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.::GIUGNO 2010::. |
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RINVIATE LE ELEZIONI DEL C.G.I.E e Com.It.Es. di Silvana Mangione Le elezioni del Com.It.Es. e del CGIE sono state rinviate ancora una volta. La scusa è che si deve procedere alla riforma di questi due organismi, la realtà è che le elezioni costano da 6 a 8 milioni di euro, e l’Italia preferisce spenderli in altro modo e all’interno dei suoi confini piuttosto che mantenere i tempi del mandato stabilito per legge. Com.It.Es. e CGIE sono stati eletti nel 2004 e dovevano essere rinnovati nel 2009. A dicembre del 2008 è arrivato il primo rinvio fino a dicembre del 2010. Questa volta il secondo rinvio è stato deciso molto prima: ad aprile di quest’anno sapevamo già che le consultazioni non si sarebbero tenute fino alla fine del 2012. Qualcuno pensa che si vogliano addirittura dilatare i tempi fino al 2013, quando nche l’Italia andrà a votare per rinnovare il Parlamento. Non credo che tutti i Com.It.Es. saranno in grado di sopravvivere per altri due o tre anni. Molti sono stati costituiti con liste uniche, specie negli Stati Uniti, e le partenze, le decadenze per vari motivi, i cambi di residenza e altre ragioni alle quali non vogliamo pensare ne hanno ridotto i ranghi. Qualche Comitato degli Italiani all’Estero ha ormai bisogno della camera di rianimazione. In realtà i Com.It.Es. non hanno bisogno di una riforma, perché l’ultima modifica alla loro legge istitutiva è del 2003 e gli organismi di base non sono davvero condizionati dall’esistenza dei parlamentari eletti dagli italiani all’estero. Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero avrà bisogno di una riforma, ma soltanto dopo che saranno state approvate le riforme istituzionali e sapremo se i parlamentari eletti direttamente dai cittadini che vivono fuori d’Italia continueranno ad esistere. Riformarlo adesso è un’assoluta follia, perché tutte le proposte di legge presentate finora partono dal presupposto che i nostri parlamentari rimarranno diciotto, dodici alla Camera dei Deputati e sei al Senato, che la legge ordinaria che regola i meccanismi dell’esercizio del diritto di voto all’estero non venga alterata in alcun modo e che il CGIE debba diventare la segreteria gratuita dei nostri parlamentai. Il CGIE non ci sta. Ha immediatamente protestato. Ha deciso di anticipare le riunioni delle Commissioni Continentali e di dedicarle a raccogliere le reazioni dell’associazionismo, dei Com.It.Es., dei singoli cittadini in tutto il mondo. Nel momento in cui andiamo in stampa si sono già tenute le Commissioni Continentali in Europa – dove c’è stata una massiccia manifestazione davanti al Consolato di Francoforte e sta per svolgersi quella dei Paesi Anglofoni extraeuropei a Vancouver. Anche noi avremo un momento corale, con la comunità, e ci aspettiamo di riunire un migliaio di persone. Ma abbiamo fatto anche un’altra cosa. Abbiamo preparato una petizione che stiamo facendo firmare ad associazioni, Com.It.Es., singoli: tutti quelli che condividono la nostra protesta contro i tagli all’insegnamento della lingua e della cultura italiana, le chiusure dei Consolati, il rinvio delle elezioni, le riforme sbagliate. Trovate la nostra petizione su L’IDEA. Firmatela per favore. Mandate la vostra adesione alla nostra rivista. Lavoriamo tutti insieme per mantenere alta la dignità degli italiani all’estero.
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