.::MARZO 2008::.

LA CITTÀ DI NEW YORK

COMMEMORA

IL GRANDE

 FIORELLO LA GUARDIA

di Amalia Anzalone

In una serata mite di dicembre, Gracie Mansion, la grande villa sul lato Est dell’isola di Manhattan riservata esclusivamente come residenza ufficiale ai sindaci della città di New York, ha ospitato una cerimonia in occasione del 125esimo anniversario della nascita del leggendario sindaco Fiorello La Guardia. Gracie Mansion non é estranea a cerimonie per i sindaci della nostra città e le loro famiglie. Questa dell’undici dicembre 2007 é stata però una cerimonia particolare, dato che a distanza di 60 anni dalla scomparsa di Fiorello La Guardia, i salotti di Gracie Mansion erano gremiti di persone invitate ad onorare la memoria del primo sindaco Italo-Americano di New York, che fu a capo della città durante la più difficile era economica nella storia degli Stati Uniti. Fiorello La Guardia, sindaco dal ’33 al ’45, fu anche il primo sindaco a vivere nella storica villa Gracie Mansion. Gli ospiti della serata, tra cui il console generale d’Italia a New York Francesco Maria Talò, comprendevano molte personalità del mondo politico che, durante i loro discorsi, non solo hanno elogiato Fiorello La Guardia, ma hanno anche affermato che, oltre ad essere considerato il più grande italiano d’America, La Guardia ha anche dimostrato una grande leadership durante gli anni della grande depressione economica americana. Il suo modo di governare resterà un modello per chiunque cerchi una guida per come governare una grande città. Presenti alla cerimonia c’erano anche i famigliari di Fiorello La Guardia. La Dottoressa Katherine La Guardia con la sua famiglia e sua sorella Juliet La Guardia si sono soffermati a parlare del loro nonno, che nelle vesti di sindaco ha migliorato il tenore di vita della città di New York. Basta parlare con le sorelle La Guardia pochi minuti per capire subito il loro amore per il nonno Fiorello, che ha lasciato una scia di rispetto per le strade della città che lui tanto amava. Katherine La Guardia portava con orgoglio il bracciale con appesa una grossa medaglia raffigurante un treno, che suo nonno ebbe come dono dalla società che gestiva le linee di trasporti locali in ringraziamento per i tanti lavori nella metropolitana da lui iniziati. Il sindaco Mike Bloomberg, in visita in Cina inviò un messaggio nel quale ricordava Fiorello La Guardia come grande sindaco umanitario sempre al servizio di tutti i newyorchesi. L’ex sindaco di New York Ed Koch, nel suo lungo discorso asserì che Fiorello La Guardia é stato il più grande sindaco che la città di New York abbia mai avuto, e che senz’altro sarà il migliore sindaco che New York potrà mai avere. Koch aggiunse che i lavori fatti durante la sua amministrazione sono una testimonianza di quanto benessere la città ha avuto da questo sindaco e che i progetti edili da lui iniziati hanno dato lavoro di costruzione a migliaia di persone. Koch continuò, asserendo che trovava molte similarità tra La Guardia e l’attuale sindaco Mike Bloomberg. Entrambi ebbero un inizio di vita molto modesto e ciononostante riuscirono ad arrivare alla carica di sindaco della più grande città degli Stati Uniti, grazie alla loro tenacità. Da notare poi il loro ottimo rapporto con i cittadini di New York. Durante la serata si é continuato a parlare di Fiorello La Guardia, riepilogando la sua vita e sottolineando come un figlio d’emigranti é arrivato a raggiungere quello che altri figli d’emigranti dell'epoca non osavano nemmeno sognare. Chiamato semplicemente Little Flower, La Guardia nei suoi dodici anni a capo della città ha lasciato delle impronte molto profonde. Strade che portano il suo nome, un aeroporto, un college e uno dei più famosi licei del mondo sono dedicati a lui e ci ricordano della grandezza di quest’uomo, figlio del musicante Achille La Guardia che giunto a New York nel 1880 da Cerignola, Foggia, insieme a sua moglie in cerca di una vita migliore, ha avuto la fortuna che forse tutti gli emigranti sperano, ossia quella di vedere un futuro brillante non solo per loro, ma anche per i loro figli. Fiorello Enrico La Guardia nacque nel Bronx il 11 dicembre 1882, ma crebbe in Arizona, dove la famiglia si dovette trasferire per ragioni di lavoro del padre. All’età di diciassette anni si trasferisce a Trieste con i genitori e sua sorella e trova lavoro presso diversi consolati americani in Europa. Nel 1906, due anni dopo la scomparsa del padre, la famiglia ritornò a New York, e Fiorello riprese subito gli studi all’università. Si laureò in legge alla New York University ai primi dello scorso secolo, in un’epoca nella quale gli atenei americani non erano esattamente gremiti da studenti italo-americani. Data la sua vasta conoscenza di lingue, durante i suoi anni di studio lavorò come interprete per il Servizio Immigrazione a Ellis Island. Conosceva ben sette lingue: inglese, italiano, francese, tedesco, ungherese, ebraico, e yiddish. Il suo lavoro a Ellis Island, l’isola di sbarco degli emigranti provenienti da tutto il mondo, lo mise a conoscenza dei problemi che gli emigranti incontravano e dovevano affrontare all’arrivo a New York. Al termine dei suoi studi, nel 1910, iniziò ad esercitare la professione legale e non fu timido ad estendere la mano ad emigranti che cercavano il suo aiuto. Nel 1915 diventò Assistente Procuratore Generale di New York. L’anno dopo fu eletto al Congresso. Traguardi che nessun italo-americano aveva mai raggiunto. Quando, nel 1933, vinse le elezioni per la posizione di sindaco, molti affermarono che l'avvocato dei lavoratori sfruttati e il maestro delle scuole dei poveri era ora diventato primo cittadino della città. Fiorello La Guardia, orgoglioso di questi titoli, partì alla rincorsa per dare un contributo alla città intera e per continuare la sua missione di migliorare la vita dei poveri. Era sempre presente per le strade di New York perché voleva essere conosciuto da tutti i cittadini. Iniziò un programma che offriva appartamenti in affitto a persone di basso reddito. Sotto la sua direzione s’iniziarono numerosi lavori d’ampliamento della metropolitana e nuove scuole vennero costruite. Insistette sulla costruzione di aeroporti commerciali e controllò passo per passo i piani dell’aeroporto di Flushing che porta il suo nome. Grazie a lui, la città di New York cambiò esteticamente ed economicamente. Durante i suoi dodici anni a capo di New York City fu un sindaco incorruttibile e spesso parlò apertamente contro il fascismo e il nazismo. I suoi oppositori spesso gli dicevano che era un sindaco ebreo, data la religione di sua madre Irene, figlia dell’ebreo Abram Coen, residente a Trieste e sposato con la triestina Fiorina Luzzatto. Ma La Guardia era sempre pronto a difendersi con la stessa battuta di umorismo: “Non avevo mai creduto di avere abbastanza sangue ebraico nelle vene da giustificare il fatto di potermene vantare”. La Guardia riuscì sempre ad avanzare con passi da gigante, in una carriera politica durata fino alla fine dei suoi giorni. Nelle elezioni del ’45 avrebbe potuto di nuovo candidarsi, ma preferì trasferirsi alle Nazioni Unite, assumendo la carica di direttore generale per United Nations Relief and Rehabilitation Administration, una delegazione che lavorava per combattere la fame nel mondo. Lo storico sindaco di New York morì il 20 settembre del ’47, ma la sua memoria non é stata mai dimenticata. La sua vita é coronata da documentari, biografie e libri, tutte testimonianze che la città che lui ha reso più grande lo stima anche a distanza di anni. Anche i palcoscenici di Broadway hanno fatto la loro parte. Oltre dieci anni dopo la sua morte, lo spettacolo teatrale Fiorello! aprì a Broadway e nel ’59 vinse quattro Tony Awards e il Pulitzer Prize. Questo spettacolo musicale ritraeva la sua vita con musica e canti, proprio come La Guardia aveva iniziato la sua esistenza, ossia ascoltando la musica di suo padre Achille, musicista pugliese. Oggi la sua famiglia ha creato e cura una fondazione a scopo umanitario che porta il suo nome. Fiorello La Guardia avrebbe approvato di qualsiasi lavoro per aiutare l’umanità. Dopo tutto, l’avvocato, il maestro e l’amico dei poveri non ha mai desiderato corone d’alloro per la sua crociata contro grandi aziende commerciali, i ricchi e i razzisti, ma soltanto la soddisfazione di vedere appagato chi chiedeva il suo aiuto.

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