.::GIUGNO 2005::.

EDITORIALE N°22  

LA STORIA CONTINUA

di Leonardo Campanile

E così anche quest’anno siamo riusciti ad essere ammessi al grande Festival della Canzone Italiana. Un successo importante anche perché ci dà la visibilità necessaria affinché ci considerino rivista a tutti i livelli e, quel che è più importante, “una rivista che rappresenta la vasta popolazione degli italo-americani”. Di solito uso l’editoriale per lanciare ringraziamenti a chi collabora con noi con disinteresse e abnegazione. Lo faccio con i nostri giornalisti, quali Isabella Rossiello, artefice principale del nostro exploit in quel di Sanremo, e voglio farlo con i nostri sponsor economici, che ci sono sempre vicini e che ci permettono di poter continuare incessantemente quest’attività culturale. Quest’anno, purtroppo, non è iniziato nei migliori dei modi. La perdita di Papa Giovanni Paolo II ci ha sorpreso un po’, e non perché è sopraggiunta inaspettata, purtroppo il Santo Padre era malato da qualche tempo, ci ha sorpreso, anzi, ci ha lasciato intimoriti, per chi poteva riprendere il suo insegnamento. Papa Giovanni Paolo II ci ha abituato con una dottrina semplice e soprattutto d’avvicinamento ai giovani. La nostra speranza è che Benedetto XVI continui su questa strada, che mi sembra più che giusta per avvicinare e far capire alle nuove generazioni l’importanza di non essere tentati alla violenza e alla sete di potere. Le brutte notizie non sono buone né a darle né tanto meno a leggerle, ma per dovere di cronaca devo tracciare un profilo umano di Domenico Di Giorgio, gia’ Socio Onorario del Circolo Culturale di Mola, che è venuto a mancare alla sua famiglia e ai tanti amici che aveva saputo accattivarsi con la sua sempre disponibile voglia di collaborare. 

Domenico aveva nelle mani un dono inusuale, sapeva creare, con attrezzi e materiali improvvisati, tantissimi oggetti. Fu lui che iniziò la costruzione del grandioso Presepe che il Circolo allestiva nell’ampia vetrina dell’antica sede, sulla 20esima Avenue e 62 strade in Brooklyn. Ricordo che la sera dell’inaugurazione del Presepe, nel lontano 1976, la nostra sede era stracolma di visitatori e soci. Il Presepe non lo faceva più nessuno in Italia, immaginate in America… farne quindi uno a Brooklyn, in una vetrina, con tanto di case illuminate, monti dai quali sprizzava acqua, che poi andava a formarsi in un ruscello, senza contare che l’immenso cielo stellato con tantissime piccole lampadine era qualcosa che ci metteva emozione. Ebbene, grazie a Domenico fummo capaci di realizzare tutto questo che poi continuò negli anni: ecco una tradizione impiantata in terra d’America. Domenico Di Giorgio aveva nel cuore il Circolo e i suoi giovani, oggi diventati adulti e, ahimè, rimasti in pochi a portare avanti la nostra Associazione. Incoraggiava noi de L’Idea affinché si continuasse senza timore per la nostra strada. Il Circolo Culturale per ringraziarlo lo nominò Socio Onorario ed adesso, in qualità di Direttore Responsabile, mi sento in dovere di ringraziarlo ancora una volta per i suoi insegnamenti nel creare tutto, o quasi, con poco.

IDEA GIUGNO 2005

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