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Il ferrarese favoloso: Giovanni Boldini

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18 March 2015

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Il ferrarese favoloso: Giovanni Boldini

Giovanni Boldini da Ferrara a Parigi.

Musei San Domenico, Forlì dal primo febbraio al 14 giugno con un costo irrisorio si può ammirare una delle mostre più complete di Giovanni Boldini.

127Boldini ebbe fama in vita e anche postuma per nostra e sua fortuna, la sua vita non fu sempre facile, nasce ottavo di tredici figli il 31 dicembre 1842, suo padre Antonio era pittore e restauratore, Giovanni, chiamato Zanin in famiglia, ha già un terreno fertile ed è suo padre a dargli i primi rudimenti di disegno.
A Ferrara frequenta corsi di pittura e nel 1862 lo ritroviamo a Firenze studia arte ed è ospite assiduo del Caffè Michelangelo, ritrovo di artisti fiorentini, frequenta il bel mondo dell’epoca, soprattutto la famiglia Falconer e dipingerà a tempera stesa a secco, la saletta della loro villa a Pistoia chiamata la “Falconiera” visibile in questa mostra.
L’ esposizione è strutturata in modo intelligente e piacevole, ci si sente guidati in un percorso di giovane e poi maturità artistica, interessante e compreso nel prezzo, una specie di telefonino dove ad ogni numero scritto sulla didascalia, corrisponde storia e la critica del quadro.
Nel 1866 lo ritroviamo a Napoli, nel 1867 in Francia ancora con i Falconer, visita l’Esposizione Universale e conosce Edgar Degas, e Edouard Manet presenti anche nella sua mostra, con un quadro di Modigliani, Van Dyck, De Nittis, Goya, una mostra completa con amici pittori e suoi ispiratori.
Nel 1871 si stabilisce a Parigi e apre uno studio dove convive con la sua modella e amante Berthe che lui ritrae spessissimo e in atteggiamenti molto diversi ed estremamente femminili e moderni.
È sotto l’ala protettrice del mercante d’arte Goupil per cui operano anche tantissimi altri pittori.
Meravigliosi tutti i suoi lavori, le sue donne, le sue istantanee di un’epoca di cui ammiriamo i superbi abiti, le altere signore, i gioielli, i nastri, i cappelli i gioielli.
126Grandiosi i due ritratti che tutti conosciamo di Giuseppe Verdi che, come racconta la memoria del telefonino, quel giorno era piuttosto arrabbiato tanto dal non voler nemmeno mettersi in posa e togliersi il cappello.
Fantastiche sono le sue pennellate quasi nervose e veloci a voler davvero rubare l’attimo, c’è un braccio di dama eburneo che pare raccogliere crisantemi forse caduti, forse appena raccolti … sarà la fantasia di ognuno di noi a raccontarsi la storia.
Intanto la relazione con Berthe è finita e troviamo Giovanni con la contessa Gabrielle de Rasty, superba nobildonna della quale espone un ritratto al Salon a Parigi.
Boldini_signora_in_rosaGiovanni Boldini oramai è richiestissimo non solo dalle dame del bel mondo ma anche i suoi ritratti di uomini hanno sempre qualcosa di particolare a parte l’eleganza, il ritratto di un uomo con libro il cui dito è infilato tra le pagine a mò di segnalibro come se il modello sapesse che il quadro sarà fatto in fretta e lui ritornerà a leggere, ugualmente un altro signore che infila il dito nel panciotto e che non sembra in posa ma pare dire “sbrighiamoci ho da fare”!
Espone alla Biennale di Venezia, all’esposizione di Parigi, alla galleria d’arte di Roma. A Parigi dà lezione di pittura alla ricchissima giovane americana Ruth Sterling, sarà ospite a Palermo della ricca famiglia Florio ed esegue il ritratto di Donna Franca moglie di Don Ignazio che non gradisce però il ritratto di sua moglie in nero con una ampia scollatura e lunghe perle, per il marito, lei assomiglia troppo a quelle che sono chiamate le Demi-Mondaine, le allegre donnine parigine, Giovanni lo modifica. Questo meraviglioso quadro ha una storia molto travagliata infatti dopo il dissesto finanziario dei Florio fu acquistato dal Barone Rothschild per l’ingente cifra di un milione di lire, trafugato dai nazisti in Germania subì gravi danni, oggi lo ritroviamo in tutto il suo splendore.

128Pur non avendo le Phisique du role, Giovanni è molto amato dalle donne, il critico d’arte Mandelli lo chiama “lo Gnomo” lo ritroviamo dopo molte amanti con la Signora De Joss De Couchy.
Siamo nel 1914 iniziano sinistri bagliori della prima guerra mondiale, lo ritroviamo a Nizza con la nuova modella Nina e vi rimane sino al 1918, è insignito della Legione d’Onore, è carico di riconoscimenti e di gloria ma la sua vista è molto indebolita, conosce la giornalista Emilia Cardona e la sposa nel 1929, l’undici luglio 1931 muore a Parigi e la sua salma sarà tumulata nel cimitero delle Certosa di Ferrara accanto ai genitori.
Le donne, passione di Boldini ma anche paesaggi, ritratti, tutto ha una pennellata che tende a dare maggiore allure alle sue opere, in ogni caso le sue donne hanno sempre qualcosa di sfuggente quasi mai infatti guardano negli occhi il visitatore sono donne inavvicinabili, lo erano nella realtà e il pittore non ha fatto altro che rubare la loro anima e regalarcela per sempre.
imagesLa mostra affascina per i tocchi di rosso anche minimi nei suoi quadri, la pietra di un anello, una pochette, insomma un dettaglio che attrae l’attenzione anche solo per un attimo per restituirci in ogni caso la magnificenza del tutto.
Abiti fascianti, fruscianti, pizzi, rasi, seta, nastri, fiocchi, cappellini, piume,scollature ardite ma mai volgari scarpe a punta, mani, braccia, lunghe trasparenti, come il riflesso delle perle.
Uno spettacolo indimenticabile e viene voglia di avere una macchina del tempo per conoscerle queste donne, questo mondo, questi fermenti che ponevano le basi per una modernità che di lì a poco sarebbe esplosa con tutti i lati positivi e negativi della nostra epoca, grazie Maestro.

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Isabella Rossiello

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