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IL
MIGLIORE SINDACO
DI
NEW YORK
di Tiziano T. Dossena

L'amministrazione
unitaria del sindaco Fiorello La Guardia interruppe la presa dei
“boss” politici del tempo, riportando alla città di New York il
principio di servizio civico spoglio d’alcun legame politico, rimpiazzò
l'antiquato statuto cittadino, ampliò i servizi e la sicurezza sociale,
creò programmi per la demolizione dei quartieri bassi, la costruzione
di parchi, case popolari, strade e ponti, rimaneggiando la conformazione
fisica della città. Le sue iniziative unificarono i servizi di
trasporto di massa, svilupparono i programmi di pubblica istruzione e
della sanità, e soprattutto iniziarono una nuova politica sindacale.
La Guardia fece sforzi enormi
per rimuovere la corruzione dai vari dipartimenti cittadini, in
particolare da quello di polizia, e contemporaneamente lanciò un
attacco vigoroso ed impareggiabile al crimine organizzato e ai
trafficanti. Orchestrò una Fiera Mondiale dedicata al mondo di domani,
aprì il Centro Cittadino per la Musica ed il Teatro, sviluppò scuole
speciali per gli studenti di talento, combatté arduamente affinché New
York avesse i suoi due aeroporti internazionali, e nel frattempo maneggiò
le diverse tensioni etniche e razziali con ragionevolezza ed un'ampia
compassione per la popolazione emarginata. Impegnata ad un programma
progressista che rappresentava le speranze di un'intera generazione di
riformatori urbani, la sua amministrazione non fu soltanto mirata a
risolvere una crisi, bensì ad un audace rimodernamento della città.
In un periodo che parte dal
profondo della Grande Depressione e che termina con la fine della
Seconda Guerra Mondiale, questo piccolo uomo, armato da una volontà di
ferro e da una sconfinata ambizione, forgiò una moderna città,
unificata ed umana, che assume finalmente la propria responsabilità per
i poveri ed i diseredati. La
Guardia voleva che i Newyorchesi avessero una sensazione di sicurezza e
tranquillità, trovando lavori regolari, vivendo in quartieri decenti ed
eliminando i propri debiti. Egli, però, fece molto di più di quello
per cui lo si ricorda. La Yale University, nella dedica stilata sulla
Laurea Onoraria offertagli, asserì che La Guardia “aveva strappato la
democrazia dai politici e l'aveva ridata al popolo”.
Il nostro primo sindaco
italiano di New York lavorò a fianco del presidente americano Franklin
Delano Roosevelt per modellare una politica federale per lo sviluppo
urbano che avrebbe portato miliardi di dollari alla sua amata città. Il
suo esempio di moderna amministrazione stabilì dei nuovi standard per i
governi cittadini. Uomo i cui entusiasmi non furono mai in scala minore,
La Guardia assunse la presidenza del Joint American-Canadian Permanent
Defense Board, diresse l'Ufficio della Difesa Civile, cercò di ottenere
la posizione di generale e poi la candidatura alla presidenza degli
Stati Uniti, e diresse la Conferenza Nazionale
dei Sindaci Americani, e tutto questo mentre esercitava la
funzione di sindaco di New York City.
Fiorello dimostrò che le
città possono essere governate per l'interesse generale da individui
dotati che credono nel servizio pubblico. Nel 1940, nell'occasione della
pubblicazione dell'International Who's Who, egli dichiarò: “ Non
voglio che si usi la parola politico... (nell'identificare la mia
vocazione). La sua connotazione...è tale che io penso non debba essere
usata, tranne per i politicanti, e di questi ce ne sono molti. Io non
sono uno di questi...” Egli insistette per essere descritto come
impiegato municipale….
Nel centoventicinquesimo
anniversario della sua nascita, ricordare i suoi successi è più che
naturale, ma essendo questo un anno memorabile negli Stati Uniti, data
la candidatura, pur di beve durata, di un altro italoamericano alla Casa
Bianca, ci pare opportuno raffrontare questi due personaggi ed
evidenziare sia le caratteristiche che li accomuna sia quelle che li
distingue.
Rudy Giuliani è stato più
volte paragonato a Fiorello La Guardia ed anche lui è stato citato come
“il migliore sindaco che la città di New York abbia mai avuto”.
Ovviamente, per un principio di esclusione, non possono essere ambedue
“il migliore”, ma sappiamo tutti come queste definizioni roboanti
possano essere ambigue e di parte. Del resto, confrontare i risultati di
una particolare amministrazione, senza tener conto del periodo storico
in cui è ambientata, è un’operazione complessa che può dare
risultati fuorvianti. Un uomo politico è frutto dell’epoca e può
agire solo come i tempi glielo permettono. Giuliani, però, pur con
tutte le qualità che possono accostarlo a La Guardia, non possiede
alcune delle doti fondamentali che gli permetterebbero di ascendere a
quel livello leggendario della storia americana che Fiorello,
meritatamente, ha conquistato.
La Guardia era un umanista, un
uomo di cultura che conosceva sette lingue e che amava dirigere le
orchestre liceali. In occasione dello sciopero dei giornali, l’amato
sindaco lesse le vignette umoristiche alla radio, smorzando così le
reazioni negative dei propri cittadini. Giuliani, a sua volta, ama
l’opera ed il teatro, ma verrà sempre ricordato per la sua
messinscena, fatta d’altronde per beneficenza, nella quale si abbigliò
da donna.
Giuliani promosse una campagna per eliminare i barboni che davano
fastidio agli automobilisti ed i senza casa, mirando ad offrire
un’immagine più favorevole della “grande mela”, scegliendo quindi
di optare per quella famosa “qualità di vita” che avrebbe distinto
la sua direzione. La Guardia riuscì ad eliminare gli ambulanti che
invadevano le strade newyorchesi. Ambedue furono aspramente criticati,
Fiorello per non tener conto che gli ambulanti erano tutti dei poveri
emigranti, Rudy per non aver cercato in precedenza una soluzione reale
al problema dei senza casa. Per La Guardia, però, questo fu solo un
piccolo neo, essendo amato dalle minoranze etniche e razziali per tutti
gli evidenti, concreti sforzi che il suo governo aveva fatto per elevare
il loro tenore di vita. Giuliani porta invece ancora con sé le stigmate
di tale azione, anche se le classi più benestanti gli sono riconoscenti
per il senso di pulizia e d’ordine che le azioni da lui intraprese
hanno portato alla città di New York.
La Guardia fu un repubblicano
di comodo e la sua gestione conteneva rappresentanti di vari partiti.
Scelse il partito repubblicano solamente per evitare di far parte della
corrotta macchina politica del partito democratico, allora controllato
da Tammany Hall. Liberale di sinistra, a volte estremista, certamente un
progressista il cui unico scopo era di migliorare la vita dei propri
concittadini, Fiorello era odiato da molti repubblicani, che non
condividevano di certo le sue idee innovatrici, e da molti democratici
che avevano perso l’occasione di avere un sindaco del loro partito. In
linea di massima, però, le critiche furono smorzate sempre dalle
strabilianti azioni del nostro eroe, che diedero alla città un nuovo
soffio vitale e che le permisero di evolvere nella città che tutti noi
oggi conosciamo.
Giuliani divenne repubblicano
dopo un breve periodo passato nel partito democratico, ma le sue scelte
riflettono una mentalità più reazionaria, anche se moderata, e non
passerà certo alla storia per essere il sindaco dei poveri. Questi due
grandi sindaci Newyorchesi furono i soli repubblicani che furono
rieletti alla loro posizione.
Vi sono molte altre
somiglianze in questi due italoamericani, anche se il loro stile
d’azione fu prettamente dissimile. Ambedue crearono molte posizioni
per i disoccupati, La Guardia attraverso i programmi WPA, creati apposta
per riemergere dalla Grande Depressione, Giuliani eliminando una larga
porzione dei beneficiari della carità pubblica (Welfare), smistandoli
in un programma di Workfare, vale a dire d’impiego nell’ambito
dell’amministrazione cittadina. Ambedue i sindaci si preoccuparono
della qualità di vita del proprio elettorato, ma l’aspirazione di La
Guardia fu di elevare i poveri ad un livello accettabile d’esistenza,
quella di Giuliani di creare una città più vivibile per la classe
media. Sia Giuliani sia La Guardia sono noti per le loro vittoriose
battaglie contro il crimine organizzato ed ambedue ebbero un forte
legame al rione di Riverdale, nel Bronx, il primo per essersi laureato
presso l’ateneo locale, il rinomato Manhattan College, ed il secondo
per esserci vissuto negli ultimi anni della sua vita.
Nonostante entrambi i sindaci
furono ripetutamente chiamati fascisti per la loro autoritarietà, La
Guardia fu noto per i suoi attacchi ai regimi nazi-fascisti fin dai
primi anni della loro nascita e Giuliani è in realtà un conservatore
moderato che ha perso l’opportunità di essere nominato anche per la
sua posizione pro-aborto, in netto conflitto con la maggior parte
dell’elettorato repubblicano conservatore.
In ultima analisi, però, ciò
che distingue nettamente i due individui è l’approccio economico alla
vita in generale. La Guardia, come il suo caro amico deputato Vito
Marcantonio, non si curò mai del denaro e morì in modeste condizioni,
mentre Giuliani si è arricchito nella scia del suo successo seguito
agli eventi dell’undici settembre 2001, creando aziende di
consultazione nell’ambito della sicurezza e della protezione del
pubblico ed offrendosi come oratore super-pagato.
Due
grandi sindaci, operanti in periodi diversi e con differenti necessità
politiche e sociali, ma in fin dei conti, di Fiorello La Guardia, eroe
leggendario delle classi più modeste e delle minoranze etniche,
promulgatore di riforme politiche e sindacali, combattente anti-crimine
ed anti-corruzione, personaggio radiofonico, ardito combattente ed
antinazista, e indiscutibilmente migliore primo cittadino di New York,
ce n’è stato solo uno
IDEA
MARZO 2008

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