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Italia
in pillole…
di
Isabella Rossiello

Cari
lettori, è estate, un’estate bizzarra qui in Italia, dato che il tempo
è impazzito e ci fa impazzire…ci si prepara per una giornata di
solleone e nel pomeriggio piove! Si torna a casa la sera e si arriva
infreddoliti perché la mattina ci si è vestiti leggeri. Uffa!!
Lasciamo
stare allora il tempo e parliamo di cose belle e brutte accadute in questi
mesi in Italia.
Sono
felice e di fare da ponte virtuale fra la vostra terra d’origine e
quella che vi ospita o di cui ormai siete parte integrante.
NINO
MANFREDI
Fare
necrologi non piace a nessuno; prima Agnelli e Sordi, poi Pantani, oggi
Manfredi, ma credetemi non parlare della morte di questo grandissimo
attore, anzi della sua vita e della sua carriera, mi sembra offensivo nei
riguardi dell’artista e dell’uomo.
Nato
il 22 marzo 1921 a Castro dei Volsci (Frosinone), Nino Manfredi si laurea
in giurisprudenza a Roma e successivamente s’iscrive all’Accademia
d’Arte Drammatica. Nel 1955 incontra la donna che gli resterà accanto
per tutta la vita: Erminia Ferrari, bellissima indossatrice. Nascono tre
figli, Roberta, Luca e Giovanna. Scompare a Roma il 4 giugno 2004.
La
vita di Manfredi si potrebbe raccontare in 5 righe, non è mai stato al
centro di scandali tranne una volta: nel 1985 s’innamora di una bulgara,
Svetlana Bogdanova, da cui ha una figlia che riconosce, ma questo gli
servirà di lezione per tutta la vita.
Il
presidente della Repubblica Ciampi lo ha definito: il cantore della
“sapienza popolare”
Manfredi impersona il ritratto di un italiano furbo ma non
vile, allegro ma non spensierato. Tutto il resto è lavoro e
passione.
Molti
i film da lui interpretati negli anni sessanta: "L’impiegato"
(1959) di Puccini, "La ballata del boia" (1963) di L. G.
Berlanga "Questa volta parliamo di uomini" (1964) di Lina
Wertmuller, "Made in Italy" (1965) di Nanni Loy "
Operazione San Gennaro" (1966) di Dino Risi, "Il padre di
famiglia" (1967) di Nanni Loy "Straziami ma di baci
saziami" (1968) di Dino Risi, "Vedo nudo" (1969) di Dino
Risi, "Nell’anno del Signore" (1969) di Luigi Magni. Nel
frattempo, ha debuttato dietro la macchina da presa con
"L’avventura di un soldato", episodio de "L’amore
difficile" (1962), tratto dall'omonima novella di Italo Calvino, cui
seguiranno "Per grazia ricevuta" (1971) e "Nudo di
donna" (1981): come attore, avrà ancora modo di distinguersi in
"Girolimoni" (1972) di Damiano Damiani, nel televisivo "Le
avventure di Pinocchio" (1972) di Luigi Comencini, in "Brutti,
sporchi e cattivi" (1976) di Ettore Scola, ne "La mazzetta"
(1978) di Sergio Corbucci, "Il giocattolo" (1979) di Giuliano
Montaldo, " Spaghetti house" (1982) di Giulio Paradisi, per
citare solo alcuni titoli e successi di pubblico e di critica.
Nino
prese la laurea solo per far felici i genitori ma il suo grande amore era
recitare e lo ha fatto da grande tra i grandi.
I
nomi dei suoi colleghi, i registi con cui ha lavorato sono sempre stati
garanzia di film d’autore, di qualità e molto spesso di impegno
sociale.
È indimenticabile il suo
ritratto di emigrante in una Svizzera all’epoca ancora ostile agli
Italiani.
Un
attore a tutto tondo: è un trionfo in teatro, nel ‘63, con una
straordinaria edizione del "Rugantino", il cinema gli regala
tante soddisfazioni, canzoni (tutti abbiamo canticchiato “Tanto pè cantà”,
la TV lo vede ospite di trasmissioni di successo, ma anche interprete
principale, come ad esempio l’enorme successo dell'edizione del 1960 di
“Canzonissima”.
Manfredi
conquista il pubblico con la celebre macchietta del "barista di
Ceccano" e il tormentone "Fusse che fusse la vorta bbona..."dove
esprime appieno la sua vena comica e genuina, alimentata dalle origini
"burine" mai dimenticate, anzi, valorizzate, quelle radici
ciociare delle quali aveva conservato la schiettezza rustica, l'approccio
disincantato con le persone e le cose, la testardaggine del
“contadino” e della sua lotta quotidiana con le avversità.
Un
successo meritatissimo poi bissato, anni più tardi, con “Pinocchio”,
dove interpretava un tenerissimo Geppetto, e con la serie: Linda e il
Brigadiere.
Un
attore squisitamente italiano che, al contrario di Sordi, interpreta più
le virtù che i difetti dell’italiano medio, fatto di un misto di
malizie e ingenuità.
Manfredi
è stato premiato dalla stima del cinema internazionale: nell'estate 2003,
al Festival di Mosca, La fine di un mistero, in cui Manfredi
interpreta il poeta spagnolo Federico Garcia Lorca.
Ciao
Nino, non dimenticheremo mai la tua ironia agra mai disgiunta alla gran
voglia di andare sempre e comunque avanti.
Grazie
maestro!
Le
Elezioni
Una
signora di una certa età l’altro giorno mi diceva ridacchiando che era
contenta che si facessero tante elezioni in Italia. Al mio sguardo
interrogativo, l’arzilla vecchietta mi ha sussurrato complice: ”Vedi
Isabella, ogni volta che ci sono le elezioni, mi asfaltano un pezzo di
strada, mettono un lampione, mi promettono la pensione più alta e per un
periodo sono tutti bravi, mi vengono a cercare, mi sento importante, poi
più nulla è vero, però…sono sicura che alla mia morte la strada sarà
finita”.
Certo
questo è un paradosso, ma le elezioni in Italia sono per molti un momento
magico: c’è chi trova lavoro, chi si trova il condono edilizio nella
buca della lettera e chi sa quanti altri miracoli avvengono a nostra
insaputa.
Per
dovere di cronaca quest’anno ha vinto il centro sinistra, con gran
disappunto di Berlusconi, che in conferenza stampa sventolava un foglio e
accusava la sinistra di brogli elettorali. Naturalmente non gli ha creduto
nessuno, primo fra tutti Fini di Alleanza Nazionale, che già in altre
occasioni in TV spesso sgranava gli occhi o disapprovava apertamente i
comportamenti del “premier”.
E
proprio con Fini, Berlusconi ha avuto il maggior dissidio, ricucito in
tempo, ma subito seguiti dai mal di pancia della Lega.
Si
andrà ancora alle elezioni? Se lo chiedo alla signora Gloria, l’arzilla
vecchina, mi dirà che questa volta l’asfalto glielo mettono a doppio
strato e antiscivolo.
LIBRI
E PERSONAGGI
Vorrei cari lettori farvi partecipi di due libri e dei suoi due autori che
ho avuto il piacere di intervistare brevemente. I libri sono molto diversi
e trattano tematiche altrettanto diverse, ma a noi care.
Il primo è un piccolo saggio di Giuglietto
Chiesa, giornalista della “STAMPA” ed opinionista RAI, che
ringrazio pubblicamente per le parole di elogio per il nostro giornale;
“è una magnifica idea” ha detto.
Il libro di Chiesa, La guerra come menzogna (Edizioni: I sassi
nottetempo), è un interessante trattato sui media e come si possa
manipolare il sistema informativo globale, interpretando i fatti per
compiacere coloro che in quel momento sono al potere. Anche questa
e altre guerre (Afganistan), secondo l’autore, nascondono ben altri
interessi, ma al pubblico si fornisce sempre la versione più
semplicistica, anche se spesso la più drammatica.
Di tutt’altro tono ma altrettanto
scioccante il libro di Gian Antonio Stella: L’orda, quando gli
albanesi eravamo noi (Edizioni Bur).
Nell’ambito della festa di Caterpillar (famosa trasmissione radiofonica di
Rai Radio2) svoltasi a Santarcangelo di Romagna, l’autore e giornalista
del “Corriere della Sera” ha presentato il suo ultimo libro
insieme ad una serie di diapositive che davvero definire sconvolgente è
poco. Ho sempre detto di essere un’emigrante di “lusso”, nel senso che
insegnando la lingua italiana in Germania ho sempre avuto un target alto
se non a volte addirittura molto alto.
In ogni caso anche se per scelta e non per
necessità, comunque sei sempre in terra straniera, lontana dai tuoi cari,
dagli odori e dai colori del tuo paese.
Sapevo che gli emigranti sono sempre stati mal visti e peggio accettati, ma
leggendo il libro e soprattutto vedendo le diapositive accompagnate da
canzoni celebri o anche sconosciute ai più, mi si è accapponata a pelle
e insieme a me anche alle centinaia di spettatori attoniti.
Cari lettori, ho saputo solo l’altra sera
che se c’era un bianco linciato in America questi era sempre un
italiano! . C’è chi venne persino assolto dall’imputazione di
linciaggio poiché la donna era sì bianca, ma… italiana.
“Bel paese, brutta gente”, ed è per questo che a Basilea c’era
vietato l’accesso alle sale d’aspetto di terza classe e via d’orrore
in orrore.
Eravamo tutti ammutoliti e vi risparmio il
lunghissimo elenco di atrocità commesse in tutto il mondo a noi emigranti
italiani.
L’autore in ogni caso si rivolge a tutti
coloro che oggi disprezzano quest’immensa forza lavoro giunta in Italia.
Certo non tutti sono integerrimi, neanche noi lo eravamo. È che hanno
dimenticato troppo in fretta che forse fra quella fila di morti su cui la
“brava gente” sputava, c’era magari un suo bisnonno, un avo, un
essere umano! Vero, Onorevole Borghezio? ( “onorevole della LEGA NORD
N.d.R.)
La fiera di San Giovanni
In molte città italiane e in altre parti del
mondo, si festeggia San Giovanni: la notte a cavallo tra il 23 e il 24
giugno è considerata una notte magica, la festa del solstizio d’estate.
Di lei si ha traccia in ogni popolo e cultura, poeti e scrittori ne hanno
parlato come di notte dei miracoli, notte incantata (si pensi a W.
Shakespeare nel suo "Sogno di una notte di mezz’estate"), uno
dei giorni più esoterici dell’anno, secondo come notorietà popolare
solo ad Halloween. In questa notte, come Shakespeare narra, "realtà
e sogno si confondono", realtà e trascendenza sono tra loro
strettamente intrecciate, una porta si apre per mettere i due mondi in
comunicazione: visibile e invisibile si compenetrano e tutto diventa
possibile.
Altra usanza, oltre a quella di bagnarsi nelle acque di fiumi o mari, è
quella di accendere fuochi sui quali saltare per purificarsi. Si tratta di
pratiche giunte intatte attraverso i secoli, sopravvissute anche
all’avvento del cristianesimo che accolse in sé parte di questi riti,
sovrapponendo alle antiche ricorrenze pagane dei Solstizi (25 Dicembre Sol
Invictus e 24 Giugno Fors Fortunae) quelle della nascita di
Cristo e della morte di Giovanni Battista.
San
Giovanni è invocato contro l'emicrania, è il protettore di città,
sorgenti e associazioni benefiche, protegge albergatori, addetti alle
mense, le autostrade, cantori e cantanti, cardatori, coltellinai,
conciatori, musicisti e fabbricanti di strumenti musicali, lavoratori e
commercianti di pelli, carcerati, condannati a morte.
Il santo e la sua famiglia sono onorati anche dal Corano, e il luogo dove
era la sua tomba era venerato dai maomettani fino all'arrivo dei crociati.
Riconquistato dal nipote del Saladino, Hussam-el-Din, questi vi fece
costruire una moschea.
A Cesena, piccola cittadina in Emilia Romagna a pochi Km dalla più famosa
Rimini, San Giovanni, patrono della città, si festeggia con un programma
ricchissimo d’eventi e scenografie naturali.
Quando
il centro storico s’illumina di lumini e odori di aglio, lavanda,
peperoncino, zucchero filato e spezie e \ ben lontani dai crocicchi (luogo
di raccolta di streghe e demoni) ci sono cartomanti che leggono il
divenire e i commercianti espongono le loro mercanzie pian pianino, il
mistero sale. Si vendono fiori di lavanda, grano ed aglio intrecciati
insieme, e l’atmosfera creata dalle luci e dai suoni dalle fragranze e
dagli incensi si fa veramente fatata.
Bene
cari lettori, vi ho raccontato un po’ di storie italiane, un po’
d’Italia per sentirci più vicini, un’Italia in pillole…raccontata a
piccole dosi, pillole spero di felicità, ma anche per farvi pensare,
pillole contro la nostalgia, che si trasforma spesso in mal di vivere.
IDEA
SETTEMBRE 2004

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