.::SETTEMBRE 2005::.

Who’s who?

FRANK GIGANTE

ASTRO NASCENTE DEL CINEMA

di Isabella Rossiello

Le cose succedono per caso, a volte decidi che vuoi una realtà oggettiva e puoi ottenerla o meno, c’è la fortuna di mezzo, o le persone giuste al momento giusto o il destino…chissà. Non voglio parlarvi di filosofie di vita o altro ma questa premessa mi serve per introdurvi un personaggio, presentatomi giusto un anno fa. Chi è chi? Già, chi è questo misterioso personaggio, da dove sbuca, cosa faceva, cosa fa e perché gli dedico un articolo su “L’Idea Magazine”? Cominciamo con il nome: Frank Gigante. Nato a Hoboken, New Jersey, il primo febbraio 1968 al St. Mary’s Hospital, stessa città e ospedale che hanno dato i natali a Frank Sinatra (primo segno del destino?). Figlio d’Antonio e Maria Gigante, entrambi di Mola di Bari (altro segno del destino: i fondatori de “L’Idea Magazine” sono molesi). Frank cresce a Jersey City e già da bambino sogna il cinema. Quanti di noi hanno sognato da piccoli di fare il dottore, la maestra, l’astronauta, di fare del cinema…? Frank ci sta riuscendo, anche grazie alla fiducia e all’aiuto dei suoi amatissimi genitori. Certo la sua è una carriera ancora in salita, ma è un grande caratterista, un bravo attore e soprattutto una persona radiosa, ti mette di buonumore, anche se stai meditando il suicidio; è una dote notevole di questi tempi, bisogna ammetterlo. Badate però che non è un comico o un pagliaccio, anzi ha dimostrato notevoli doti d’attore drammatico. Frank è un italo-americano che comincia ad avere successo nella patria dei genitori e poi, speriamo, in quella dove è nato. Che strano il destino, per chi ci crede, of course! Frequenta a N.Y. il Basic Acting Course e in Italia l’Italy Ballet Center Refresh Act course and Method Acting. Fa ruoli di comparsa al cinema in “Al John and Jack” con Aldo Giovanni e Giacomo, tre tra i maggiori comici italiani, fa teatro (balletto ispirato a “C’era una volta in America”), televisione in Italia, (Telenorba la più grande Tv locale del Sud. La serie ha successo in TV e diventa un film: L’ARIA AMARA (in uscita in tutta Italia ottobre 2005) nel quale interpreta un importante boss mafioso. C’è un incontro però forse decisivo: un giovane regista pugliese di Polignano a Mare, Gianni Torres, già vincitore di premi per film sempre “preziosi”, di nicchia. Un regista sempre a caccia di “personalità” che sono poi l’essenza del film, la storia gira intorno a loro e non il contrario… A Hollywood, il film “La guerra dei mondi”, ad esempio, sarebbe potuto essere interpretato con uguale bravura da George Clooney o Brad Pitt invece che da Tom Cruise; per Gianni, invece, è l’attore che crea il film e non viceversa. Gianni Torres mi ricorda in qualche modo Federico Fellini. Anche lui incontrava delle persone “speciali” alla loro maniera, e ne faceva degli indimenticabili “personaggi”per i suoi film. Così Frank, l’americano-molese, diviene FRANKIE FACCIATOSTA. In questo film Frank non deve recitare in senso stretto, ma semplicemente essere se stesso. È un po’ la sua storia, un italo americano che cerca il segreto del successo dei suoi idoli italoamericani di sempre: Joe Mantegna, John Turturro, Sylvester Stallone, Rodolfo Valentino. Il film sarà presentato a Hollywood, e spero che la comunità italiana, e non solo, abbia modo di vedere la nostra regione, i suoi paesaggi, la sua gente, i suoi dialetti o per lo meno un lato di questa “metamorfosi” continua chiamata Puglia. Il soggetto del film è intrigante e poetico insieme: FRANKIE FACCIATOSTA viene in Puglia, cerca i parenti di Stallone a Gioia del Colle, quelli di Turturro a Giovinazzo, i Mantegna ad Acquaviva delle Fonti per parlare con loro e cogliere l’essenza della loro “pugliesità”, l’italianità che li ha resi bravi e famosi.

Frank è americano e pugliese al 100%. Raccontavo prima della sua solarità, ma anche della sua testardaggine, lui vuole “sfondare” perché ama visceralmente il cinema, forse è quel tipo d’uomo che gli psicologi definiscono “Kidadult” o “Peter Pan”, un individuo che non ha voglia di crescere. Un consiglio, Frank, rimani così, non mollare il bambino che è in te. Frank Gigante però non è solo un sognatore, è anche un imprenditore, ha fondato una sua linea di moda Hip Hop insieme ad un socio, presenta le collezioni con sfilate e fashion show, si sta occupando di Puglia Growing Up, business-party che si terrà a New York. In tutto questo marasma di business e cinema, c’è una persona, sua moglie, una donna molto forte con un bel caratterino e tanta pazienza, e poi Frank è anche un papà affettuoso e decisamente molto, molto italiano. Qui devo aprire una parentesi: ho viaggiato molto e ho vissuto molto all’estero e anche se la famiglia italiana sta decisamente cambiando, certi stereotipi tipo “i figli so piezze e core…” beh…vorrei tanto che rimanessero tali, perché le mamme e i papà italiani hanno un modo di rapportarsi ai loro figli in maniera quasi “animalesca”, un sano e bellissimo istinto primordiale che li rende unici. Era solo una parentesi, ma la dura realtà è un’altra: sempre più nei fatti di cronaca i figli sono fatti a pezzi e/o anche viceversa, a cadere sotto le grinfie di figli carogne sono i genitori… Ah nostalgia canaglia! Torniamo a Frank: noi lo ospitiamo, semisconosciuto attore, fra le pagine di questo giornale e un domani ci auguriamo che la bravura di questo figlio di due nazioni così diverse tra loro inviti la redazione de L’Idea Magazine alla serata degli Oscar, per cominciare, magari, come attore non professionista…poi si vedrà. Auguri FRANKIE FACCIATOSTA, facciamo tutti il tifo per te.

N.B. <Chi vuole mandare un saluto a Frank, può farlo via e-mail: il suo sito è www.frankgigante.com

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