.::SETTEMBRE 2009::.

LA CULTURA DELLO SPORT

PER DISABILI SI INSEGNA A SCUOLA

di Patrizia Di Franco

Diritto al lavoro, integrazione scolastica, abbattimento delle barriere architettoniche: tre priorità indispensabili per esseri umani come noi, ma che vengono di volta in volta etichettati come diversamente abili, disabili, portatori di handicap. Qualunque sia la loro “definizione”, vengono marchiati e trattati come cittadini di serie B. Certo, di passi in avanti ne sono stati mossi, specialmente dagli anni '80 in poi, ma la strada verso l’inserimento in toto, nella società, è ancora lunga e irta di ostacoli. Nel 1989 un decreto ministeriale dettò regole inequivocabili per eliminare le barriere architettoniche, ma in molte città, e paesi italiani , la situazione non è migliorata… Secondo gli ultimi dati Istat,  nel nostro paese vivono oltre 3milioni di persone disabili; da una statistica del Ministero del Welfare, circa il 75% dell’oltre un milione e mezzo di portatori di handicap stabilizzati non gode di alcun tipo di  socializzazione, trascorre  tutto il tempo nella propria abitazione o in case di cura, e soltanto il 10% partecipa attivamente alla vita sociale e lavorativa. Quando si  riscontrano diritti negati, violazione dei diritti umani e civili, discriminazione, intolleranza, emarginazione, l’antidoto a tutto ciò è alla base, e la cura più intelligente la si ravvisa nella nascita di una neocultura in grado di contrastare e sconfiggere: ignoranza, stereotipi, pregiudizi, l’idiosincrasia e la sempre più diffusa paura del “diverso” da sé. “Ciascuno di noi è diverso dagli altri, per gusti, idee, opinioni, valori, fisionomia e fenotipo. Tutti  diversi e tutti però uguali in fatto di dignità, pari diritti e pari opportunità. La diversabilità è solo una variante della normalità. In alcune piscine di Bari frequentate dai disabili, tanti genitori hanno spostato l’orario delle lezioni dei figli normodotati nelle ore in cui  non ci sono i ragazzi disabili. Bisogna cambiare modus pensandi, divulgare la cultura della condivisione e della solidarietà. Gli insegnanti devono dimostrare ai loro alunni che lo sport ci insegna una lezione importantissima e cioè che siamo tutti diversi, come sostenevo poc’anzi”. Lo afferma Giuseppe Rossano, dal 2000 Presidente provinciale del  CIP ( Comitato paralimpico italiano), in Puglia, il quale aggiunge: “La disabilità non deve essere un fattore discriminante, un elemento di differenziazione, quanto piuttosto un arricchimento, un valore aggiunto. Occorre sostenere le famiglie, spesso abbandonate a loro stesse, creare e diffondere anche attraverso i media, le scuole, e nelle palestre, nelle piscine, la cultura dell’integrazione e non quella indotta e pietistica dell’accettazione apparente. Le istituzioni  non devono più essere latitanti  né elargire a pioggia, in maniera non oculata, fondi ad associazioni private che talvolta si fregiano anche del marchio CIP ma non sono nostri associati”. Per Rossano bisogna educare  le nuove generazioni, fin dall’età scolare, i bambini infatti sono come “spugne”, ricettivi, e privi di sovrastrutture e preconcetti come gli adulti, i bambini  non discriminano, non sono razzisti come molti dei loro genitori… Rossano ha insegnato ed è tuttora docente, divulgatore, nelle scuole, è un ex atleta,  ha cognizione di causa ed esperienza sia sul campo, che sul territorio: “Oltre i limiti” è un’associazione nata cinque anni fa grazie al suo contributo e supporto, molto produttiva e attiva in ambito locale. Dal 2005 a Bari è operativa la facoltà di scienze motorie, l’unica università in Italia ad aver promosso anche un corso  per  formare istruttori per ragazzi diversamente abili. Primo importante risultato di questa iniziativa è stata la proficua collaborazione tra l’Ateneo barese e il Cip, per l’avviamento allo sport di  250  studenti universitari  diversabili (nel biennio 2006-2007 , 2007-2008). Le discipline praticate per fortuna adesso sono maggiori e variegate rispetto al passato, si ha l’opportunità di praticare basket in carrozzina, tennis tavolo, nuoto, atletica, si è diffuso il calcio a 5 per i non vedenti. Per la prima volta al centro sud , grazie anche al CIP, si è tenuto lo scorso marzo, un evento agonistico di rilevanza nazionale, ossia i tornei di tennis indoor in  carrozzina. Molti  pure i progetti futuri: da settembre partiranno corsi di perfezionamento e aggiornamento del CIP  che andranno a integrare  l’ottima, seria e professionale formazione dei corsi per istruttori  del Cip; Giuseppe Rossano sempre da settembre renderà operativo il suo profilo e sito sul social network  Facebook per diffondere la cultura della sensibilità e rimarcare il focus, l’attenzione, sull’universo dei diversamente abili. Una delle novità rilevanti che rientra nel pacchetto dei programmi del prossimo futuro riguarda l’accordo siglato con il Coni. Si tratta della prima scuola sperimentale in Italia per l’avviamento al nuoto dei disabili. Nasce in rete in varie piscine pubbliche di Bari e della sua provincia: gli impianti comunali di Molfetta e Bitonto (gestiti dal Coni), di Gioia del Colle, Casamassima, Altamura, nonché i due nuovi complessi natatori sorti a Bari nei quartieri San Paolo e Poggiofranco, il tutto sotto l’egida del Coni e del Cip. L’iniziativa, dopo un primo anno di sperimentazione didattica e di formazione di tecnici coordinati da Giuseppe De Palo (responsabile settore formazione del Cip) nelle piscine gestite dal Coni, è stata strutturata ed estesa alla rete di impianti, che ha accolto la proposta innovativa. Il progetto ha l’obiettivo di sviluppare attività promozionale e agonistica per i diversamente abili, formando figure professionali di istruttori-pedagogisti che seguano gli allievi secondo procedure strutturate, programmi didattici individuali e finalizzati, nel lungo periodo, all’integrazione dei soggetti disabili in gruppi di pari livello. Attraverso un ulteriore protocollo d’intesa, il Coni Puglia e la società sportiva Villa Camilla a Poggiofranco, si sono impegnati ad avviare sperimentazioni anche nel campo della didattica del nuoto per bambini, utilizzando nuovi strumenti e attrezzature ludiche, con moderne tecniche pedagogiche. In base all’accordo con il Comitato Paralimpico, di durata quadriennale, il Coni, attraverso il suo supporto alla neoscuola, fornirà: consulenza per la formazione dei tecnici ed operatori sportivi mediante lo staff della propria Scuola Regionale dello Sport; sostegno organizzativo per attività d’avviamento allo sport e per il coordinamento delle attività sportive agonistiche; cooperazione nell’elaborare formazione per l'aggiornamento dei tecnici docenti su progetti per l’infanzia; promozione, organizzazione, di eventi e manifestazioni sportive. Il Cip dirigerà l’attività formativa, amatoriale e agonistica tramite i propri tecnici; promuoverà le attività e i progetti didattico-formativi concordati con il Coni Puglia, anche a carattere sperimentale; gestirà azioni di sensibilizzazione delle famiglie sul valore della pratica sportiva; ospiterà stage di atleti d’eccellenza regionale o nazionale, corsi di specializzazione per tecnici e allenatori, centri tecnici federali dedicati alle discipline natatorie per disabili; curerà l’organizzazione, direttamente, o tramite società affiliate, dei Campionati Regionali o Italiani.

Tra i punti dell’intesa, la società sportiva Villa Camilla si impegna inoltre  a: offrire il proprio supporto a diversi progetti didattico-formativi; sensibilizzare le famiglie sul valore di una pratica sportiva ed educativa consona all'età dei ragazzi; ospitare stage sportivi dedicati ad atleti di eccellenza regionale o nazionale, corsi di formazione o specializzazione per tecnici ed allenatori, centri tecnici federali dedicati alle discipline natatorie; supportare l’attività agonistica promossa dalla Fin e dal Coni promuovendo una propria squadra agonistica giovanile e offrendo ospitalità per gare e manifestazioni sotto l’egida della Fin.  Verranno promossi anche  progetti sportivi ad hoc per l’attività fisico-motoria della terza età. Confermata l’adesione al progetto di avviamento allo sport “Coni Puglia Stars” realizzato in collaborazione con la Banca Popolare Puglia Basilicata.  Prevista infine l’attribuzione della certificazione “Stella Blu del Coni Puglia” per le piscine del Centro Direzionale San Paolo, con l’inserimento tra gli impianti di vertice nella Guida agli impianti sportivi della Puglia (edita dal Coni regionale d’intesa con la Regione Puglia). Importantissimi progetti e iniziative dunque, a testimonianza del fatto che si è ben operato e la semina ha dato ottimi frutti, e che non si smette di lavorare, si cerca di migliorare e crescere, offrire più chance possibili e diversificate a chi  non conosce ostacoli e vuole superare ogni handicap, fisico, mentale, logistico, architettonico, ma in primis socio-culturale… Si fa risalire l'inizio della pratica sportiva delle persone disabili alla fine della seconda guerra mondiale: nel 1944, in Inghilterra, il neurologo Ludwig Guttman  ravvisò  per la prima volta nello sport un'efficace attività riabilitativa. In Italia, spetta al dottor Antonio Maglio (primario del centro Inail di Ostia-Roma)  negli anni Cinquanta, il merito di aver raccolto l’eredità di Guttmann e di avere ideato e ottenuto la prima olimpiade per atleti paraplegici. Nel 1960, l'Italia, che ospita le Olimpiadi a Roma (come i bellissimi e seguitissimi 13.mi Mondiali di Nuoto, dal 17 luglio al 2 agosto 2009), è promotrice dei primi "Giochi Paralimpici", che vedono la partecipazione di 400 atleti provenienti da 23 nazioni diverse. "Para" di "Paralimpico" indicava i paraplegici, perché nei primi anni loro furono gli unici partecipanti a questo tipo di gara; attualmente si preferisce intendere questo prefisso per “parallelo”, intendendo così la stretta relazione, non solo temporale, tra i Giochi per i disabili e quelli per normodotati. In Italia è il CIP (Comitato Italiano Paralimpico) l'organismo che, per legge dello Stato, ha il compito dal 2003  di regolare e promuovere l'attività sportiva dei portatori di handicap, a qualunque livello. Oggi esso conta oltre 13.000 tesserati e circa 600 società sportive affiliate, permettendo la pratica sportiva a differenti tipologie di persone disabili: para-tetraplegici, amputati, cerebrolesi, psichici, non vedenti e ipovedenti. Il Comitato Paralimpico funziona quindi in parallelo con il CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) , a cui in precedenza era affiliato con il nome di FISD (Federazione Italiana Sport Disabili). É notevole ed encomiabile il lavoro svolto dal CIP ), sia in ambito nazionale che periferico (regionale, provinciale, localistico), per permettere ai disabili di praticare sport: come terapia, mezzo di socializzazione e integrazione, come pratica agonistica. In molti Centri di Recupero Funzionale (CRF) e Neuromotorio o di Unità Spinale, si incoraggia la pratica sportiva, all’inizio certo come terapia, ma poi, in presenza di passione e talento, l'attività si può trasformare in sport a livello agonistico. Il centro più famoso in Italia da questo punto di vista è l'Istituto per la Riabilitazione neuromotoria S. Lucia di Roma (in via Ardeatina 306). Al CRF di Torino da alcuni anni è in corso un'attività simile, con la Campionessa Paralimpica Patrizia Saccà, che insegna, ai giovani lungodegenti, il tennis tavolo. Nel 1996 l'allora FISD siglò  un protocollo d'intesa con il Ministero della Pubblica Istruzione, al fine di promuovere la pratica sportiva per i disabili nelle scuole di ogni ordine e grado. L’iter è difficoltoso e molto lungo, l’impresa è ardua ma possibile, basta volerlo e basta crederci, non arrendersi, così come spronava il cantautore Pierangelo Bertoli, che si era sempre impegnato socialmente (e non si faceva condizionare, limitare, dalla sedia a rotelle), e nel  sensibilizzare l'opinione pubblica sull'integrazione sociale dei disabili, (va ricordata la proposta per una Legge Quadro in materia). Pierangelo esortava , con fierezza, fiducia  e speranza, nella stupenda “A muso duro”: «Canterò le mie canzoni per la strada ed affronterò la vita a muso duro/un guerriero senza patria e senza spada/con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro». Un futuro che auguriamo sempre migliore e radioso, ma in primis  più umano, civile e giusto.

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