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.::MARZO 2010::. |
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IL BRONZINO PER LA PRIMA VOLTA A NEW YORK di Tiziano Dossena
Un’altra “prima assoluta” al Metropolitan Museum di New York che porterà certamente molta gioia, sia agli appassionati d’arte dell’area metropolitana sia alla comunità italiana locale: I Disegni del Bronzino (1502-1572). Queste sessanta meravigliose e rare opere d’arte, che provengono principalmente da altri musei (Galleria degli Uffizi di Firenze, Musée du Louvre, British Museum, Royal Library of Windsor Castle, Ashmolean Museum, Kupferstich-Kabinett Dresden, Staatliche Museen Berlin) e collezioni private, nel passato sono state esposte al pubblico molto sporadicamente o addirittura non sono mai state mostrate in pubblico. La mostra, organizzata dal Metropolitan e dalla Galleria degli Uffizi, vuole essere un’introduzione formale all’oeuvre di questo rinomato ma molto spesso anche incompreso, sottovalutato e criticato artista rinascimentale. Le opere esposte dimostrano inequivocabilmente la sua profonda conoscenza del corpo umano, il suo genio inventivo e il suo talento per la composizione artistica. I bozzetti preparatori per importanti cicli d’affreschi, pale d’altare ed arazzi, rivelano la sensibilità artistica del Bronzino, allievo del Pontormo, uno dei padri fondatori del Manierismo (rinascimentale); quel mal compreso Manierismo, i cui esponenti sono stati spesso descritti come soggetti eccentrici o stravaganti, e che erroneamente fu definito “una vuota imitazione dell’ultimo cinquantennio del secolo precedente” e un simbolo di decadenza. In realtà, il Manierismo fu una corrente nata dalla necessità di “superare i limiti dell’armonia, dell’ordine e della perfezione, che hanno contraddistinto il Rinascimento, ispirandosi alla maniera, uno stile fatto di eleganza, armonia e sicurezza”. Fu questo, quindi, un periodo di sottile raffinatezza, eleganza, “giusto e consapevole equilibrio tra la razionalità dell’uomo e le bellezze della natura, tra il sentimento dell’uomo e la divinità”. Il termine “maniera”, sfortunatamente ed erroneamente, assunse con il passare del tempo diversi contenuti e “Manierismo” fu attribuito ad altre correnti artistiche e stili pittorici quasi esclusivamente come critica o deprezzamento delle qualità creative dell’artista. Agnolo di Cosimo di Mariano, detto il Bronzino, fu uno dei rappresentanti più rilevanti di questa corrente pittorica, alla quale appartenne anche Michelangelo Buonarroti. Il disegno Bronzinesco “comprende e possiede le forme, seguendone i contorni con una voluttà calma e nondimeno intense: la personalità dell’artista si assorbe e si confonde in quelle, palesandosi solo col renderle nette, definite, impeccabili, come ricreate in una materia preziosa e incorruttibile”. Il Bronzino “può essere considerato, dopo Michelangelo, come il migliore artista-poeta toscano del Cinquecento”. L’arte del Bronzino “è come un riflesso freddo e pacato, una distillazione limpida, una preziosa cristallizzazione di quella di Michelangiolo e di Pontormo. Il dinamismo ansioso e tragico di quei due artisti inquieti si placa e si immobilizza in Bronzino, spirito sereno e senza passioni”. “Il Bronzino è rimasto impresso nella memoria dei posteri più come ritrattista che come autore di opere monumentali […] poiché non si definisce un’opera d’arte in base al cumulo di lavoro e di abilità tecnica a essa applicato, bensì unicamente in base ai risultati. Il talento più congeniale del Bronzino si esplica, come già suggerisce l’osservazione delle figurazioni religiose e mitologiche, nell’immagine singola, nell’apparizione unica”. Sia Pontormo sia il Bronzino consideravano il disegno come esercizio necessario ed esclusivamente funzionale dell’opera pittorica finale, e non produssero disegni come opera artistica autonoma, distinguendosi in tal modo dai propri contemporanei. L’influenza del Maestro si può notare nei primi disegni del Bronzino, anche se la tendenza del giovane apprendista nel delineare con più accuratezza e a modellare le figure più a fondo è già distinguibile. Ciononostante, risulta molto difficile attribuire un disegno a l’uno o all’altro sia per la lunga collaborazione avvenuta tra i due artisti sia perché era usuale per gli apprendisti copiare le opere del proprio maestro e quindi acquisire il loro stile pittorico, la loro impronta grafica e la loro tavolozza. “I Disegni del Bronzino” porta alla comunità Newyorchese l’occasione unica e irripetibile di ammirare queste opere dell’artista fiorentino, normalmente disseminate in tutto il mondo, come sua rappresentativa magnum opus, e contemporaneamente offre una serie di letture (28 marzo e 9 aprile), film e visite guidate, sponsorizzate dall’Istituto Italiano di Cultura di New York, che complimentano ampiamente la mostra. Esortiamo i lettori a prendere atto di questa opportunità e di usufruirne. Oltre a ciò, per chi non possa visitare il museo, la mostra è accessibile via Internet.
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