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EDITORIALE N°28

 

EDITORIALE

di Leonardo Campanile

TUTTO È BENE QUELLO CHE FINISCE BENE


Malintesi, incomprensioni, errori sono usuali nel mondo in cui viviamo. Per carità, esistevano anche prima, ma adesso con i mezzi di comunicazione che ci ritroviamo, l’informazione corre velocemente ed è trasformata a secondo delle convenienze o di chi racconta la notizia.

Dopo anni d’organizzazioni ad alto livello, L’Idea Magazine, riconosciuta internazionalmente come una rivista di cultura e d’attualità, si è trovata in una situazione a dir poco incresciosa: ci si disputava la reale vincitrice del concorso “Miss Idea 2005”. Questo concorso annuale, parte di un più grande spettacolo canoro, eleggeva, fra le ragazze d’origine italiana, la reginetta dell’anno.  Novità assoluta in concorsi del genere, il pubblico presente partecipa attivamente al concorso votando colei, fra le candidate, che ritiene più idonea a rappresentare la rivista nell’anno successivo. Naturalmente un’apposita giuria tecnica completava la votazione, esprimendo un voto più selezionato alle qualità delle ragazze. La somma di queste due votazioni assegnava il titolo. Un sistema questo approvato in special modo dal pubblico, che si sentiva così partecipe della manifestazione.

L’organizzazione del concorso “Miss Idea”, proprio per evitare qualsiasi forma di dubbio nel contare i voti del pubblico e quelli della giuria, aveva escogitato un sistema a prova di bomba. Infatti, ogni concorrente indicava un suo rappresentante, che aveva il compito di raccogliere e poi fare lo sfoglio delle schede che i presenti compilavano dando la loro preferenza. Gli stessi rappresentanti compilavano la classifica finale del pubblico sottoscrivendola. Per la giuria, nominata dall’organizzazione, era compito del presidente di giuria, il Console Generale d’Italia a New York o uno dei Consoli Aggiunti, ad espletare questo compito. L’organizzazione era presente a questi spogli con un suo rappresentante con l’incarico d’osservatore.

Detto questo, il tutto era gestito da estranei all’organizzazione. I miei collaboratori ed io stesso apprendevamo il nome della vincitrice quando questo veniva proferito dal conduttore della serata.

Lo scorso anno, a causa di un errore d’addizione, quindi matematico, fu proclamata vincitrice la ragazza che, in effetti, era giunta al secondo posto. Questo dato di fatto venne allo scoperto a seguito dell’usuale controllo che l’organizzazione fa alcuni giorni dopo il concorso, per verificare che il tutto fosse stato fatto secondo le regole in vigore.

Un anno passato attraverso malintesi e dicerie di gente, che pur non conoscendo la realtà dei fatti, istigava tutti, creando confusione e tensioni certamente non necessarie al bene della comunità.

Un anno dopo il tutto è stato risolto con la proclamazione delle due ragazze a vincitrici del concorso per il 2005 a pari merito. Decisione giusta o sbagliata non so, e né tanto meno me lo chiedo. Scopo della nostra rivista è quello di creare basi solide e culturali a tutti nell’ambito della comunità, in special modo alle nuove generazioni affinché proseguano il cammino iniziato dai loro predecessori nell’orgoglio di sentirsi italoamericani.

 

 

IDEA DICEMBRE 2006

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