LA
CULTURA DELLO SPORT
PER
DISABILI SI INSEGNA A SCUOLA
di
Patrizia
Di Franco

Diritto
al lavoro, integrazione scolastica, abbattimento delle barriere
architettoniche: tre priorità indispensabili per esseri umani come noi,
ma che vengono di volta in volta etichettati come diversamente abili,
disabili, portatori di handicap. Qualunque sia la loro
“definizione”, vengono marchiati e trattati come cittadini di serie
B.
Certo, di passi in avanti ne
sono stati mossi, specialmente dagli anni '80 in poi, ma la strada verso
l’inserimento in toto, nella società, è ancora lunga e irta di
ostacoli. Nel 1989 un decreto ministeriale dettò regole inequivocabili
per eliminare le barriere architettoniche, ma in molte città, e paesi
italiani , la situazione non è migliorata… Secondo gli ultimi dati
Istat, nel nostro paese
vivono oltre 3milioni di persone disabili; da una statistica del
Ministero del Welfare, circa il 75% dell’oltre un milione e mezzo di
portatori di handicap stabilizzati non gode di alcun tipo di
socializzazione, trascorre tutto
il tempo nella propria abitazione o in case di cura, e soltanto il 10%
partecipa attivamente alla vita sociale e lavorativa. Quando si
riscontrano diritti negati, violazione dei diritti umani e
civili, discriminazione, intolleranza, emarginazione, l’antidoto a
tutto ciò è alla base, e la cura più intelligente la si ravvisa nella
nascita di una neocultura in grado di contrastare e sconfiggere:
ignoranza, stereotipi, pregiudizi, l’idiosincrasia e la sempre più
diffusa paura del “diverso” da sé. “Ciascuno di noi è diverso
dagli altri, per gusti, idee, opinioni, valori, fisionomia e fenotipo.
Tutti diversi e tutti però
uguali in fatto di dignità, pari diritti e pari opportunità. La
diversabilità è solo una variante della normalità.
In alcune piscine di Bari frequentate dai disabili, tanti genitori hanno
spostato l’orario delle lezioni dei figli normodotati nelle ore in cui
non ci sono i ragazzi disabili. Bisogna cambiare modus pensandi,
divulgare la cultura della condivisione e della solidarietà. Gli
insegnanti devono dimostrare ai loro alunni che lo sport ci insegna una
lezione importantissima e cioè che siamo tutti diversi, come sostenevo
poc’anzi”.
Lo afferma Giuseppe Rossano, dal 2000 Presidente provinciale del
CIP ( Comitato paralimpico italiano), in Puglia, il quale
aggiunge: “La disabilità non deve essere un fattore discriminante, un
elemento di differenziazione, quanto piuttosto un arricchimento, un
valore aggiunto. Occorre sostenere le famiglie, spesso abbandonate a
loro stesse, creare e diffondere anche attraverso i media, le scuole, e
nelle palestre, nelle piscine, la cultura dell’integrazione e non
quella indotta e pietistica dell’accettazione apparente. Le
istituzioni non devono più
essere latitanti né
elargire a pioggia, in maniera non oculata, fondi ad associazioni
private che talvolta si fregiano anche del marchio CIP ma non sono
nostri associati”. Per Rossano bisogna educare
le nuove generazioni, fin dall’età scolare, i bambini infatti
sono come “spugne”, ricettivi, e privi di sovrastrutture e
preconcetti come gli adulti, i bambini
non discriminano, non sono razzisti come molti dei loro
genitori…
Rossano ha insegnato ed è
tuttora docente, divulgatore, nelle scuole, è un ex atleta,
ha cognizione di causa ed esperienza sia sul campo, che sul
territorio: “Oltre i limiti” è un’associazione nata cinque anni
fa grazie al suo contributo e supporto, molto produttiva e attiva in
ambito locale. Dal 2005 a Bari è operativa la facoltà di scienze
motorie, l’unica università in Italia ad aver promosso anche un corso
per formare
istruttori per ragazzi diversamente abili. Primo importante risultato di
questa iniziativa è stata la proficua collaborazione tra l’Ateneo
barese e il Cip, per l’avviamento allo sport di
250 studenti
universitari diversabili
(nel biennio 2006-2007 , 2007-2008).
Le discipline praticate per
fortuna adesso sono maggiori e variegate rispetto al passato, si ha
l’opportunità di praticare basket in carrozzina, tennis tavolo,
nuoto, atletica, si è diffuso il calcio a 5 per i non vedenti. Per la
prima volta al centro sud , grazie anche al CIP, si è tenuto lo scorso
marzo, un evento agonistico di rilevanza nazionale, ossia i tornei di
tennis indoor in carrozzina.
Molti pure i progetti
futuri: da settembre partiranno corsi di perfezionamento e aggiornamento
del CIP che andranno a
integrare l’ottima, seria
e professionale formazione dei corsi per istruttori
del Cip; Giuseppe Rossano sempre da settembre renderà operativo
il suo profilo e sito sul social network
Facebook per diffondere la cultura della sensibilità e rimarcare
il focus, l’attenzione, sull’universo dei diversamente abili.
Una delle novità rilevanti che rientra nel pacchetto dei programmi del
prossimo futuro riguarda l’accordo siglato con il Coni. Si tratta
della prima scuola sperimentale in Italia per l’avviamento al nuoto
dei disabili. Nasce in rete in varie piscine pubbliche di Bari e della
sua provincia: gli impianti comunali di Molfetta e Bitonto (gestiti dal
Coni), di Gioia del Colle, Casamassima, Altamura, nonché i due nuovi
complessi natatori sorti a Bari nei quartieri San Paolo e Poggiofranco,
il tutto sotto l’egida del Coni e del Cip. L’iniziativa, dopo un
primo anno di sperimentazione didattica e di formazione di tecnici
coordinati da Giuseppe De Palo (responsabile settore formazione del Cip)
nelle piscine gestite dal Coni, è stata strutturata ed estesa alla rete
di impianti, che ha accolto la proposta innovativa. Il progetto ha
l’obiettivo di sviluppare attività promozionale e agonistica per i
diversamente abili, formando figure professionali di
istruttori-pedagogisti che seguano gli allievi secondo procedure
strutturate, programmi didattici individuali e finalizzati, nel lungo
periodo, all’integrazione dei soggetti disabili in gruppi di pari
livello.
Attraverso un ulteriore protocollo d’intesa, il Coni Puglia e la
società sportiva Villa Camilla a Poggiofranco, si sono impegnati ad
avviare sperimentazioni anche nel campo della didattica del nuoto per
bambini, utilizzando nuovi strumenti e attrezzature ludiche, con moderne
tecniche pedagogiche. In base all’accordo con il Comitato Paralimpico,
di durata quadriennale, il Coni, attraverso il suo supporto alla
neoscuola, fornirà: consulenza per la formazione dei tecnici ed
operatori sportivi mediante lo staff della propria Scuola Regionale
dello Sport; sostegno organizzativo per attività d’avviamento allo
sport e per il coordinamento delle attività sportive agonistiche;
cooperazione nell’elaborare formazione per l'aggiornamento dei tecnici
docenti su progetti per l’infanzia; promozione, organizzazione, di
eventi e manifestazioni sportive. Il
Cip dirigerà l’attività formativa, amatoriale e agonistica tramite i
propri tecnici; promuoverà le attività e i progetti
didattico-formativi concordati con il Coni Puglia, anche a carattere
sperimentale; gestirà azioni di sensibilizzazione delle famiglie sul
valore della pratica sportiva; ospiterà stage di atleti d’eccellenza
regionale o nazionale, corsi di specializzazione per tecnici e
allenatori, centri tecnici federali dedicati alle discipline natatorie
per disabili; curerà l’organizzazione, direttamente, o tramite società
affiliate, dei Campionati Regionali o Italiani.

Tra
i punti dell’intesa, la società sportiva Villa Camilla si impegna
inoltre a: offrire il
proprio supporto a diversi progetti didattico-formativi; sensibilizzare
le famiglie sul valore di una pratica sportiva ed educativa consona
all'età dei ragazzi; ospitare stage sportivi dedicati ad atleti di
eccellenza regionale o nazionale, corsi di formazione o specializzazione
per tecnici ed allenatori, centri tecnici federali dedicati alle
discipline natatorie; supportare l’attività agonistica promossa dalla
Fin e dal Coni promuovendo una propria squadra agonistica giovanile e
offrendo ospitalità per gare e manifestazioni sotto l’egida della
Fin. Verranno promossi anche
progetti sportivi ad hoc per l’attività fisico-motoria della
terza età. Confermata
l’adesione al progetto di avviamento allo sport “Coni Puglia Stars”
realizzato in collaborazione con la Banca Popolare Puglia Basilicata.
Prevista infine l’attribuzione della certificazione “Stella
Blu del Coni Puglia” per le piscine del Centro Direzionale San Paolo,
con l’inserimento tra gli impianti di vertice nella Guida agli
impianti sportivi della Puglia (edita dal Coni regionale d’intesa con
la Regione Puglia). Importantissimi progetti e iniziative
dunque, a testimonianza del fatto che si è ben operato e la semina ha
dato ottimi frutti, e che non si smette di lavorare, si cerca di
migliorare e crescere, offrire più chance possibili e diversificate a
chi non conosce ostacoli e
vuole superare ogni handicap, fisico, mentale, logistico,
architettonico, ma in primis socio-culturale… Si fa risalire l'inizio
della pratica sportiva delle persone disabili alla fine della seconda
guerra mondiale: nel 1944, in Inghilterra, il neurologo Ludwig Guttman
ravvisò per la prima
volta nello sport un'efficace attività riabilitativa. In Italia, spetta
al dottor
Antonio Maglio (primario del
centro Inail di Ostia-Roma) negli anni Cinquanta, il merito di aver raccolto l’eredità di
Guttmann e di avere ideato e ottenuto la prima olimpiade per atleti
paraplegici.
Nel 1960, l'Italia, che ospita le Olimpiadi a Roma (come i bellissimi e
seguitissimi 13.mi Mondiali di Nuoto, dal 17 luglio al 2 agosto 2009),
è promotrice dei primi "Giochi Paralimpici", che vedono la
partecipazione di 400 atleti provenienti da 23 nazioni diverse.
"Para"
di "Paralimpico" indicava i paraplegici, perché nei primi
anni loro furono gli unici partecipanti a questo tipo di gara;
attualmente si preferisce intendere questo prefisso per “parallelo”,
intendendo così la stretta relazione, non solo temporale, tra i Giochi
per i disabili e quelli per normodotati. In Italia è il CIP (Comitato
Italiano Paralimpico) l'organismo che, per legge dello Stato, ha il
compito dal 2003 di regolare
e promuovere l'attività sportiva dei portatori di handicap, a qualunque
livello. Oggi esso conta oltre 13.000 tesserati e circa 600 società
sportive affiliate, permettendo la pratica sportiva a differenti
tipologie di persone disabili: para-tetraplegici, amputati, cerebrolesi,
psichici, non vedenti e ipovedenti. Il Comitato Paralimpico funziona
quindi in parallelo con il CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) ,
a cui in precedenza era affiliato con il nome di FISD (Federazione
Italiana Sport Disabili). É notevole ed encomiabile il lavoro svolto
dal CIP ), sia in ambito nazionale che periferico (regionale,
provinciale, localistico), per permettere ai disabili di praticare
sport: come terapia, mezzo di socializzazione e integrazione, come
pratica agonistica.
In molti Centri di Recupero Funzionale (CRF) e Neuromotorio o di Unità
Spinale, si incoraggia la pratica sportiva, all’inizio certo come
terapia, ma poi, in presenza di passione e talento, l'attività si può
trasformare in sport a livello agonistico. Il centro più famoso in
Italia da questo punto di vista è l'Istituto per la Riabilitazione
neuromotoria S. Lucia di Roma (in via Ardeatina 306).
Al CRF di Torino da alcuni anni è in corso un'attività simile, con la
Campionessa Paralimpica Patrizia Saccà, che insegna, ai giovani
lungodegenti, il tennis tavolo. Nel 1996 l'allora FISD siglò
un protocollo d'intesa con il Ministero della Pubblica
Istruzione, al fine di promuovere la pratica sportiva per i disabili
nelle scuole di ogni ordine e grado.
L’iter
è difficoltoso e molto lungo, l’impresa è ardua ma possibile, basta
volerlo e basta crederci, non arrendersi, così come spronava il
cantautore Pierangelo Bertoli, che si era sempre impegnato socialmente
(e non si faceva condizionare, limitare, dalla sedia a rotelle), e nel
sensibilizzare l'opinione pubblica sull'integrazione sociale dei
disabili, (va ricordata la proposta per una Legge Quadro in materia).
Pierangelo esortava , con fierezza, fiducia
e speranza, nella stupenda “A muso duro”: «Canterò le mie
canzoni per la strada ed affronterò la vita a muso duro/un guerriero
senza patria e senza spada/con un piede nel passato e lo sguardo dritto
e aperto nel futuro». Un futuro che auguriamo sempre migliore e
radioso, ma in primis più
umano, civile e giusto.
IDEA
SETTEMBRE 2009

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