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.::GIUGNO 2010::. |
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LA MUSICA DELLA DOÑA FLOR INCANTA NEW YORK di Giancarlo Accettura
Sicuramente una serata speciale, con una rappresentazione altrettanto all'altezza, nella sua prima in America ha indubbiamente affascinato gli spettatori che hanno dedicato a tutto l'ensemble dell'opera, dall'organizzazione ai musicisti ed interpreti , una standing ovation che ha praticamente emozionato tutti. Ho avuto l'occasione di intervistare alcuni dei presenti per poter assaporare le loro opinioni riguardanti quest'opera di Niccolò van Westerhout e per mia fortuna anche la principale protagonista Doña Flor, interpretata da Mary Petro. La mia principale curiosità è stata appunto di sapere quali fossero le impressioni dei presenti e poi un loro giudizio sul compositore Niccolò van Westerhout, cioè se questo maestro, con la divulgazione delle sue opere, purtroppo non conosciute, possa essere considerato della stessa caratura dei grandi compositori italiani. TONY MARTINELLI: Devo premettere che non sono un grande intenditore di opera, quindi i miei giudizi sono strettamente soggettivi; nell'insieme credo che la serata sia stata organizzata in maniera molto professionale: le sceneggiature, la musica, le presentazioni e gli interventi dei vari personaggi che hanno aperto la serata. Credo che non solo l'opera in se stessa, anzi le due opere, siano stati di alta qualità. Per quanto riguarda van Westerhout, sono rimasto molto impressionato dalla sua musica, i vari fraseggi e intrecci degli strumenti dell'orchestra, ed è stato anche molto facile poter seguire il concetto che l'opera voleva rappresentare. Il valore artistico di van Westerhout non tocca a me darlo, ma mi è sembrato degno del suo nome. ETTORE IANNACCO: Devo ammettere che come prima rappresentazione di quest'opera qui a New York è stata certamente memorabile; la musica è stata molto possente, ha emozionato come dovrebbe fare un'opera valida. Anche i protagonisti sono stati molto bravi nella loro esecuzione, hanno interpretato benissimo i vari passaggi dell'opera, le varie situazioni, rendendoli molto piacevoli. Ci sono stati dei momenti in cui il coinvolgimento dello spettatore, preso dentro dalla musica, rendeva Doña Flor, che pur è un opera tragica, amabile da ascoltare. Per quanto riguarda Niccolò van Westerhout, voglio precisare che dall'ascolto di una sola opera di un compositore non posso determinare se fosse stato all'altezza dei grandi compositori italiani. Bisogna ascoltare un po' tutto quello che van Westerhout abbia scritto nella sua purtroppo breve vita, e non solo, bisogna riascoltarlo più volte, per coglierne appieno il loro valore musicale. Quindi considerarlo un grande mi sembra un po' prematuro, certo dopo aver assistito a Doña Flor, il potenziale e le caratteristiche potrebbe averle. NICOLA SANTORO: La musica è stata eccezionale, è stata la colonna portante di un opera con una trama insolita. L'impostazione e l'esecuzione, guidata dal maestro Vito Clemente è stata certamente molto efficace, anche se Doña Flor si svolge in un solo atto, con una sola scena, voglio precisare che le coreografie ed i costumi sono stati molto ben studiati ed apprezzati, come del resto i protagonisti, che hanno sicuramente meritato il lungo applauso finale. Molto efficace è stata per me la traduzione simultanea in inglese che appariva all'alto del palcoscenico: ha aiutato notevolmente a capire ciò che accadeva tra Doña Flor, suo marito e l'amante. Niccolò van Westerhout, almeno in quest'opera ha creato delle musiche stupende, da gran compositore; se sia alla pari con i grandi compositori italiani, questo tocca agli addetti ai lavori deciderlo; i musicisti , direttori di orchestra, cantanti e critici d'arte hanno sicuramente più conoscenza e quindi più capacità comparativa per dare un giudizio su questo compositore. MARY PETRO (Doña Flor): Le mie impressioni su quest'opera sono stravolgenti: sono stata molto onorata di poter far parte di un opera che nessuno conosce, che è relativamente nuova, anche se composta un secolo fa. Il solo fatto che la gente non abbia dei preconcetti sulla musica e questo triangolo amoroso che purtroppo finisce con Doña Flor che soccombe al tranello di suo marito Don Olivarez a discapito di Alvise Malipiero, ti mantiene con il fiato sospeso, ti coinvolge , ti rapisce. Ed il compito più arduo ma anche più soddisfacente è stato interpretare le nostre rispettive parti insieme a i miei due colleghi che stimo moltissimo, con i quali ho sposato questo progetto, che merita sicuramente un encomio per l'organizzazione, con l'immenso lavoro che richiede una simile produzione. Io non mi sento di dare un giudizio su van Westerhout in quanto, essendo come si dice parte in causa, preferisco lasciare la mia interpretazione a queste bellissima musiche che van Westerhout ha composto, che faranno non solo parte del mio curriculum ma anche della mia professionalità. Dai pareri ricevuti in queste piccole interviste si può indubbiamente notare che Doña Flor, in questa sua prima traversata oltreoceano ha riscosso dei consensi più che positivi. Dal canto mio, non posso che associarmi a questi giudizi. Anche se non sono un intenditore di musica operistica, devo ammettere di essere rimasto stupefatto dall'esecuzione e dall'interpretazione; un mondo nuovo mi si è aperto, grazie a Niccolò van Westerhout . La sua è stata la prima opera che io abbia visto dal vivo e ne sono rimasto pienamente impressionato. Allo stesso modo credo che un mondo nuovo si sia aperto per van Westerhout, visto che in Italia è rimasto semi sconosciuto, malgrado il suo indiscutibile talento. Spero che, almeno qui in America, possa alfine essere riconosciuto come un valido compositore e la sua produzione musicale possa essere celebrata con più riconoscenza e merito.
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