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.::SETTEMBRE 2007::. |
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Talento e umiltà Recensione, concerto e interviesta a FRANCESCO CAFISO di Patrizia Di Franco
Talento e umiltà:binomio encomiabile che caratterizza il sassofonista contraltista jazz, Francesco Cafiso. Di recente ha compiuto la maggiore età, ma a quattordici anni era già noto nel panorama musicale jazzistico e si apprestava a divenire uno dei più apprezzati e valenti musicisti contemporanei. Dalla Sicilia(Vittoria)all’Europa, dall’Italia agli USA, intensa la sua attività concertistica e numerosi i premi conferiti al nostrano enfant prodige, tra cui il Django d’or a Roma, il Positano Jazz e il prestigioso International Jazz Festivals Organization Award di New York . Splendida scenografia antica, il Chiostro di Santa Chiara, nella marina Mola di Bari, ha ospitato il duo Francesco Cafiso(sax)e Riccardo Arrighini(pianoforte), in una performance straordinaria, seguita con entusiasmo e compartecipazione da un folto e caloroso pubblico che a gran richiesta ha sollecitato un graditissimo bis. Notevole il feeling e l’intesa tra Cafiso e Arrighini, nella loro sincopata combinazione di rimandi, scambi, nell’alternanza musicale tra piano e sax, nella commistione dei due strumenti. Un duo ben affiatato e complice, una fusion di due grandi talenti. Musicalità e anime pulsanti all’unisono. Il solido e fortunato sodalizio tra il sassofonista siciliano e il pianista toscano, nasce per merito del produttore Paolo Pignarelli, “pigmaglione” e talent scout di Cafiso. Fu proprio Pignarelli, estimatore di Cafiso, e ammaliato dalle esecuzioni di Arrighini (che poi avrebbero dato origine al Cd ”These unfoolish things”, del 2004;titolo mutuato dalla musa ispiratrice”These foolish things”di Lester Young”), a far incontrare e a far suonare insieme i due artisti tra cui si instaurò subito profonda sintonia che diede luogo poi a un’ intesa professionale e umana, ottima e proficua, da cui è nato per esempio il tributo a Michel Petrucciani. I trilli, battiti, la purezza del suono, la valentia di Arrighini(che tra l’altro ha studiato jazz alla Berklee di Boston e seguito i seminari di Siena Jazz), ben si amalgamavano al fraseggio versatile, ai riff, al vibrato, e alle calde sonorità di Cafiso che conquistava gli astanti, con il suo virtuosismo, con i chorus(l’improvvisare sulla struttura metrica e armonica di un refrain, di un ritornello), ma anche con il suo lirismo suggestivo e con la versatilità del suo stile e la magia delle sue esecuzioni. Variegato il programma musicale della serata, dal poderoso sound, dal fantasioso stile di Sonny Rollins, dalla “smania erratica” e dall’energia di Sonny, alla dolcezza dell’ “inno della romanità”, “Roma nun fa’ la stupida stasera” dal musical “Rugantino”, splendida canzone, nata dalla collaborazione tra Pietro Garinei e Armando Trovajoli(per la musica), brano che , dopo il trascinante “On a slow boat to China, ha concluso il concerto e ha rappresentato il richiestissimo bis, un omaggio a Roma, un cadeau per quanti come la sottoscritta amano la “città eterna”. Dopo il brano di apertura, “Just friends”di Klemmer e Lewis, hanno stregato il pubblico”My funny Valentine”(di Richard Rodgers e Lorenz Hart)e”Nuovo Cinema Paradiso”del premio Oscar alla carriera 2007, Ennio Morricone. Delicata, intrisa di poesia e dolcezza, davvero struggente, ci ha accarezzato l’anima”My funny Valentine”, avremmo voluto che non finisse mai, che non ci abbandonassero mai quel virtuosismo ricco di umanità e quell’intensità espressiva mai scevra di malia, armonia e passione. Eleganza, raffinatezza, brio, energia, virtuosismo, anche in “She loves me”, composizione di Francesco Cafiso, in un passaggio del brano si è colto un richiamo evocativo di”When I fall in love”(di Young e Heyman), nella versione cantata da Helen Merrill. A rappresentare l’IDEAMAGAZINE di New York, per la splendida serata musicale, organizzata dall’Agimus di Mola, oltre alla sottoscritta, c’era il Direttore esecutivo per l’Italia, Marino Marangelli(entusiasta e appagato anch’egli per il concerto) che ha provveduto a scattare foto a Francesco Cafiso il quale, gentilissimo e alla mano, si è reso disponibile nel rilasciarmi dichiarazioni e farsi intervistare primadel concerto.
DOMANDA:” Tra i tuoi Cd, figurano un tributo a”Bird”, Charlie Parker(“Francesco Cafiso&Strings- Tribute to Charlie Parker”) e un omaggio al pianista francese Michel Petrucciani(“Concerto for Petrucciani”), “non c’è due senza tre”, qualora dovesse esserci un terzo tributo, a chi potresti dedicarlo? RISPOSTA:”Sono molti gli artisti a cui vorrei rendere omaggio. Per ora ho in cantiere un progetto per un disco insieme al mio quartetto(Francesco Cafiso Quartet:Riccardo Arrighini, piano;Aldo Zunino, double bass;Stefano Bagnoli, drums, N.d. R.), un cd composto da brani originali miei”. D.:”Hai suonato con grandissimi musicisti(Ray Drummond, Hank Jones, Enrico Rava, Lewis Nash…). Tra i seguenti che cito, scomparsi e contemporanei viventi, con chi ti sarebbe piaciuto e ti piacerebbe duettare o suonare in una jam session:Steve Lacy; John Coltrane;Evan Shaw Parker;Johnny Hodges;Sonny Rollins;Phil Woods, vicinissimo al tuo amato Parker, sedotto dal”Koko”di Parker;Ornette Coleman;Dexter Gordon con il suo be-bop;Coleman Hawkins il”Bean”di”Body&Soul”, alias”il padre del sax”? R.:”Hai menzionato i migliori, francamente sceglierei tutti loro!” D.:”Al “Multiculturìta Festival”di Capurso(BA), a luglio 2007, Gino Paoli ha cantato, supportato da una band d’ eccezione:Enrico Rava(tromba);Danilo Rea(pianoforte); Roberto Gatto(batteria, drums). Con quale artista italiano suoneresti o avresti suonato volentieri?” R.:”Sono molti gli artisti italiani che apprezzo, ma sono due, scomparsi, quelli che avrei voluto accompagnare con il mio sax:Faber, il grande Fabrizio De Andrè, e Lucio Battisti”. D.:”La tua odierna esibizione è in duo con Riccardo Arrighini che fa parte del tuo Quartetto, assieme a Aldo Zunino e Stefano Bagnoli. Un commento su Riccardo come pianista e come uomo?” R.:”Tra Riccardo e me non c’è solo una bellissima collaborazione artistica, ma anche un forte legame di amicizia, condividiamo tutto, la musica, le prove, la ricerca musicale, i momenti di svago, i successi, i sacrifici, le gioie. Per quanto riguarda l’aspetto artistico, Riccardo è uno dei pianisti contemporanei di spicco, uno dei maggiori e più bravi pianisti non solo della Toscana e dell’Italia, è un musicista di grande talento ed esperienza”. D.:”Suoni, oltre al sassofono, anche altri strumenti tra cui il pianoforte e il flauto. Sei Diplomato anche in flauto. Ami la musica e in particolar modo sono forti l’amore, la passione, per il sax. Per quali motivi?” R.:”Il sassofono è uno strumento eccezionale, per molti è lo strumento per antonomasia del jazz. Lo amo perché è simile alla voce umana, perché incarna fascino e al contempo una”semplicità complessa”. E’ affine alla mia personalità, lo sento molto vicino a me, ai miei sentimenti e valori, mi permette di far emergere e manifestare il mio mondo interiore, le mie emozioni anche quelle più profonde, nascoste, intimiste. Il sax ha, “connaturati”:pathos, energia, vita, poesia, e consente di trasmettere questa intensità emozionale e questo pathos coinvolgente”. D.:”Conosci New York dove sei tornato e ti sei esibito a fine giugno 2007. Hai ricevuto, nel 2004, il prestigioso premio “International Jazz Festivals Organization Award”. Le peculiarità di New York che gradisci e gli aspetti della “big apple”che non ti piacciono?” R.:”New York è magica, mi piace moltissimo. Offre innumerevoli opportunità soprattutto nel campo della musica jazz. E’ una città in fermento culturale, nella musica, nell’arte, nel cinema, è l’ideale per i giovani, per una vacanza, per un soggiorno di studio. E’ molto stimolante, c’è molta vita notturna, tanta energia. Gli aspetti negativi sono quelli comuni a tutte le megalopoli e le metropoli cosmopolìte, forse il traffico e l’inquinamento non sono sopportabili, ma a fronte di ciò molti altri sono i vantaggi e gli aspetti positivi di New York”. D.:”A far da cornice al tuo concerto in duo con Riccardo Arrighini, lo storico Chiostro di Santa Chiara di Mola. Un saluto ai molesi e agli italoamericani negli USA”? R.:”Un caro e sincero saluto da parte mia alla comunità molese e a tutti gli italoamericani e ai nostri connazionali negli Stati Uniti”. D.:”So che hai un blog carino. Anche tu sei entrato a pieno titolo nel nostro mondo di bloggers in rete?” R.:”Sì, il blog è stato inserito nel mio sito, fu una scelta naturale, nacque per mero divertimento e per informare chi mi segue e apprezza la mia musica, e ormai è lì per chi volesse darci un’occhiata, ci sono mie foto, da solista, e con i colleghi e amici delle mie formazioni musicali, oltre ad alcuni articoli”.
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