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L’EVENTO A ROMA DEI
“GIOVANI
ITALIANI”
di
Mary Calvi
La prima “Conferenza dei giovani
italiani nel mondo”, si è svolta a Roma nel dicembre scorso,
presentandosi come un Evento.
È stata la Prima Conferenza
che ha riunito, in rappresentanza di ben trentotto Paesi di ogni
continente, tutti i giovani connazionali residenti all’estero.
È stata una Conferenza ideata
per i giovani, per mettere a confronto le proprie esperienze di vita
all’estero e per permettere di creare un contatto con gli altri coetanei
che vivono, studiano e lavorano in Italia.
Una Conferenza pensata per ascoltare: per ascoltare le svariate idee, e le
proposte per migliorare insieme l’Italia.
I giovani sono una risorsa
importante, siamo arrivati in una fase storica in cui il sapere è la
forma più preziosa di ricchezza, e l'Italia non può e non deve
rassegnarsi di fronte a quella nuova forma di emigrazione che è stata
definita giustamente la “fuga dei cervelli”. È
veramente una grave dimostrazione di irresponsabilità politica constatare
che migliaia di giovani laureati e ricercatori scientifici debbano ogni
anno abbandonare l'Italia per proseguire all'estero i loro studi, e poi,
dopo questa constatazione, non fare pressoché nulla per invertire la
tendenza e far sì che possano mettere il loro sapere al servizio della
nostra società e delle nostre imprese.
Sarebbe davvero un bel giorno,
quello in cui, Governo e Parlamento, maggioranza e opposizione, dovessero
approvare, con i finanziamenti adeguati per le nostre università e i
centri di ricerca, un piano per far sì che Made in Italy non sia soltanto
per i prodotti gastronomici ma soprattutto per l’eccellenza del sapere,
brevetti, tecnologia d’avanguardia.
Investire sui giovani significa
anche intensificare gli sforzi per un’effettiva valorizzazione delle
nuove generazioni di italiani residenti all'estero, perché mantengano
forte il legame di appartenenza con la propria terra d’origine, con la
terra dei loro padri. Quella Terra dalla quale migliaia e migliaia di
italiani “normali”, pieni di speranza e di illusioni, partirono alla
ricerca di una vita migliore, di un futuro più dignitoso per loro stessi
e per i propri figli, senza mezzi e senza conoscere la lingua, senza la
propria famiglia, affrontando e superando difficoltà di ogni genere. Ed
è stato grazie all’impegno di tanti emigrati uomini e donne di successo
che si è diffusa nel mondo la cultura italiana e si sono affermati
importanti aspetti del nostro vivere quotidiano.
La generazione di giovani
emigrati rappresenta un riepilogo felice tra una piena italianità
culturale e linguistica ed il senso di appartenenza al Paese nel quale si
è cresciuti e formati.
Questa
Conferenza è stata un’occasione per riflettere su cosa vuol significare
essere italiani, la distinzione è chiara tra l’amore e il rispetto per
le tradizioni di un popolo. Amare la propria Patria significa essere
consapevoli di quell'identità, ma occorre essere altrettanto consapevoli
che non esiste una nazione superiore ad un'altra, perché solo in questo
modo metteremo all’angolo la discriminazione, dando ampio spazio e vita
ad una vera integrazione sociale.
IDEA
MARZO 2009

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