.::MARZO 2009::.

L’EVENTO A ROMA DEI

“GIOVANI ITALIANI”

di Mary Calvi

La prima “Conferenza dei giovani italiani nel mondo”, si è svolta a Roma nel dicembre scorso, presentandosi come un Evento. È stata la Prima Conferenza che ha riunito, in rappresentanza di ben trentotto Paesi di ogni continente, tutti i giovani connazionali residenti all’estero. È stata una Conferenza ideata per i giovani, per mettere a confronto le proprie esperienze di vita all’estero e per permettere di creare un contatto con gli altri coetanei che vivono, studiano e lavorano in Italia. Una Conferenza pensata per ascoltare: per ascoltare le svariate idee, e le proposte per migliorare insieme l’Italia. I giovani sono una risorsa importante, siamo arrivati in una fase storica in cui il sapere è la forma più preziosa di ricchezza, e l'Italia non può e non deve rassegnarsi di fronte a quella nuova forma di emigrazione che è stata definita giustamente la “fuga dei cervelli”. È veramente una grave dimostrazione di irresponsabilità politica constatare che migliaia di giovani laureati e ricercatori scientifici debbano ogni anno abbandonare l'Italia per proseguire all'estero i loro studi, e poi, dopo questa constatazione, non fare pressoché nulla per invertire la tendenza e far sì che possano mettere il loro sapere al servizio della nostra società e delle nostre imprese. Sarebbe davvero un bel giorno, quello in cui, Governo e Parlamento, maggioranza e opposizione, dovessero approvare, con i finanziamenti adeguati per le nostre università e i centri di ricerca, un piano per far sì che Made in Italy non sia soltanto per i prodotti gastronomici ma soprattutto per l’eccellenza del sapere, brevetti, tecnologia d’avanguardia. Investire sui giovani significa anche intensificare gli sforzi per un’effettiva valorizzazione delle nuove generazioni di italiani residenti all'estero, perché mantengano forte il legame di appartenenza con la propria terra d’origine, con la terra dei loro padri. Quella Terra dalla quale migliaia e migliaia di italiani “normali”, pieni di speranza e di illusioni, partirono alla ricerca di una vita migliore, di un futuro più dignitoso per loro stessi e per i propri figli, senza mezzi e senza conoscere la lingua, senza la propria famiglia, affrontando e superando difficoltà di ogni genere. Ed è stato grazie all’impegno di tanti emigrati uomini e donne di successo che si è diffusa nel mondo la cultura italiana e si sono affermati importanti aspetti del nostro vivere quotidiano. La generazione di giovani emigrati rappresenta un riepilogo felice tra una piena italianità culturale e linguistica ed il senso di appartenenza al Paese nel quale si è cresciuti e formati. Questa Conferenza è stata un’occasione per riflettere su cosa vuol significare essere italiani, la distinzione è chiara tra l’amore e il rispetto per le tradizioni di un popolo. Amare la propria Patria significa essere consapevoli di quell'identità, ma occorre essere altrettanto consapevoli che non esiste una nazione superiore ad un'altra, perché solo in questo modo metteremo all’angolo la discriminazione, dando ampio spazio e vita ad una vera integrazione sociale.

IDEA MARZO 2009

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