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.::DICEMBRE 2006::. |
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EDITORIALE N°28
EDITORIALE di Leonardo Campanile TUTTO È BENE QUELLO CHE FINISCE BENE
Dopo
anni d’organizzazioni ad alto livello, L’Idea Magazine, riconosciuta
internazionalmente come una rivista di cultura e d’attualità, si è
trovata in una situazione a dir poco incresciosa: ci si disputava la
reale vincitrice del concorso “Miss Idea 2005”. Questo concorso
annuale, parte di un più grande spettacolo canoro, eleggeva, fra le
ragazze d’origine italiana, la reginetta dell’anno. Novità
assoluta in concorsi del genere, il pubblico presente partecipa
attivamente al concorso votando colei, fra le candidate, che ritiene più
idonea a rappresentare la rivista nell’anno successivo. Naturalmente
un’apposita giuria tecnica completava la votazione, esprimendo un voto
più selezionato alle qualità delle ragazze. La somma di queste due
votazioni assegnava il titolo. Un sistema questo approvato in special
modo dal pubblico, che si sentiva così partecipe della manifestazione. L’organizzazione
del concorso “Miss Idea”, proprio per evitare qualsiasi forma di
dubbio nel contare i voti del pubblico e quelli della giuria, aveva
escogitato un sistema a prova di bomba. Infatti, ogni concorrente
indicava un suo rappresentante, che aveva il compito di raccogliere e
poi fare lo sfoglio delle schede che i presenti compilavano dando la
loro preferenza. Gli stessi rappresentanti compilavano la classifica
finale del pubblico sottoscrivendola. Per la giuria, nominata
dall’organizzazione, era compito del presidente di giuria, il Console
Generale d’Italia a New York o uno dei Consoli Aggiunti, ad espletare
questo compito. L’organizzazione era presente a questi spogli con un
suo rappresentante con l’incarico d’osservatore. Detto
questo, il tutto era gestito da estranei all’organizzazione. I miei
collaboratori ed io stesso apprendevamo il nome della vincitrice quando
questo veniva proferito dal conduttore della serata. Lo
scorso anno, a causa di un errore d’addizione, quindi matematico, fu
proclamata vincitrice la ragazza che, in effetti, era giunta al secondo
posto. Questo dato di fatto venne allo scoperto a seguito dell’usuale
controllo che l’organizzazione fa alcuni giorni dopo il concorso, per
verificare che il tutto fosse stato fatto secondo le regole in vigore. Un
anno passato attraverso malintesi e dicerie di gente, che pur non
conoscendo la realtà dei fatti, istigava tutti, creando confusione e
tensioni certamente non necessarie al bene della comunità. Un
anno dopo il tutto è stato risolto con la proclamazione delle due
ragazze a vincitrici del concorso per il 2005 a pari merito. Decisione
giusta o sbagliata non so, e né tanto meno me lo chiedo. Scopo della
nostra rivista è quello di creare basi solide e culturali a tutti
nell’ambito della comunità, in special modo alle nuove generazioni
affinché proseguano il cammino iniziato dai loro predecessori
nell’orgoglio di sentirsi italoamericani.
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