.::SETTEMBRE 2005::.

EDITORIALE N°23  

LA GIUSTA SCELTA

di Leonardo Campanile

L'anno prossimo gli italiani andranno a votare. Voteranno anche gli italiani all'estero, se i politici non cambiano idea. L'anagrafe degli italiani all'estero, AIRE, sulla quale si basa l'elenco dei votanti residenti fuori dei confini italiani non è completa e non è corretta. Se voteremo con questa anagrafe, le elezioni potrebbero essere dichiarate non valide. Il voto per corrispondenza non garantisce che voti la persona che ha ricevuto la cartolina. L'Italia ha letto le dichiarazioni di alcuni eletti ai Com.It.Es., che hanno detto di aver portato centinaia di buste con i voti ai Consolati. Soltanto pochi Consoli hanno avuto il coraggio di accettare come valida una sola scheda e annullare tutte le altre. Non succederà più, ma è successo e ha fatto nascere molti dubbi sulla legalità delle elezioni degli italiani all'estero. Se arriveremo a votare, dovremo scegliere i nostri rappresentanti al Parlamento italiano, Camera e Senato. Il Nord America (Canada, Stati Uniti e Messico) avrà diritto soltanto a due deputati e un senatore. Dovremo scegliere molto bene. Dovremo puntare le nostre carte su persone che possono davvero rappresentarci. Non possiamo mandare al parlamento candidati che, come ha detto Beppe Grillo di un collega: «Quello? È uno che fa errori di grammatica anche quando pensa». Il Parlamento è un posto dove si scrivono, si discutono e si approvano le leggi, non è paragonabile ad un Com.It.Es. gigante, dove alcuni si alzano quando vogliono, dicono qualunque cosa ed interrompono gli altri. I parlamentari degli italiani all'estero dovranno potersi appoggiare alle forze politiche per proteggere i diritti degli italiani all'estero, ma essere anche capaci di riflettere sulle esigenze dell'Italia, perché dovranno votare leggi che con gli italiani all'estero hanno poco o nulla a che fare. Negli USA ci sono già almeno trentacinque candidati alle elezioni del 2006, candidati ad elezioni che non sono state ancora indette. Nessuno di loro ha raccolto le firme necessarie a presentarsi o a presentare una lista. Nessuno ha dichiarato in quale area politica intende collocarsi, perché un candidato davvero "indipendente", nel senso di essere completamente staccato da qualsiasi schieramento, non ha nessuna possibilità di successo nel difendere le istanze degli italiani all'estero perché le leggi si votano a maggioranza: alla Camera ci sono 630 deputati, al Senato 315 senatori più i senatori a vita. Nessuno di questi autodefinitisi candidati ha presentato un programma concreto che dimostri l'effettiva conoscenza delle esigenze delle comunità. Qualcuno sta spendendo fiumi di denaro - del quale non si conosce la provenienza - per far conoscere il proprio nome a comunità delle quali finora non gli importava nulla. Se gli italiani degli Stati Uniti vogliono essere rappresentati a Roma devono scegliere bene e sostenere persone preparate, istruite, che da anni lavorano con la comunità e che hanno dimostrato di saper intervenire per far approvare e far applicare le leggi a favore degli emigrati e dei loro figli.

 

IDEA SETTEMBRE 2005

© Copyright 2007 l'IDEA MAGAZINE - All Rights Reserved.