.::SETTEMBRE 2008::.

EDITORIALE N°35

DERUBATI

di Leonardo Campanile

Alcuni mesi dopo la traslazione dei resti umani del compositore Niccolò van Westerhout dal cimitero di Poggioreale in Napoli, a Mola Di Bari, un sito WEB, originato da Mola Di Bari, pubblicava un articolo nel quale si diceva con certezza che  grazie al celere intervento e grande impegno dell’Amministrazione comunale della città di Mola Di Bari, dell’Assessore alla Cultura Gargiulo e del Sindaco Berlen, fu possibile trovare e traslare le ossa del compositore Niccolò van Westerhout a Mola Di Bari”. In un recente libro pubblicato la scorsa estate o autunno (Niccolò van Westerhout un musicista crepuscolare) si menziona con un piccolissimo trafiletto che l’Amministrazione comunale di Mola Di Bari ha fortemente voluto la traslazione delle ossa di Niccolò da Napoli a Mola. Questi scritti, inesatti e non veritieri, pongono delle domande e mettono il sottoscritto in cattiva luce al cospetto dell’intera comunità italo-americana. Il Comitato per van Westerhout, che fu creato nel novembre del 2005 a Mola Di Bari e del quale io presi piena responsabilità, non è stato mai menzionato da nessuna di queste fonti come esecutore del ritrovamento e della traslazione. L’Amministrazione Comunale, nella persona del Sindaco Berlen, fece solo l’atto di presenza a Napoli, per firmare l’atto di rilascio delle ossa. Questa firma costò al Comune di Mola circa un centinaio d’Euro, (tutte le altre spese sono state a carico del Comitato); per il resto, il Comune organizzò le tre manifestazioni nel teatro, punto! Se non ci fosse stato il Comitato e Voi lettori, che con le vostre donazioni avete risposto al mio appello affinché le spese fossero coperte, il “Povero” Niccolò starebbe ancora nella sua squallida tomba di Poggioreale. Adesso Niccolò riposa nella cappella “De Stasi” nel cimitero di Mola Di Bari, grazie all’interessamento del Comitato e alla benevolenza della Signora Massimeo, che ringraziamo di cuore, in quanto il Comune non riusciva ad individuare un luogo vuoto per collocare le ossa. Di quest’evento storico per la città di Mola Di Bari se ne occuparono la RAI ed altre stazioni televisive locali, convocate sul posto dal Comitato lo stesso giorno della traslazione, in quanto il Comune o chi per esso dimenticò di avvertirli. Carissimi lettori, posso assicurarvi che il ritrovamento dei parenti, anche se lontani, del nostro Niccolò, per la firma finale, fu compiuto dal Comitato, che un paio di giorni prima della traslazione, dovette precipitarsi a Gioia del Colle. Potrei continuare ancora ad elencare quello che il Comitato ha fatto per la traslazione, ma preferisco fermarmi qui, in quanto questa è una rivista seria e non vuol dar atto a pettegolezzi. Prometto, però, la stesura di un “Dossier,” dove elencheremo tutto quello che è in realtà successo nei quattro anni che sono passati dall’inizio di questa avventura. Intanto, penso che sia necessario “dare a Cesare quello che è di Cesare”. Mi sembra giusto e leale. I franchi tiratori e coloro pronti ad accaparrarsi elogi e targhe non meritate saranno sempre in agguato, ma noi non permetteremo che questo accada. Quello che abbiamo fatto è stato un atto “DOVUTO” a chi, meno fortunato di noi, meritava la “GLORIA”.

IDEA SETTEMBRE 2008

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