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Who’s
who?
FRANK
GIGANTE
ASTRO
NASCENTE DEL CINEMA
di
Isabella Rossiello
Le cose succedono per
caso, a volte decidi che vuoi una realtà oggettiva e puoi ottenerla o
meno, c’è la fortuna di mezzo, o le persone giuste al momento giusto o
il destino…chissà. Non voglio parlarvi di filosofie di vita o altro ma
questa premessa mi serve per introdurvi un personaggio, presentatomi
giusto un anno fa.
Chi è chi? Già, chi è questo
misterioso personaggio, da dove sbuca, cosa faceva, cosa fa e perché gli
dedico un articolo su “L’Idea Magazine”?
Cominciamo con il nome: Frank
Gigante. Nato a Hoboken, New Jersey, il primo febbraio 1968 al St.
Mary’s Hospital, stessa città e ospedale che hanno dato i natali a
Frank Sinatra (primo segno del destino?). Figlio d’Antonio e Maria
Gigante, entrambi di Mola di Bari (altro segno del destino: i fondatori de
“L’Idea Magazine” sono molesi).
Frank cresce a Jersey City e già
da bambino sogna il cinema. Quanti di noi hanno sognato da piccoli di fare
il dottore, la maestra, l’astronauta, di fare del cinema…? Frank ci
sta riuscendo, anche grazie alla fiducia e all’aiuto dei suoi amatissimi
genitori. Certo la sua è una carriera ancora in salita, ma è un grande
caratterista, un bravo attore e soprattutto una persona radiosa, ti mette
di buonumore, anche se stai meditando il suicidio; è una dote notevole di
questi tempi, bisogna ammetterlo.
Badate però che non è un
comico o un pagliaccio, anzi ha dimostrato notevoli doti d’attore
drammatico. Frank è un italo-americano che comincia ad avere successo
nella patria dei genitori e poi, speriamo, in quella dove è nato. Che
strano il destino, per chi ci crede, of course!
Frequenta
a N.Y. il Basic Acting Course e in
Italia l’Italy Ballet Center Refresh Act course and Method Acting.
Fa ruoli di comparsa al
cinema in “Al John and Jack” con Aldo Giovanni e Giacomo, tre
tra i maggiori comici italiani, fa teatro (balletto ispirato a “C’era
una volta in America”), televisione in Italia, (Telenorba la
più grande Tv locale del Sud. La serie ha successo in TV e diventa un
film: L’ARIA AMARA (in
uscita in tutta Italia ottobre 2005) nel quale interpreta un importante
boss mafioso.
C’è un incontro però
forse decisivo: un giovane regista pugliese di Polignano a Mare,
Gianni Torres, già vincitore di premi per film sempre “preziosi”, di
nicchia. Un regista sempre a caccia di “personalità” che sono poi
l’essenza del film, la storia gira intorno a loro e non il contrario…
A Hollywood, il film “La
guerra dei mondi”, ad esempio, sarebbe potuto essere interpretato
con uguale bravura da George Clooney o Brad Pitt invece che da Tom Cruise;
per Gianni, invece, è l’attore che crea il film e non viceversa.
Gianni Torres mi ricorda in
qualche modo Federico Fellini. Anche lui incontrava delle persone
“speciali” alla loro maniera, e ne faceva degli indimenticabili
“personaggi”per i suoi film.
Così Frank, l’americano-molese,
diviene FRANKIE FACCIATOSTA. In questo film Frank non deve recitare in
senso stretto, ma semplicemente essere se stesso. È un po’ la sua
storia, un italo americano che cerca il segreto del successo dei suoi
idoli italoamericani di sempre: Joe Mantegna,
John Turturro, Sylvester Stallone, Rodolfo Valentino. Il film sarà
presentato a Hollywood, e spero che la
comunità italiana, e non solo, abbia modo di vedere la nostra regione, i
suoi paesaggi, la sua gente, i suoi dialetti o per lo meno un lato di
questa “metamorfosi” continua chiamata Puglia.
Il soggetto del film è
intrigante e poetico insieme: FRANKIE FACCIATOSTA viene in Puglia, cerca i
parenti di Stallone a Gioia del Colle,
quelli di Turturro a Giovinazzo, i Mantegna ad Acquaviva delle Fonti per
parlare con loro e cogliere l’essenza della loro “pugliesità”,
l’italianità che li ha resi bravi e famosi.

Frank è americano e
pugliese al 100%. Raccontavo prima della sua solarità, ma anche della sua
testardaggine, lui vuole “sfondare” perché ama visceralmente il
cinema, forse è quel tipo d’uomo che gli psicologi definiscono
“Kidadult” o “Peter Pan”, un individuo che non ha voglia di
crescere. Un consiglio, Frank, rimani così, non mollare il bambino che è
in te.
Frank Gigante però non è solo
un sognatore, è anche un imprenditore, ha fondato una sua linea di moda Hip
Hop insieme ad un socio, presenta le collezioni con sfilate e fashion
show, si sta occupando di Puglia Growing Up, business-party che si
terrà a New York.
In tutto questo marasma di
business e cinema, c’è una persona, sua moglie, una donna molto forte
con un bel caratterino e tanta pazienza, e poi Frank è anche un papà
affettuoso e decisamente molto, molto italiano. Qui devo aprire una
parentesi: ho viaggiato molto e ho vissuto molto all’estero e anche se
la famiglia italiana sta decisamente cambiando, certi stereotipi tipo “i
figli so piezze e core…” beh…vorrei tanto che rimanessero tali,
perché le mamme e i papà italiani hanno un modo di rapportarsi ai loro
figli in maniera quasi “animalesca”, un sano e bellissimo istinto
primordiale che li rende unici.
Era solo una parentesi, ma la
dura realtà è un’altra: sempre più nei fatti di cronaca i figli sono
fatti a pezzi e/o anche viceversa, a cadere sotto le grinfie di figli
carogne sono i genitori…
Ah nostalgia canaglia!
Torniamo a Frank: noi lo
ospitiamo, semisconosciuto attore, fra le pagine di questo giornale e un
domani ci auguriamo che la bravura di questo figlio di due nazioni così
diverse tra loro inviti la redazione de L’Idea Magazine alla
serata degli Oscar, per cominciare, magari, come attore non
professionista…poi si vedrà.
Auguri FRANKIE FACCIATOSTA,
facciamo tutti il tifo per te.
N.B.
<Chi
vuole mandare un saluto a Frank, può farlo via e-mail: il suo sito è www.frankgigante.com
IDEA
SETTEMBRE 2005

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