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EDITORIALE
N°17
La
Dissociazione
e`
purtroppo una malattia molto comune
nella
comunita` Italo-Americana
di
Leonardo Campanile
La
dissociazione è purtroppo una malattia molto comune nella comunità
italoamericana. All'inizio dell'emigrazione, oltre cento anni fa, ci
poteva anche stare, considerando le condizioni disperate di chi
emigrava. Oggi però non la si può accettare. La creazione di Circoli
legati a particolari località, nati nel dopo guerra, aveva fatto
credere che almeno coloro che provenivano dallo stesso paese avessero
capito l'importanza dell'essere uniti, ma dopo che anche fra paesani
stessi si sono create varie associazioni, tutto è crollato.
Negli ultimi 70 anni sono nate centinaia d’Associazioni Culturali e
no. Anche se molte di esse si affibbiano il nome "culturale",
in effetti, sono associazioni a scopo ricreativo, gruppi di amici che
trascorrono parte del loro tempo insieme, lontano (purtroppo) dalle loro
famiglie. Quante di queste stanno però scomparendo? Possiamo anche
chiamarlo ciclo, ma è un ciclo che non si rinnova, condannandoci
all’estinzione. Questo avviene per varie ragioni e fra queste forse la
più comune è il disinteressamento dei soci stessi.
Nell'era moderna, con l'avanzata senza sosta della tecnologia, si
avrebbe ancora più bisogno dell'unione delle forze. Lo scambio
d’informazioni ed esperienze aiuterebbero tutti a ridurre i costi
delle ricerche e si arriverebbe con più precocità a risultati
soddisfacenti. Ma accade? Penso proprio di no.
Per noi de L'Idea è iniziato il 31esimo anno e sinceramente devo
ammettere che non è stato facile raggiungere questo traguardo. Siamo
stati fortunati, direte voi, ed è anche vero. È vero però che siamo
stati anche più caparbi a voler stare insieme, a voler continuare
questo discorso culturale a scapito a volte delle nostre stesse
famiglie.
La rivista ha vissuto vari cicli, direttori che sono andati via,
giornalisti che si sono stancati di scrivere, collaboratori che hanno
perso l'interesse ecc. Il mio pensiero va a tutti coloro che, anche
abbandonando L'IDEA Magazine, hanno lasciato un'impronta della loro
esperienza e soprattutto hanno saputo passare le consegne in un modo non
traumatico. Ecco, questo io chiamo "Associazione", il non
voler distruggere, anzi, fare in modo che ci sia sempre qualcuno che
possa continuare.
Iniziamo la nostra prossima avventura con dei programmi ben precisi,
merito dell'ottima organizzazione che i Direttori attuali della rivista
si sono saputi dare. Non serve strafare, magari potremmo durare solo
alcuni anni ancora o forse altri trenta, nessuno può saperlo, sta di
fatto che oggi esistiamo e cerchiamo di rinnovarci senza soste.
Vogliamo
esporre le nostre idee a tutti nel mondo, per fare questo dobbiamo
sfruttare le nuove tecnologie, in particolare l’Internet.
Due
anni fa abbiamo lanciato il nostro sito Web e devo dire che è stato un
successo enorme. Nessuno ci conosceva nel mondo e con nostra gran
meraviglia abbiamo iniziato a ricevere messaggi elettronici da italiani,
emigrati come noi, che risiedono nei posti più impensabili del nostro
pianeta. Il nostro server ha calcolato che le punte massime di
visitatori è stato raggiunto lo scorso Ottobre, con 1394 visite in 15
giorni. Visto quest’interesse per la nostra rivista, il mese scorso
abbiamo rilanciato lo stesso sito con una “rinfrescata”, vale a dire
con una presentazione professionale aggiornata e dove diamo ai nostri
visitatori la possibilità di iscriversi ed usufruire di tutti i
vantaggi che noi mettiamo a disposizione.
Ecco
un altro mezzo per continuare l’Associazione con gli italiani nel
mondo.
IDEA
MARZO 2004

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