.::MARZO 2004::.

EDITORIALE N°17

La Dissociazione

e` purtroppo una malattia molto comune

nella comunita` Italo-Americana

di Leonardo Campanile

La dissociazione è purtroppo una malattia molto comune nella comunità italoamericana. All'inizio dell'emigrazione, oltre cento anni fa, ci poteva anche stare, considerando le condizioni disperate di chi emigrava. Oggi però non la si può accettare. La creazione di Circoli legati a particolari località, nati nel dopo guerra, aveva fatto credere che almeno coloro che provenivano dallo stesso paese avessero capito l'importanza dell'essere uniti, ma dopo che anche fra paesani stessi si sono create varie associazioni, tutto è crollato.
Negli ultimi 70 anni sono nate centinaia d’Associazioni Culturali e no. Anche se molte di esse si affibbiano il nome "culturale", in effetti, sono associazioni a scopo ricreativo, gruppi di amici che trascorrono parte del loro tempo insieme, lontano (purtroppo) dalle loro famiglie. Quante di queste stanno però scomparendo? Possiamo anche chiamarlo ciclo, ma è un ciclo che non si rinnova, condannandoci all’estinzione. Questo avviene per varie ragioni e fra queste forse la più comune è il disinteressamento dei soci stessi.
Nell'era moderna, con l'avanzata senza sosta della tecnologia, si avrebbe ancora più bisogno dell'unione delle forze. Lo scambio d’informazioni ed esperienze aiuterebbero tutti a ridurre i costi delle ricerche e si arriverebbe con più precocità a risultati soddisfacenti. Ma accade? Penso proprio di no.
Per noi de L'Idea è iniziato il 31esimo anno e sinceramente devo ammettere che non è stato facile raggiungere questo traguardo. Siamo stati fortunati, direte voi, ed è anche vero. È vero però che siamo stati anche più caparbi a voler stare insieme, a voler continuare questo discorso culturale a scapito a volte delle nostre stesse famiglie.
La rivista ha vissuto vari cicli, direttori che sono andati via, giornalisti che si sono stancati di scrivere, collaboratori che hanno perso l'interesse ecc. Il mio pensiero va a tutti coloro che, anche abbandonando L'IDEA Magazine, hanno lasciato un'impronta della loro esperienza e soprattutto hanno saputo passare le consegne in un modo non traumatico. Ecco, questo io chiamo "Associazione", il non voler distruggere, anzi, fare in modo che ci sia sempre qualcuno che possa continuare.
Iniziamo la nostra prossima avventura con dei programmi ben precisi, merito dell'ottima organizzazione che i Direttori attuali della rivista si sono saputi dare. Non serve strafare, magari potremmo durare solo alcuni anni ancora o forse altri trenta, nessuno può saperlo, sta di fatto che oggi esistiamo e cerchiamo di rinnovarci senza soste.
Vogliamo esporre le nostre idee a tutti nel mondo, per fare questo dobbiamo sfruttare le nuove tecnologie, in particolare l’Internet.

Due anni fa abbiamo lanciato il nostro sito Web e devo dire che è stato un successo enorme. Nessuno ci conosceva nel mondo e con nostra gran meraviglia abbiamo iniziato a ricevere messaggi elettronici da italiani, emigrati come noi, che risiedono nei posti più impensabili del nostro pianeta. Il nostro server ha calcolato che le punte massime di visitatori è stato raggiunto lo scorso Ottobre, con 1394 visite in 15 giorni. Visto quest’interesse per la nostra rivista, il mese scorso abbiamo rilanciato lo stesso sito con una “rinfrescata”, vale a dire con una presentazione professionale aggiornata e dove diamo ai nostri visitatori la possibilità di iscriversi ed usufruire di tutti i vantaggi che noi mettiamo a disposizione.

Ecco un altro mezzo per continuare l’Associazione con gli italiani nel mondo.

 

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