.::MARZO 2008::.

IL MIGLIORE SINDACO

DI NEW YORK

di Tiziano T. Dossena

L'amministrazione unitaria del sindaco Fiorello La Guardia interruppe la presa dei “boss” politici del tempo, riportando alla città di New York il principio di servizio civico spoglio d’alcun legame politico, rimpiazzò l'antiquato statuto cittadino, ampliò i servizi e la sicurezza sociale, creò programmi per la demolizione dei quartieri bassi, la costruzione di parchi, case popolari, strade e ponti, rimaneggiando la conformazione fisica della città. Le sue iniziative unificarono i servizi di trasporto di massa, svilupparono i programmi di pubblica istruzione e della sanità, e soprattutto iniziarono una nuova politica sindacale. La Guardia fece sforzi enormi per rimuovere la corruzione dai vari dipartimenti cittadini, in particolare da quello di polizia, e contemporaneamente lanciò un attacco vigoroso ed impareggiabile al crimine organizzato e ai trafficanti. Orchestrò una Fiera Mondiale dedicata al mondo di domani, aprì il Centro Cittadino per la Musica ed il Teatro, sviluppò scuole speciali per gli studenti di talento, combatté arduamente affinché New York avesse i suoi due aeroporti internazionali, e nel frattempo maneggiò le diverse tensioni etniche e razziali con ragionevolezza ed un'ampia compassione per la popolazione emarginata. Impegnata ad un programma progressista che rappresentava le speranze di un'intera generazione di riformatori urbani, la sua amministrazione non fu soltanto mirata a risolvere una crisi, bensì ad un audace rimodernamento della città. In un periodo che parte dal profondo della Grande Depressione e che termina con la fine della Seconda Guerra Mondiale, questo piccolo uomo, armato da una volontà di ferro e da una sconfinata ambizione, forgiò una moderna città, unificata ed umana, che assume finalmente la propria responsabilità per i poveri ed i diseredati.  La Guardia voleva che i Newyorchesi avessero una sensazione di sicurezza e tranquillità, trovando lavori regolari, vivendo in quartieri decenti ed eliminando i propri debiti. Egli, però, fece molto di più di quello per cui lo si ricorda. La Yale University, nella dedica stilata sulla Laurea Onoraria offertagli, asserì che La Guardia “aveva strappato la democrazia dai politici e l'aveva ridata al popolo”. Il nostro primo sindaco italiano di New York lavorò a fianco del presidente americano Franklin Delano Roosevelt per modellare una politica federale per lo sviluppo urbano che avrebbe portato miliardi di dollari alla sua amata città. Il suo esempio di moderna amministrazione stabilì dei nuovi standard per i governi cittadini. Uomo i cui entusiasmi non furono mai in scala minore, La Guardia assunse la presidenza del Joint American-Canadian Permanent Defense Board, diresse l'Ufficio della Difesa Civile, cercò di ottenere la posizione di generale e poi la candidatura alla presidenza degli Stati Uniti, e diresse la Conferenza Nazionale  dei Sindaci Americani, e tutto questo mentre esercitava la funzione di sindaco di New York City. Fiorello dimostrò che le città possono essere governate per l'interesse generale da individui dotati che credono nel servizio pubblico. Nel 1940, nell'occasione della pubblicazione dell'International Who's Who, egli dichiarò: “ Non voglio che si usi la parola politico... (nell'identificare la mia vocazione). La sua connotazione...è tale che io penso non debba essere usata, tranne per i politicanti, e di questi ce ne sono molti. Io non sono uno di questi...” Egli insistette per essere descritto come impiegato municipale…. Nel centoventicinquesimo anniversario della sua nascita, ricordare i suoi successi è più che naturale, ma essendo questo un anno memorabile negli Stati Uniti, data la candidatura, pur di beve durata, di un altro italoamericano alla Casa Bianca, ci pare opportuno raffrontare questi due personaggi ed evidenziare sia le caratteristiche che li accomuna sia quelle che li distingue. Rudy Giuliani è stato più volte paragonato a Fiorello La Guardia ed anche lui è stato citato come “il migliore sindaco che la città di New York abbia mai avuto”. Ovviamente, per un principio di esclusione, non possono essere ambedue “il migliore”, ma sappiamo tutti come queste definizioni roboanti possano essere ambigue e di parte. Del resto, confrontare i risultati di una particolare amministrazione, senza tener conto del periodo storico in cui è ambientata, è un’operazione complessa che può dare risultati fuorvianti. Un uomo politico è frutto dell’epoca e può agire solo come i tempi glielo permettono. Giuliani, però, pur con tutte le qualità che possono accostarlo a La Guardia, non possiede alcune delle doti fondamentali che gli permetterebbero di ascendere a quel livello leggendario della storia americana che Fiorello, meritatamente, ha conquistato. La Guardia era un umanista, un uomo di cultura che conosceva sette lingue e che amava dirigere le orchestre liceali. In occasione dello sciopero dei giornali, l’amato sindaco lesse le vignette umoristiche alla radio, smorzando così le reazioni negative dei propri cittadini. Giuliani, a sua volta, ama l’opera ed il teatro, ma verrà sempre ricordato per la sua messinscena, fatta d’altronde per beneficenza, nella quale si abbigliò da donna. Giuliani promosse una campagna per eliminare i barboni che davano fastidio agli automobilisti ed i senza casa, mirando ad offrire un’immagine più favorevole della “grande mela”, scegliendo quindi di optare per quella famosa “qualità di vita” che avrebbe distinto la sua direzione. La Guardia riuscì ad eliminare gli ambulanti che invadevano le strade newyorchesi. Ambedue furono aspramente criticati, Fiorello per non tener conto che gli ambulanti erano tutti dei poveri emigranti, Rudy per non aver cercato in precedenza una soluzione reale al problema dei senza casa. Per La Guardia, però, questo fu solo un piccolo neo, essendo amato dalle minoranze etniche e razziali per tutti gli evidenti, concreti sforzi che il suo governo aveva fatto per elevare il loro tenore di vita. Giuliani porta invece ancora con sé le stigmate di tale azione, anche se le classi più benestanti gli sono riconoscenti per il senso di pulizia e d’ordine che le azioni da lui intraprese hanno portato alla città di New York. La Guardia fu un repubblicano di comodo e la sua gestione conteneva rappresentanti di vari partiti. Scelse il partito repubblicano solamente per evitare di far parte della corrotta macchina politica del partito democratico, allora controllato da Tammany Hall. Liberale di sinistra, a volte estremista, certamente un progressista il cui unico scopo era di migliorare la vita dei propri concittadini, Fiorello era odiato da molti repubblicani, che non condividevano di certo le sue idee innovatrici, e da molti democratici che avevano perso l’occasione di avere un sindaco del loro partito. In linea di massima, però, le critiche furono smorzate sempre dalle strabilianti azioni del nostro eroe, che diedero alla città un nuovo soffio vitale e che le permisero di evolvere nella città che tutti noi oggi conosciamo. Giuliani divenne repubblicano dopo un breve periodo passato nel partito democratico, ma le sue scelte riflettono una mentalità più reazionaria, anche se moderata, e non passerà certo alla storia per essere il sindaco dei poveri. Questi due grandi sindaci Newyorchesi furono i soli repubblicani che furono rieletti alla loro posizione. Vi sono molte altre somiglianze in questi due italoamericani, anche se il loro stile d’azione fu prettamente dissimile. Ambedue crearono molte posizioni per i disoccupati, La Guardia attraverso i programmi WPA, creati apposta per riemergere dalla Grande Depressione, Giuliani eliminando una larga porzione dei beneficiari della carità pubblica (Welfare), smistandoli in un programma di Workfare, vale a dire d’impiego nell’ambito dell’amministrazione cittadina. Ambedue i sindaci si preoccuparono della qualità di vita del proprio elettorato, ma l’aspirazione di La Guardia fu di elevare i poveri ad un livello accettabile d’esistenza, quella di Giuliani di creare una città più vivibile per la classe media. Sia Giuliani sia La Guardia sono noti per le loro vittoriose battaglie contro il crimine organizzato ed ambedue ebbero un forte legame al rione di Riverdale, nel Bronx, il primo per essersi laureato presso l’ateneo locale, il rinomato Manhattan College, ed il secondo per esserci vissuto negli ultimi anni della sua vita. Nonostante entrambi i sindaci furono ripetutamente chiamati fascisti per la loro autoritarietà, La Guardia fu noto per i suoi attacchi ai regimi nazi-fascisti fin dai primi anni della loro nascita e Giuliani è in realtà un conservatore moderato che ha perso l’opportunità di essere nominato anche per la sua posizione pro-aborto, in netto conflitto con la maggior parte dell’elettorato repubblicano conservatore. In ultima analisi, però, ciò che distingue nettamente i due individui è l’approccio economico alla vita in generale. La Guardia, come il suo caro amico deputato Vito Marcantonio, non si curò mai del denaro e morì in modeste condizioni, mentre Giuliani si è arricchito nella scia del suo successo seguito agli eventi dell’undici settembre 2001, creando aziende di consultazione nell’ambito della sicurezza e della protezione del pubblico ed offrendosi come oratore super-pagato. Due grandi sindaci, operanti in periodi diversi e con differenti necessità politiche e sociali, ma in fin dei conti, di Fiorello La Guardia, eroe leggendario delle classi più modeste e delle minoranze etniche, promulgatore di riforme politiche e sindacali, combattente anti-crimine ed anti-corruzione, personaggio radiofonico, ardito combattente ed antinazista, e indiscutibilmente migliore primo cittadino di New York, ce n’è stato solo uno

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