|
EDITORIALE
N°37
UNA
CRISI CHE PUÒ COMPLICARE
LE
NOSTRE ATTIVITÀ
di
Leonardo Campanile
Chi
si aspettava un'inversione di marcia nella nostra crisi economica, ha
certamente subito una delusione. Non solo la ripresa economica non c'è
stata, ma sembra che la crisi continui il suo percorso, inarrestabile. Il
nuovo eletto Presidente Obama, che pur sta tentando di mantenere le
promesse fatte nella campagna elettorale, deve comunque scontrarsi con la
situazione reale degli Stati Uniti. I miracoli non esistono, perlomeno
fuori dalla religione cattolica, serve un lavoro certosino e paziente per
recuperare il perso; certamente non basteranno i fondi che il Governo ha
stanziato per aiutare le grosse imprese, serviranno altri ritocchi.
Secondo me, bisogna estirpare alla radice il male, dettando e imponendo ai
grossi Manager il modo di gestire i proventi delle ditte, evitando gli “sprechi” inutili e i “bonus”
stratosferici.
Naturalmente l’impatto si
avverte ed è motivo di preoccupazione per la fascia media della
popolazione, che riesce ancora a gestire la situazione al meglio, grazie
ai risparmi accumulati negli anni delle “vacche grasse”. Che cosa
accadrà, però, quando questi si assottiglieranno? Certo, il nostro modo
di vivere, da emigranti, ci ha insegnato il sacrificio e quindi potremmo
adattarci più velocemente alla situazione, ma gli altri?
La nostra rivista, in
collaborazione con il Circolo Culturale di Mola, ha in programma
l’attività che io ritengo più importante e maestosa della storia della
comunità molese, e forse italiana, degli ultimi cinquanta anni: la messa
in scena dell’opera “Doña Flor” di Niccolò van Westerhout, il
prossimo ottobre o novembre. Che cosa accadrà? Saremo in grado di
realizzare questo “colossal”? La regione Puglia e il Consiglio
Regionale Pugliese, hanno stanziato un aiuto economico per la
realizzazione, ma non basta se non a coprire le spese di un terzo della
manifestazione. Il restante dovrebbe essere il contributo che i business
molesi e italiani della zona dovrebbero elargire per l’opera, ma lo
vorranno dare? O meglio,
saranno in grado di darlo? Carissimi
lettori, queste sono domande alle quali non ho ancora una risposta, anche
se, seguendo la mia indole positiva, penso o almeno spero che il tutto
possa risolversi nel migliore dei modi, dando a noi emigranti la “palma
d’onore”, in quanto patrocinatori della diffusione della musica di un
nostro compaesano, Niccolò van Westerhout, degno di vedere il suo nome al
fianco dei grandi compositori del’’800, quali Puccini, Verdi e altri.
Obama
e i suoi collaboratori, continueranno a stanziare fondi e dare aiuti
all’economia, non è nel loro interesse il “crack” completo, ma
serve da parte nostra un aiutino, una collaborazione nel “sprecare”
meno, facendo tesoro degli insegnamenti ricevuti dai nostri padri che
hanno, nel modo più crudele, conosciuto la via dell’emigrazione, a
conseguenza dell'assenza di lavoro nella nostra patria.
IDEA
MARZO 2009

|