Tuesday, Nov. 21, 2017

Il Teatro La Fenice di Venezia mette in scena Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti

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3 May 2017

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Il Teatro La Fenice di Venezia mette in scena Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti

Recensione di Salvatore Margarone e Federico Scatamburlo

Opera immortale, Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti è uno fra i titoli più amati dal pubblico d’opera di ogni tempo e ha rappresentato un passaggio cruciale, quasi un’ ‘iniziazione’, per interpreti leggendarie quali Maria Callas, Renata Scotto, Joan Sutherland. Dopo il trionfale debutto napoletano del 1835, la sfortunata storia d’amore di Lucia ed Edgardo non cesserà più di essere rappresentata nei palcoscenici di tutto il mondo. Lo stesso autore ne propone una versione francese che incanterà il Théâtre de la Renaissance quattro anni dopo, per essere poi riproposta nel tempio della musica d’Oltralpe, l’Opéra, nel 1846. (dalla presentazione della Fondazione Teatro La Fenice)Lucia Edgardo Enrico

La nuova messa in scena di quest’anno del Teatro La Fenice, che porta la firma di Francesco Micheli per la regia con le scene curate da Nicolas Bovey e le luci di Fabio Barettin, è molto particolare: anche se non ben identificato il periodo storico in cui il regista dipana la storia, forse i primi del novecento, risulta comunque ben congegnata e strutturata nel racconto, si segue con facilità ed è particolarmente affascinante in alcuni momenti. Sul palcoscenico solo un mucchio di vecchi mobili accatastati all’apertura del sipario e che man mano vengono mossi in scena manualmente a segnalare la decadenza della famiglia Ashton; i costumi molto semplici di Alessio Rosati sottolineano l’appartenenza alle famiglie in questione ovvero i personaggi facente parte delle stesse, identificando con soprabiti in velluto rosso la famiglia di Edgardo di Ravenswood e verde per la famiglia di Lucia Asthon.

Fondazione Teatro La Fenice GAETANO DONIZETTI, LUCIA DI LAMMERMOOR Direttore Riccardo Frizza Regia Francesco Micheli Photo ©Michele Crosera

Fondazione Teatro La Fenice GAETANO DONIZETTI, LUCIA DI LAMMERMOOR
Direttore Riccardo Frizza
Regia Francesco Micheli
Photo ©Michele Crosera

Semplicità anche negli abiti indossati da Miss Lucia (Nadine Sierra): nel primo atto una semplice sottoveste bianca ed un abito da sposa con qualche pizzo; nel terzo atto ritorna la sottoveste bianca per la scena della pazzia.

Da notare come in questa produzione sia stato inserito il “sangue” sulla scena: solo qualche riferimento al rosso con l’unico bicchiere “rosso” sul tavolo dove si svolge la scena della pazzia, che  rievocava anche il rosso di Edgardo, e il vino (finto) dentro i bicchieri che Lucia si versa addosso, macchiandosi la sottoveste e ricordando così l’assassinio del marito compiutosi poco prima, nelle sue stanze, per sua stessa mano.

Fondazione Teatro La Fenice GAETANO DONIZETTI, LUCIA DI LAMMERMOOR Direttore Riccardo Frizza Regia Francesco Micheli Photo ©Michele Crosera

Fondazione Teatro La Fenice GAETANO DONIZETTI, LUCIA DI LAMMERMOOR
Direttore Riccardo Frizza
Regia Francesco Micheli
Photo ©Michele Crosera

Tutti sappiamo che quando si parla di Lucia di Lammermoor si pensa subito al finale del secondo atto, cioè la Scena della Pazzia di Lucia: sul finire di una storia d’amore travagliata, piena di intrighi famigliari e sotterfugi strategici, la protagonista Lucia perde il senno per amore e muore per la disperazione. Oppure la fine del primo atto con il famosissimo sestetto “Chi mi frena in tal momento” dove i personaggi interagisco tra loro in una apoteosi musicale  che è pietra miliare della storia operistica. Qui si è al culmine di quel teatro operistico in cui musica, voce e doti attoriali dei cantanti emergono maggiormente e dove la resa non è sempre soddisfacente.

Non è il caso di questa serata in cui la splendida Nadine Sierra veste i panni di Miss Lucia e ne sfoggia carattere e drammaturgia, un connubio che, grazie alla sua voce cristallina, regala una vasta gamma di colori e gioca con la sua vocalità centrando in pieno il personaggio. Ottime sia “Regnava nel silenzio” (primo atto) che la grande scena della pazzia finale.

Fondazione Teatro La Fenice GAETANO DONIZETTI, LUCIA DI LAMMERMOOR Direttore Riccardo Frizza Regia Francesco Micheli Photo ©Michele Crosera

Fondazione Teatro La Fenice GAETANO DONIZETTI, LUCIA DI LAMMERMOOR
Direttore Riccardo Frizza
Regia Francesco Micheli
Photo ©Michele Crosera

Non è da meno Francesco Demuro che interpreta Edgardo di Ravenswood: voce brillante e squillante, bel legato di fiato, interpreta l’amato tradito con passione e grande stile, senza scadere in manierismi inopportuni. Ottima l’esecuzione della sua ultima aria “Tombe degli avi miei” nel secondo atto e la struggente cabaletta finale “Tu che a Dio spiegasti l’ali” che è considerata uno dei brani d’opera più belli per voce tenorile.

Lord Enrico Asthon è interpretato da Markus Werba: è in scena il carattere, ma anche la debolezza umana e la fragilità. Ottima la sua interpretazione vocale e drammaturgica, oltre ad un’ottima interazione con i suoi comprimari. Il bel timbro vocale, caldo ma non eccessivamente scuro e la morbidezza del suo canto hanno colpito il pubblico che lo ha applaudito più volte a scena aperta.

Fondazione Teatro La Fenice GAETANO DONIZETTI, LUCIA DI LAMMERMOOR Direttore Riccardo Frizza Regia Francesco Micheli Photo ©Michele Crosera

Fondazione Teatro La Fenice GAETANO DONIZETTI, LUCIA DI LAMMERMOOR
Direttore Riccardo Frizza
Regia Francesco Micheli
Photo ©Michele Crosera

Ottimo anche il resto del cast scelto: Raimondo Bidebent, Simon Lim; Lord Arturo Bucklaw, Francesco Marsiglia; Alisa, Angela Nicoli; NormannoMarcello Nardi.

Splendida l’Orchestra del Teatro La Fenice diretta dal M° Riccardo Frizza, che in questa occasione ha messo in campo la “Glassarmonica” per accompagnare la scena della pazzia, riproponendo così la prima versione donizettiana dell’opera che in seguito fu riscritta dallo stesso Donizetti per Flauto.

Impeccabile come sempre il Coro diretto da Claudio Marino Moretti .Lucia primo atto

Pubblico soddisfatto e standing ovation alla fine per gli artisti con lunghi applausi per Nadine Sierra, Francesco Demuro e Markus Werba.

(La recensione si riferisce alla recita del 27 Aprile 2017)

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Salvatore Margarone

Nasce a Catania nel 1972, si diploma in pianoforte al Conservatorio Statale di Musica Tito Schipa di Lecce sotto la guida del Maestro Dario Nicoletti. Agli studi pianistici affianca quelli di Organo e Composizione Organistica con il Maestro Gianluca Libertucci (Organista Ufficiale del Vaticano) e Composizione con Letizia Spampinato. Si perfeziona in esecuzione pianistica con Fabrizio Migliorino, Paul Badura Skoda. Alla carriera solistica affianca quella Vocale da Camera in duo con il soprano Stefania Pistone, con la quale segue i corsi specialistici sul Lied Tedesco di Elio Battaglia ad Acquasparta e a Salisburgo presso il Mozarteum. Da questo incontro inizia una lunga collaborazione con il maestro Battaglia accompagnando i corsi di canto lirico tenuti negli anni a seguire a Napoli e Catania, incidendo dal vivo, nel 2001, un CD delle Arie da Camera di V. Bellini per il bicentenario della nascita del compositore catanese. Vincitore di oltre 30 Concorsi Nazionali e Internazionali in duo liederistico con il soprano Stefania Pistone, pubblicano insieme tre Saggi Critici: Il Lied e Franz Schubert, Il Lied e L.v.Beethoven e La Romana da Salotto Italiana, tutti con CD allegato editi dalla Casa Musicale Eco di Monza. Con la stessa casa editrice prosegue una fruttuosa collaborazione che lo porta a pubblicare revisioni pianistiche di raccolte di lieder tra cui: Zelter, Mozart, Schubert, Schumann, Liszt, Brahms, Wagner, Wolf, ecc… in più due Antologie di Lieder per i Conservatori e Raccolte di Arie D’Opera. Si è esibito per enti lirici, tra i quali Teatro Bellini di Catania, Teatro Paisiello di Lecce, Teatro Comunale di Merano, varie associazioni ed enti pugliesi, ecc… all’estero Wiener Saal di Salisburgo, Gabinete Letteral di Las Palmas di Gran Canaria ecc…; stagioni concertistiche a livello internazionale tra cui : Settembre Musica 2001, per una “Maratona Beethoven”, dove nella stessa giornata si esibiva anche il Maestro Riccardo Muti con l’orchestra del Regio di Torino. Negli ultimi anni è stato direttore artistico del Circolo della Lirica di Padova, dove vive tutt’ora, proseguendo l’attività pianistica. Nel 2014, in occasione del 150° anniversario della nascita di Richard Strauss, pubblica il volume “Richard Strauss, Uomo e musicista del suo tempo” edito dalla Casa Musicale Eco di Monza, riscuotendo notevoli consensi di critica sulle maggiori testate giornalistiche specializzate (GB OPERA MAGAZINE, OPERACLICK, BELLININEWS, SUONARE NEWS, ecc…) Attualmente è impegnato nella stesura di un nuovo volume “Il Melodramma”, dalle origini ai giorni nostri, ed una Biografia su Sergej Rachmaninoff e la scuola russa. Si dedica con passione alla didattica del pianoforte e del canto, ed è docente presso l’Istituto Comprensivo Statale “Ricci Curbastro” di Padova.

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