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EDITORIALE
N°35
DERUBATI
di
Leonardo Campanile
Alcuni
mesi dopo la traslazione dei resti umani del compositore Niccolò van
Westerhout dal cimitero di Poggioreale in Napoli, a Mola Di Bari, un sito
WEB, originato da Mola Di Bari, pubblicava un articolo nel quale si diceva
con certezza che “grazie
al celere intervento e grande impegno dell’Amministrazione comunale
della città di Mola Di Bari, dell’Assessore alla Cultura Gargiulo e del
Sindaco Berlen, fu possibile trovare e traslare le ossa del compositore
Niccolò van Westerhout a Mola Di Bari”.
In un recente libro pubblicato la scorsa
estate o autunno (Niccolò van Westerhout un musicista crepuscolare) si
menziona con un piccolissimo trafiletto che l’Amministrazione comunale
di Mola Di Bari ha fortemente voluto la traslazione delle ossa di Niccolò
da Napoli a Mola.
Questi
scritti, inesatti e non veritieri, pongono delle domande e mettono il
sottoscritto in cattiva luce al cospetto dell’intera comunità
italo-americana. Il Comitato per van Westerhout, che fu creato nel
novembre del 2005 a Mola Di Bari e del quale io presi piena responsabilità,
non è stato mai menzionato da nessuna di queste fonti come esecutore del
ritrovamento e della traslazione. L’Amministrazione Comunale, nella
persona del Sindaco Berlen, fece solo l’atto di presenza a Napoli, per
firmare l’atto di rilascio delle ossa. Questa firma costò al Comune di
Mola circa un centinaio d’Euro, (tutte le altre spese sono state a
carico del Comitato); per il resto, il Comune organizzò le tre
manifestazioni nel teatro, punto!
Se non ci fosse stato il Comitato e Voi lettori, che con le
vostre donazioni avete risposto al mio appello affinché le spese fossero
coperte, il “Povero” Niccolò starebbe ancora nella sua squallida
tomba di Poggioreale. Adesso Niccolò riposa nella cappella “De Stasi”
nel cimitero di Mola Di Bari, grazie all’interessamento del Comitato
e alla benevolenza della Signora Massimeo, che ringraziamo di cuore, in
quanto il Comune non riusciva ad individuare un luogo vuoto per collocare
le ossa. Di
quest’evento storico per la città di Mola Di Bari se ne occuparono la
RAI ed altre stazioni televisive locali, convocate sul posto dal Comitato
lo stesso giorno della traslazione, in quanto il Comune o chi per esso
dimenticò di avvertirli.
Carissimi lettori, posso
assicurarvi che il ritrovamento dei parenti, anche se lontani, del nostro
Niccolò, per la firma finale, fu compiuto dal Comitato, che un
paio di giorni prima della traslazione, dovette precipitarsi a Gioia del
Colle.
Potrei continuare ancora ad
elencare quello che il Comitato ha fatto per la traslazione, ma preferisco
fermarmi qui, in quanto questa è una rivista seria e non vuol dar atto a
pettegolezzi. Prometto, però, la stesura di un “Dossier,” dove
elencheremo tutto quello che è in realtà successo nei quattro anni che
sono passati dall’inizio di questa avventura.
Intanto, penso che sia
necessario “dare a Cesare quello che è di Cesare”. Mi sembra giusto e
leale. I franchi tiratori e coloro pronti ad accaparrarsi elogi e targhe
non meritate saranno sempre in agguato, ma noi non permetteremo che questo
accada.
Quello che abbiamo fatto è
stato un atto “DOVUTO” a chi, meno fortunato di noi, meritava la
“GLORIA”.
IDEA
SETTEMBRE 2008

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