NATIONAL ARTS CLUB

ESPONE

Emilio Giuseppe Dossena

Venerdì 20 Novembre alla presenza del Console Generale d’Italia di New York e Connecticut, Giorgio Radicati  e di un folto pubblico, si è svolta, nelle prestigiose sale della Trask Gallery del National Arts Club sita al 15 Gramercy Park South , la retrospettiva  dedicata all’artista lombardo Emilio Giuseppe Dossena.    

La mostra, che rappresenta un “tributo” dal figlio Tiziano Thomas Dossena all’artista scomparso nel 1987 vuole anche essere un itinerario della vita personale ed artistica del pittore, ed è stata riproposta nella galleria in ordine cronologico.   Iniziando dagli anni quaranta e impiegando le tecniche impressionistiche,  il pittore fa uso magistrale dei colori della sua terra, e con grande sensibilità percepisce sperimentando il mondo come artista e individuo.   Dall’impiego dei colori: marrone, ocra, giallo, terra di siena al rosso bruciato, a temi che vano dalla natura, ad oggetti e a personaggi.   Dossena nei quadri di questo periodo è l’artista che osserva e ripropone sulla tela le impressioni, le sue reazioni personali in cui traspare, al tempo stesso, anche la vasta esperienza acquisita accanto a pittori di prestigio internazionali quali  Guttuso,Cantatore, Sassu e Lilloni.   Ma l’artista ha un duplice ruolo, oltre all’attività di pittore, si dedica per molto tempo anche al restauro e alla decorazione in stile classicheggiante che vediamo nelle opere realizzate presso i Castelli di Parrano, e di Monte Giove.

Dossena si scopre poeta sulla tela e negli anni cinquanta questa realizzazione si fa più evidente acquisendo un’ottica diversa nel riproporre i temi che lo interessano.  Nelle tele c’è maggiore movimento, i personaggi hanno maggior rilievo e  i colori cambiano, subentrano il rosso ed il blu.  La società sta cambiando e il pittore si adegua alle nuove esigenze del mondo artistico senza però dimenticare quella soggettività che rende la sua opera unica.  Sbarca in America e mentre continua il suo lavoro di pittore impressionista, allo stesso tempo è impegnato come restauratore presso lo Studio Berger, e serve numerose gallerie e musei americani,  come Il Metropolitan Museum  e il Playboy Club.   Di notevole impegno è il lavoro di restauro di 18 grandi affreschi nella chiesa di St. Paul a Brooklyn.  L’esperienza statunitense ha una grande influenza sul pittore.  E’ infatti in questo periodo che il colore assume una rilevanza maggiore, mentre lo stile lentamente si trasforma e si avvicina sempre di più al neo-espressionismo . 

A 65 anni, Dossena, costretto dalla precaria salute a rimanere in casa, ancora una volta trova la forza e lo spirito di cercare nuove forme di espressione .  I colori sulle tele di questo periodo sono forti, il pennello incide sulle tele armonie cromatiche intense che suggeriscono allo spettatore l’equilibrio di forme e contenuto raggiunto dal pittore.  Ma non si ferma qui, nel 1985 dopo essere rientrato in Italia  si dedica alla letteratura. Comincia a scrivere poesie; il suo stile è romantico con tendenza al misticismo.  Le sue poesie sono state pubblicate in molte riviste ed antologie e premiate da vari enti e concorsi.  

Questa retrospettiva dedicata da Tiziano Thomas Dossena al padre Emilio ha coinciso con i festeggiamenti per il venticinquesimo anniversario della rivista L’IDEA, della quale Dossena è il Direttore Editoriale.  Il folto pubblico di artisti ed intellettuali americani ed italiani che ha gremito le sale della galleria all’inaugurazione, ha riconfermato la  popolarità che gli eventi culturali italiani possono avere se organizzati bene.  È la prima volta che un avvenimento “italiano” è stato accettato ed offerto nella meravigliosa sede nel NAC. 

Tiziano Dossena, con questa coraggiosa iniziativa, cioè quella di condividere la vita, l’arte e la memoria del padre con il pubblico, è riuscito a superare una barriera che pareva fosse invalicabile.

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