizia cosi la spola d’automobili che trasportano il materiale necessario, dalle tende luccicanti alle insegne luminose. L'equipaggiamento sonoro da solo richiede ben tre viaggi perché gli amplificatori, gli altoparlanti, i microfoni, le machine fumogene, etc… sono strumenti molto delicati e non possiamo permetterci di ammassarli, rischiando che qualcosa si danneggi e comprometta il tutto. I riflettori, che quest'anno abbiamo affittato e che hanno richiesto un montaggio speciale, sono arrivati all'ultimo momento. Si comincia a pagarne l'affitto dal momento che te li consegnano fino al ritorno; voi mi capirete… I nostri tecnici iniziano il lavoro di montaggio e qua è necessaria tutta la bravura e l'esperienza accumulate negli anni, oltre ad una buona dose di pazienza quando le cose non coincidono. Il palcoscenico sembra una centrale elettrica, fili e cavi s’intrecciano un po’ in tutte le direzioni prima di essere sistemati nella loro posizione finale. Le enormi scale si accavallano l'una sull'altra nel tentativo di sveltire l'addobbamento del retro scena. Le ragazze scalpitano per iniziare le ultime prove. I comandi di chi ha le responsabilità si susseguono a ritmo incalzante e molte volte si sovrappongono l'un l'altro. Insomma una scena da apocalisse, dove tutti cercano di terminare il proprio compito per permettere agli altri di iniziare il loro.

È tempo di andare, siamo sfiniti ed imprechiamo contro il tempo, come sempre troppo poco.
Il giorno della manifestazione inizia molto presto, ci sono da fare gli ultimi ritocchi, fare le ultime prove, sincronizzare gli interventi segnando il tempo. Intanto il telefono squilla senza sosta, tutti chiedono informazioni sull'ora d'inizio ed ogni volta che questo accade, ci rendiamo conto che il count-down è iniziato inesorabilmente. Le ragazze arrivano alla spicciolata, sono tese, nervose e istintivamente iniziano a ripassare i movimenti, che comunque conoscono a memoria. I tecnici del suono e delle luci, ai quali si aggiungono coloro che dovranno stare dietro il sipario, cercano di stabilire dei segnali, in comune accordo, per far sí che il sipario si apra o si chiuda al momento giusto e che le varie luci colorate si accendano al ritmo della musica. Il presentatore legge il copione, segnandosi i punti piu importanti dei suoi interventi. I cantanti provano i microfoni e l'acustica, ma come si fa, il teatro è ancora vuoto e si sa benissimo che con la gente in platea sarà tutta un'altra cosa. L'Impegno è generale, ormai nessuno vuol sbagliare e si arriva così ad un paio d'ore dall'inizio. È tempo di sosta, tutti sono gia stanchi ancor prima d'iniziare, ma lo spettacolo si deve fare e già s’intravedono i primi spettatori che chiedono di poter entrare. Ci siamo, s’inizia con otto minuti di ritardo sull'orario previsto. Tutti fremono, le ragazze entrano al tempo di musica, ma con leggero ritardo, questo fa sí che ben tre di noi, da dietro le quinte si precipitano in direzioni diverse per capire il perché di questo ritardo. Dalla platea quasi svolazzano le pretendenti al titolo e come previsto si alternano al microfono. Poi ridiscendono fra la gente per tornare nei camerini a cambiarsi; il tempo a loro disposizione non è tanto e devono trovarsi pronte alla seconda apparizione. Gli organizzatori, intanto, aspettano dietro il sipario che il loro nome venga chiamato per presentarsi al pubblico ed ascoltare gli inni nazionali, che sicuramente ridanno loro il coraggio. Ha inizio lo spettacolo, con il cantante che, pur trovando il microfono spento, non si perde d'animo e provvede da solo a riaccenderlo. Se vogliamo essere sinceri devo dire che, nonostante non ci siano state alcune prove fra il cantante e le ballerine, quindi la loro presenza sul palco allo stesso tempo era, in un certo qual modo, improvvisata, il sincronismo del balletto con i movimenti del cantante, che interpretava un ruolo non certo facile nelle vesti del grande Re del rock, è stato quasi perfetto. Il momento dell'entrata in scena della bambina ci ha creato un po’ di timore. In effetti, per un errore di comunicazione, la bambina è entrata da un lato mentre la ci si aspettava dall'altro. Altra corsa mozzafiato…tutto è bene quello che finisce bene, però si suda freddo.

Le ragazze avvertono la presenza del folto pubblico mentre camminano. Non ascoltano di certo la loro biografia, anzi, quasi contano i passi: stare attente a non inciampare è la loro priorità, dato che le luci accecanti dei riflettori non permettono loro di guardare il palcoscenico. Gradita sorpresa, l’esibizione di una giovane cantante alle prime armi che è entrata nella scaletta della serata solo perché il gruppo che doveva avere una parte in quello spazio, per un improvviso contrattempo, non era presente. In questo caso la fortuna c’è stata amica, nel giro d’alcune ore abbiamo ricucito il tutto, però il cambio della musica, delle luci, fatto esattamente solo pochi minuti prima dell’inizio, ti porta all’esasperazione. Il programma viene rispettato e sulle pareti del retro scena, ci sono affissi i fogli che ti indicano i vari interventi in ordine cronologico, solo che, per una ragione ancora incomprensibile, alcuni di noi hanno nelle loro mani una copia del programma ormai superata di due giorni, e naturalmente leggono delle righe ormai eliminate. La prima parte dello spettacolo si conclude in anticipo, tanto che un nostro ospite, al quale avevamo comunicato l’orario del suo intervento, puntualissimo al secondo, non era presente ed allora si è dovuti fare un altro cambio del programma. La tensione cresce con passare del tempo e, man mano che ci si avvicina alla fine, vedo le ragazze esauste dietro le quinte; alcune sono addirittura sedute per terra e si consolano a vicenda. Da questo momento però l’angoscia attanaglia anche gran parte del pubblico presente: ci si domanda chi sarà la nuova Miss. Gli artisti intrattengono gli spettatori con le loro melodie, il tempo deve passare e finalmente le ragazze rientrano sul palcoscenico e, tremando, aspettano il verdetto. L’elezione porta naturalmente tanta euforia, il pubblico applaude all’impiedi, confermando la sua approvazione in modo ordinato; infatti, il presentatore ha invitato gli astanti a non assalire il palcoscenico per permettere il completo svolgimento della serata e dare a tutti, anche a coloro che hanno la poltrona un po’ più distante, di vedere l’incoronazione della nuova eletta. È finito o quasi, siamo tutti sfiniti, è l’una di notte del giorno seguente e mentre ingoiamo un po’ di tensione con un panino, già pensiamo al giorno dopo, quando dovremo smontare tutto. Questa volta solo una manciata di collaboratori si presentano. Siamo tutti silenziosi, tutto viene sistemato pensando all’eventuale riuso per il prossimo anno. Il palcoscenico è vuoto, ci si siede un attimo e ricordiamo la sera precedente, raccontandoci quello che è successo ad ognuno di noi. Ci si ride sopra perché, in effetti, tutto è andato anche oltre le piu rosee previsioni, il pubblico non si è accorto minimamente degli errori commessi: siamo stati bravi, siamo riusciti a camuffare il tutto tempestivamente. Che soddisfazione!

IDEA MARZO 2004

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