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.::DICEMBRE 2007::. |
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LA VITTORIA DI DON BRUNO ALOIA IO DON BRUNO LO RICORDO COSÌ di Leonardo Campanile
Nel primo pomeriggio del 3 settembre 2007, Don Bruno esala l’ultimo respiro terreno. La commozione della cittadinanza di Mola Di Bari è evidente e forte. Io stesso, appreso la notizia alcune ore dopo, sono corso nella chiesa di San Domenico, dove il corpo del prete, che ha dedicato tutta la sua vita terrena, oltre che a DIO, soprattutto alla povera gente, ai contadini, ai marinai e a tutti coloro che incontrava sulla sua strada, era stato adagiato. Mentre, in piedi, ad un lato della bara, osservo il corpo senza vita di Don Bruno, guardo il suo viso e non nascondo che m’incute ancora timore. Il ricordo della mia infanzia mi appare dinanzi e rifletto sulle parole che Don Bruno diceva a me ed a tutti i miei amici d’infanzia. Se oggi cerco di mantenere la mia onestà sopra di tutto, lo devo anche a Don Bruno. Intanto il mio pensiero vaga nel nulla e meccanicamente giro la testa e osservo quella che è stata la sua casa per tanti anni. Quelle colonne, quei banchi, e le immagini dei santi tutti intorno, creano una cornice suggestiva ma semplice e benevola, in un’atmosfera di profonda commozione. Don Bruno aveva l’abitudine di invitare, senza distinguere razza, sesso e ceto sociale, chi attraversava la sua strada ad andare ad ascoltare la Santa Messa la domenica, e se qualcuno, cercando di fare il furbo, gli diceva che era già stato in chiesa, lui pronto ribadiva, al malcapitato, che gli raccontasse il Vangelo e chi lo aveva letto. Questo suo modo di fare lasciava trapelare la sua profonda vocazione verso la chiesa, ma allo stesso tempo indispettiva, e non poco, alcune persone. Molti lo hanno criticato, ma come di solito accade, non si è mai profeti in patria. Solo oggi, che la sua vita terrena è terminata, ci accorgiamo quanto, invece, le sue parole e il suo modo di agire, sempre onesto e severo, non erano altro che un insegnamento per le future generazioni, affinché crescessero integre nella chiesa e nell’onesta della vita.
A nota di cronaca, desidero portare a conoscenza dei nostri lettori che Don Bruno, dopo essere stato ordinate sacerdote, fu vice Parroco della chiesa Matrice in Mola Di Bari e poi diventò il primo Parroco della chiesa di San Domenico. Don Bruno fu, infatti, il fondatore di quella Parrocchia, che è stata la sua unica casa terrena. Don Bruno aveva una grande disponibilità verso gli anziani, tanto da portarlo a donare tutti i suoi averi per un progetto, “La Casa Di Riposo”, che ahimé! non è stata mai realizzata. Per questo progetto Don Bruno fece alcuni viaggi in America, visitando le comunità di New York e Chicago, nelle quali raccolse parte dei fondi necessari alla realizzazione di quest’opera. Gli emigranti si sono sempre dimostrati favorevoli a queste richieste e poi, per Don Bruno si doveva fare di più e nessuno, e sottolineo nessuno, si tirò indietro dall’aiutare questo prete d’altri tempi. Non voglio scendere nei particolari, ma una delle ragioni per cui “La Casa di Riposo” non si è potuta realizzare, la dobbiamo cercare nella disonestà e nel tradimento del collaboratore più vicino a Don Bruno, che si appropriò di una grossa parte delle offerte raccolte dagli emigranti. Vedete, Don Bruno fu tradito allo stesso modo di Nostro Signore…da uno dei suoi discepoli più fidati. “Sono una sua creatura” ha scandito il Vescovo di Monopoli e Conversano, Don Mimi Padovano, venuto a celebrare la S. Messa per i funerali di Don Bruno. “Don Bruno è morto povero” ha continuato il Vescovo Padovano, interrotto da uno scroscio d’applausi, “la sua Vocazione, la sua dedizione, il suo insistente ed a volte asfissiante invito a noi tutti a non mancare alla celebrazione della Messa la domenica, oggi ha dato il frutto che lui desiderava”. Infatti, la chiesa era gremita oltre la sua capienza, e dalla sera prima la stessa è stata quasi presa d’assalto dai molesi. Una processione durata tutta la notte, ininterrottamente.
Tanti giovani, che non hanno conosciuto Don Bruno nel pieno della sua missione terrena, ma ne hanno sentito parlare dai loro genitori, hanno per qualche ora abbandonato i loro divertimenti ed hanno reso omaggio a questo prete. Ma quello che più mi ha stupito è l’afflusso dei contadini, che ad iniziare dalle ore 4:00 di mattina, prima di andare al loro lavoro nei campi, si sono recati in massa a salutare per l’ultima volta il “loro” prete. Per la Messa ed i funerali, “Piazza degli Eroi” (villa San Domenico) era stracolma; tutti aspettavano l’uscita del feretro, portato a spalla dai preti delle parrocchie di Mola Di Bari, per accompagnare Don Bruno alla sua ultima dimora terrena. Presenti le autorità Politiche e Militari di Mola Di Bari, le Associazioni ma soprattutto la gente povera del paese ed i contadini (ceto prediletto da Don Bruno). Tutti hanno accompagnato la salma al cimitero, in un infinito corteo d’altri tempi
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