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SERATA
IN ONORE DI
DON
BRUNO E NICCOLÒ VAN WESTERHOUT
di
Giancarlo Accettura

Venerdì
13 novembre, l’Associazione Culturale “Figli di Maria S.S.
Addolorata” ha organizzato, in collaborazione con il Circolo Culturale
Mola e L’Idea Magazine, la presentazione di due importanti progetti per
la comunità italiana.
Maria
Colella, vice presidente dell'associazione, ha delineato il programma di
questa presentazione introducendo i due oratori della serata: Tiziano
Dossena (scrittore, direttore editoriale, critico) e Leonardo Campanile
(circolo culturale Mola, editore).
Il
sig. Dossena ha quindi aperto la presentazione ufficiale in America del
libro "Per Centum Annorum" (edizione L'Idea Publication-Ute); la
lettura di alcuni passaggi di questo libro dedicato a Don Bruno Aloia,
probabilmente il prete più influente e carismatico che Mola di Bari abbia
avuto nella sua storia, ha emozionato in modo non indifferente i numerosi
presenti che a loro volta hanno anche avuto l'occasione di raccontare
alcune delle loro personali esperienze con Don Bruno.
Nella
sua esposizione di questo libro, il sig. Dossena ha perfettamente
catturato non solo il prete ma anche l'uomo e il personaggio che Don Bruno
ha rappresentato, servendo la chiesa e la sua comunità con immensa
tenacia e generosità. Il
suo sostegno morale e fisico, la sua fratellanza, amicizia e guida sono
stati per tutti i suoi parrocchiani una colonna portante della storia di
Mola di Bari.
Questo
libro che è attualmente in vendita tramite L'Idea Publishing, è un
tassello di storia per tutti i molesi ed è certamente un'opera cui non si
può fare a meno, nonché un viaggio in un passato quando ancora i preti
delle piccole cittadine davano non solo un'impronta ecclesiastica ma anche
sociale, aiutando soprattutto i giovani ad avere aspirazioni lungimiranti
e invogliandoli a essere sempre corretti nei loro atteggiamenti verso la
chiesa, la fede, il prossimo e la vita in generale.
Il
secondo progetto della serata presentato dal Sig. Leonardo Campanile ha
riguardato il grande compositore Niccolò Van Westerhout.
Benché
la sua vita sia stata breve, le sue opere meritano di entrare nella storia
della musica italiana.
Con
un'ammirevole presentazione digitale, il sig. Campanile ci ha fatto
rivivere il lungo e difficile cammino che è stato effettuato per
ritrovare e riportare le spoglie di Van Westerhout nella sua città
natale, con innumerevoli ostacoli burocratici che sono stati man mano
scavalcati dall'immensa caparbietà del comitato. Si è giunti finalmente
arrivati al primo obiettivo prefisso, quindi Niccolò può finalmente
riposare a Mola di Bari nella sua cappella, con tutti gli onori e
riconoscimenti dovuti dal comune e dalla cittadinanza.
Dalle
numerose foto esposte nella presentazione, si è potuto effettivamente
notare come questa sia stata un’impresa impegnativa, visto il
coinvolgimento dei comuni di Mola nonché quello di Napoli, dove le ossa
del compositore si trovavano insieme con altri membri della sua famiglia;
vari studiosi hanno quindi, dopo vari test, potuto finalmente accertare a
chi appartenessero le ossa con estrema sicurezza.
Il
secondo obiettivo che Leonardo Campanile si prefigge, è quello di
divulgare la musica di Van Westerhout; una delle sue opere, "Doña
Flor", sarà eseguita il prossimo 23,24 e25 aprile dalla Taconic
Opera del Westchester, diretta dal rinomato direttore d'orchestra Vito
Clemente che arriverà dall'Italia appunto per la direzione di questa
superba opera.
Un
appuntamento da non mancare, visto che sono passati esattamente 112 anni
dall'originale esordio dell'opera a Mola. Certamente, Niccolò Van
Westerhout è stato un eccellente compositore, purtroppo la sua musica non
è così famosa o apprezzata come giustamente meriterebbe, quindi questa
rappresentazione della sua opera "Doña Flor" potrebbe
riscattare il suo genio musicale dato che, morto giovane, non ha avuto
l'occasione di ricevere i giusti riconoscimenti. Quindi, con la speranza
che questa prossima presentazione ad aprile abbia un seguito numeroso, ci
auguriamo che gli possa finalmente essere riconosciuto il pregio di essere
stato uno dei più validi compositori italiani.
La
serata si è quindi conclusa con l'intervento di Lucrezia Nardulli,
presidente dell'Associazione "Figli Maria SS. Addolorata", che
ringraziando tutti i presenti ha ricordato come la partecipazione a questi
eventi sia di vitale importanza per la comunità italiana, giacché
riportano alla luce le tradizioni e gli usi di noi italiani che non
dovrebbero essere mai dimenticati, in modo tale da farci riconoscere la
profondità culturale del nostro retaggio, che ci offre l’opportunità
di abbracciare un’identità di cui dobbiamo esser fieri.
IDEA
DICEMBRE 2009

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