.::DICEMBRE 2006::.

  FORTUNIO   PARTE TERZA

L’esistenza di Niccolò sembra cambiare, il successo del “CIMBELLINO” promette bene, ma ahimé non è così. L’editore Ricordi, al quale erano stati ceduti i diritti di pubblicazione dell’opera, non rispetta gli accordi, tanto che il nostro Niccolò richiede ed ottiene indietro l’opera.

La conseguenza di questo litigio lascia il van Westerhout senza un editore e a quei tempi voleva dire mettere a repentaglio il proseguimento della propria carriera artistica.

Alti e bassi sono usuali nella travagliata esistenza del compositore, ed ecco che arriva l’accordo con la casa editrice “Sonzogno” di Milano, che fa richiesta al maestro di comporre un’opera da mettere in scena nel periodo “carnevale – quaresima”.  La lettura della stessa suscita molto entusiasmo, tanto che si decide la sua prima rappresentazione nientemeno che al teatro “la Scala” di Milano.

L’opera “Fortunio” di Niccolò van Westerhout deve quindi esordire nel tempio della musica mondiale, ma vicende assurde fanno prima slittare la prima rappresentazione di due giorni per dare riposo ai protagonisti e poi, a conseguenza di una malattia che infestava Milano in quei giorni, ne fece disdire la messa in scena. Il teatro diviene quindi indisponibile per altri impegni già presi antecedentemente e il tutto viene rimandato a data da stabilirsi. Una grande occasione andata in fumo per il nostro Niccolò.

Il “Fortunio” è comunque rappresentato al teatro ‘Lirico” di Milano alcuni mesi dopo.

L’opera ebbe successo, ma non come la precedente. Il maestro fu chiamato con applausi ben 12 volte al proscenio da un pubblico qualificato ed i cronisti delle varie testate giornalistiche d’Italia non mancarono di elogiare il serio ed esemplare lavoro fatto dal van Westerhout nel comporre la musica.

L’editore Sonzogno commissionò quindi a Niccolò altri lavori da presentare nella prossima stagione lirica.

Questo spiraglio di luce, purtroppo, si affievolì in quanto lo stesso editore, considerando la non felice situazione finanziaria del tempo, sospese tutte le nuove opere commissionate ai suoi compositori.

Niccolò, dopo un primo momento di smarrimento, non si perse d’animo ed iniziò i contatti per una rappresentazione da allestire al “San Carlo” di Napoli e al “Piccinni” di Bari.  Non vi riuscì per le solite gelosie di paese alle quali Niccolò, per la sua nota posizione economica non eccellente, non poteva opporsi.

Intanto il Consiglio Comunale di Mola di Bari gli commissionò un’opera da rappresentare nel teatro di Mola. Niccolò accetto con grande entusiasmo e incaricò il noto poeta Arturo Colautti di scrivere il libretto.

Niccolò van Westerhout tornava spesso a Mola ed alloggiava nella casa di suo zio o a San Maderno, nella villa del De Stasi, allora sindaco della nostra cittadina. La sua salute, alquanto precaria ne trovava giovamento.  L’aria natia fa sempre bene e Niccolò ne approfittava ogni qualvolta ne aveva la possibilità.

 

IDEA DICEMBRE 2006

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