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.::SETTEMBRE 2006::. |
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EDITORIALE N°27
EDITORIALE UNITI
SI STA MEGLIO Di
Leonardo Campanile Serviva
una vittoria mondiale per poter assistere, finalmente, ad un chiaro e
sincero entusiasmo, tanto necessario alla vita comunitaria degli
italiani all’estero. Non è che prima mancasse, ma non si dimostrava
apertamente, chissà se per timore di essere identificati come italiani.
Ancora oggi, a distanza di due mesi da quel fatidico nove luglio, le
case dei quartieri della nostra città, dove abitano in maggioranza
emigrati italiani, hanno in bell’evidenza la bandiera tricolore.
Questa conquista ha letteralmente trasformato tutti noi fino al punto di
trovare il coraggio di sventolare ai quattro venti la nostra origine. Io
vi parlo di New York, la città in cui vivo da oltre trenta anni, ma
quest’entusiasmo è stato anche registrato in tutti gli Stati Uniti e
nel mondo intero. Noi
della redazione abbiamo deciso di stampare un piccolo inserto speciale,
in occasione di questo storico evento, che troverete nelle pagine
centrali della rivista. Noterete che non abbiamo badato a spese: è
stato stampato con un inchiostro in oro e verniciato per proteggerlo dal
tempo. Un inserto che penso vorrete conservare fra le cose più care. A
questo proposito, un doveroso ringraziamento al cav. Corrado (Joe)
Manfredi che ha voluto sponsorizzarlo, con molto entusiasmo,
permettendoci di alleviare alcune spese. La
stessa unione e solidarietà all’interno della nostra comunità la
noto con piacere nell’altro grande progetto che l’Idea Magazine sta
portando a termine, “il recupero delle ossa del nostro grande
compositore Niccolo van Westerhout”. I nostri lettori stanno
rispondendo con entusiasmo, dimostrando una forte voglia di
collaborazione. Per
me è un ritornare indietro negli anni, gli anni in cui, ancora molto
giovani, noi del Circolo Culturale di Mola, iniziavamo questo genere
d’attività culturali che ci avrebbero portato a farci notare e
conoscere, non solo a New York, ma negli States, in Italia e nel mondo.
Tutto questo grazie alla nostra rivista e al certosino lavoro svolto da
chi, volta per volta, prendeva gli incarichi organizzativi. Cosa
dire di più, se non quello di incitarvi ancora una volta a rimanere
uniti e leali in tutto quello che è italiano, che sia sport, cultura o
altro, poco importa. L’orgoglio italiano che ci portiamo dentro è
frutto della nostra millenaria cultura che mai nessuno potrà levarci.
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