.::MARZO 2009::.

EDITORIALE N°37

UNA CRISI CHE PUÒ COMPLICARE

 LE NOSTRE ATTIVITÀ

di Leonardo Campanile

Chi si aspettava un'inversione di marcia nella nostra crisi economica, ha certamente subito una delusione. Non solo la ripresa economica non c'è stata, ma sembra che la crisi continui il suo percorso, inarrestabile. Il nuovo eletto Presidente Obama, che pur sta tentando di mantenere le promesse fatte nella campagna elettorale, deve comunque scontrarsi con la situazione reale degli Stati Uniti. I miracoli non esistono, perlomeno fuori dalla religione cattolica, serve un lavoro certosino e paziente per recuperare il perso; certamente non basteranno i fondi che il Governo ha stanziato per aiutare le grosse imprese, serviranno altri ritocchi. Secondo me, bisogna estirpare alla radice il male, dettando e imponendo ai grossi Manager il modo di gestire i proventi delle ditte, evitando gli “sprechi” inutili e i “bonus” stratosferici. Naturalmente l’impatto si avverte ed è motivo di preoccupazione per la fascia media della popolazione, che riesce ancora a gestire la situazione al meglio, grazie ai risparmi accumulati negli anni delle “vacche grasse”. Che cosa accadrà, però, quando questi si assottiglieranno? Certo, il nostro modo di vivere, da emigranti, ci ha insegnato il sacrificio e quindi potremmo adattarci più velocemente alla situazione, ma gli altri? La nostra rivista, in collaborazione con il Circolo Culturale di Mola, ha in programma l’attività che io ritengo più importante e maestosa della storia della comunità molese, e forse italiana, degli ultimi cinquanta anni: la messa in scena dell’opera “Doña Flor” di Niccolò van Westerhout, il prossimo ottobre o novembre. Che cosa accadrà? Saremo in grado di realizzare questo “colossal”? La regione Puglia e il Consiglio Regionale Pugliese, hanno stanziato un aiuto economico per la realizzazione, ma non basta se non a coprire le spese di un terzo della manifestazione. Il restante dovrebbe essere il contributo che i business molesi e italiani della zona dovrebbero elargire per l’opera, ma lo vorranno dare?  O meglio, saranno in grado di darlo? Carissimi lettori, queste sono domande alle quali non ho ancora una risposta, anche se, seguendo la mia indole positiva, penso o almeno spero che il tutto possa risolversi nel migliore dei modi, dando a noi emigranti la “palma d’onore”, in quanto patrocinatori della diffusione della musica di un nostro compaesano, Niccolò van Westerhout, degno di vedere il suo nome al fianco dei grandi compositori del’’800, quali Puccini, Verdi e altri. Obama e i suoi collaboratori, continueranno a stanziare fondi e dare aiuti all’economia, non è nel loro interesse il “crack” completo, ma serve da parte nostra un aiutino, una collaborazione nel “sprecare” meno, facendo tesoro degli insegnamenti ricevuti dai nostri padri che hanno, nel modo più crudele, conosciuto la via dell’emigrazione, a conseguenza dell'assenza di lavoro nella nostra patria.

IDEA MARZO 2009

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