.::SETTEMBRE 2004::.

Italia in pillole…

di Isabella Rossiello

Cari lettori, è estate, un’estate bizzarra qui in Italia, dato che il tempo è impazzito e ci fa impazzire…ci si prepara per una giornata di solleone e nel pomeriggio piove! Si torna a casa la sera e si arriva infreddoliti perché la mattina ci si è vestiti leggeri. Uffa!! Lasciamo stare allora il tempo e parliamo di cose belle e brutte accadute in questi mesi in Italia. Sono felice e di fare da ponte virtuale fra la vostra terra d’origine e quella che vi ospita o di cui ormai siete parte integrante.

NINO MANFREDI

Fare necrologi non piace a nessuno; prima Agnelli e Sordi, poi Pantani, oggi Manfredi, ma credetemi non parlare della morte di questo grandissimo attore, anzi della sua vita e della sua carriera, mi sembra offensivo nei riguardi dell’artista e dell’uomo. Nato il 22 marzo 1921 a Castro dei Volsci (Frosinone), Nino Manfredi si laurea in giurisprudenza a Roma e successivamente s’iscrive all’Accademia d’Arte Drammatica. Nel 1955 incontra la donna che gli resterà accanto per tutta la vita: Erminia Ferrari, bellissima indossatrice. Nascono tre figli, Roberta, Luca e Giovanna. Scompare a Roma il 4 giugno  2004. La vita di Manfredi si potrebbe raccontare in 5 righe, non è mai stato al centro di scandali tranne una volta: nel 1985 s’innamora di una bulgara, Svetlana Bogdanova, da cui ha una figlia che riconosce, ma questo gli servirà di lezione per tutta la vita. Il presidente della Repubblica Ciampi lo ha definito: il cantore della “sapienza popolare”   Manfredi impersona il ritratto di un italiano furbo ma non vile, allegro ma non spensierato.  Tutto il resto è lavoro e passione. Molti i film da lui interpretati negli anni sessanta: "L’impiegato" (1959) di Puccini, "La ballata del boia" (1963) di L. G. Berlanga "Questa volta parliamo di uomini" (1964) di Lina Wertmuller, "Made in Italy" (1965) di Nanni Loy " Operazione San Gennaro" (1966) di Dino Risi, "Il padre di famiglia" (1967) di Nanni Loy "Straziami ma di baci saziami" (1968) di Dino Risi, "Vedo nudo" (1969) di Dino Risi, "Nell’anno del Signore" (1969) di Luigi Magni. Nel frattempo, ha debuttato dietro la macchina da presa con "L’avventura di un soldato", episodio de "L’amore difficile" (1962), tratto dall'omonima novella di Italo Calvino, cui seguiranno "Per grazia ricevuta" (1971) e "Nudo di donna" (1981): come attore, avrà ancora modo di distinguersi in "Girolimoni" (1972) di Damiano Damiani, nel televisivo "Le avventure di Pinocchio" (1972) di Luigi Comencini, in "Brutti, sporchi e cattivi" (1976) di Ettore Scola, ne "La mazzetta" (1978) di Sergio Corbucci, "Il giocattolo" (1979) di Giuliano Montaldo, " Spaghetti house" (1982) di Giulio Paradisi, per citare solo alcuni titoli e successi di pubblico e di critica. Nino prese la laurea solo per far felici i genitori ma il suo grande amore era recitare e lo ha fatto da grande tra i grandi. I nomi dei suoi colleghi, i registi con cui ha lavorato sono sempre stati garanzia di film d’autore, di qualità e molto spesso di impegno sociale. È indimenticabile il suo ritratto di emigrante in una Svizzera all’epoca ancora ostile agli Italiani. Un attore a tutto tondo: è un trionfo in teatro, nel ‘63, con una straordinaria edizione del "Rugantino", il cinema gli regala tante soddisfazioni, canzoni (tutti abbiamo canticchiato “Tanto pè cantà”, la TV lo vede ospite di trasmissioni di successo, ma anche interprete principale, come ad esempio l’enorme successo dell'edizione del 1960 di “Canzonissima”. Manfredi conquista il pubblico con la celebre macchietta del "barista di Ceccano" e il tormentone "Fusse che fusse la vorta bbona..."dove esprime appieno la sua vena comica e genuina, alimentata dalle origini "burine" mai dimenticate, anzi, valorizzate, quelle radici ciociare delle quali aveva conservato la schiettezza rustica, l'approccio disincantato con le persone e le cose, la testardaggine del “contadino” e della sua lotta quotidiana con le avversità. Un successo meritatissimo poi bissato, anni più tardi, con “Pinocchio”, dove interpretava un tenerissimo Geppetto, e con la serie: Linda e il Brigadiere. Un attore squisitamente italiano che, al contrario di Sordi, interpreta più le virtù che i difetti dell’italiano medio, fatto di un misto di malizie e ingenuità. Manfredi è stato premiato dalla stima del cinema internazionale: nell'estate 2003, al Festival di Mosca, La fine di un mistero, in cui Manfredi interpreta il poeta spagnolo Federico Garcia Lorca. Ciao Nino, non dimenticheremo mai la tua ironia agra mai disgiunta alla gran voglia di andare sempre e comunque avanti. Grazie maestro!

Le Elezioni

Una signora di una certa età l’altro giorno mi diceva ridacchiando che era contenta che si facessero tante elezioni in Italia. Al mio sguardo interrogativo, l’arzilla vecchietta mi ha sussurrato complice: ”Vedi Isabella, ogni volta che ci sono le elezioni, mi asfaltano un pezzo di strada, mettono un lampione, mi promettono la pensione più alta e per un periodo sono tutti bravi, mi vengono a cercare, mi sento importante, poi più nulla è vero, però…sono sicura che alla mia morte la strada sarà finita”. Certo questo è un paradosso, ma le elezioni in Italia sono per molti un momento magico: c’è chi trova lavoro, chi si trova il condono edilizio nella buca della lettera e chi sa quanti altri miracoli avvengono a nostra insaputa. Per dovere di cronaca quest’anno ha vinto il centro sinistra, con gran disappunto di Berlusconi, che in conferenza stampa sventolava un foglio e accusava la sinistra di brogli elettorali. Naturalmente non gli ha creduto nessuno, primo fra tutti Fini di Alleanza Nazionale, che già in altre occasioni in TV spesso sgranava gli occhi o disapprovava apertamente i comportamenti del “premier”. E proprio con Fini, Berlusconi ha avuto il maggior dissidio, ricucito in tempo, ma subito seguiti dai mal di pancia della Lega. Si andrà ancora alle elezioni? Se lo chiedo alla signora Gloria, l’arzilla vecchina, mi dirà che questa volta l’asfalto glielo mettono a doppio strato e antiscivolo.

LIBRI E PERSONAGGI

Vorrei cari lettori farvi partecipi di due libri e dei suoi due autori che ho avuto il piacere di intervistare brevemente. I libri sono molto diversi e trattano tematiche altrettanto diverse, ma a noi care. Il primo è un piccolo saggio di Giuglietto Chiesa, giornalista della “STAMPA” ed opinionista RAI, che ringrazio pubblicamente per le parole di elogio per il nostro giornale; “è una magnifica idea” ha detto. Il libro di Chiesa, La guerra come menzogna (Edizioni: I sassi nottetempo), è un interessante trattato sui media e come si possa manipolare il sistema informativo globale, interpretando i fatti per compiacere coloro che in quel momento sono al potere. Anche questa e altre guerre (Afganistan), secondo l’autore, nascondono ben altri interessi, ma al pubblico si fornisce sempre la versione più semplicistica, anche se spesso la più drammatica. Di tutt’altro tono ma altrettanto scioccante il libro di Gian Antonio Stella: L’orda, quando gli albanesi eravamo noi (Edizioni Bur). Nell’ambito della festa di Caterpillar (famosa trasmissione radiofonica di Rai Radio2) svoltasi a Santarcangelo di Romagna, l’autore e giornalista del “Corriere della Sera” ha presentato il suo ultimo libro insieme ad una serie di diapositive che davvero definire sconvolgente è poco. Ho sempre detto di essere un’emigrante di “lusso”, nel senso che insegnando la lingua italiana in Germania ho sempre avuto un target alto se non a volte addirittura molto alto. In ogni caso anche se per scelta e non per necessità, comunque sei sempre in terra straniera, lontana dai tuoi cari, dagli odori e dai colori del tuo paese. Sapevo che gli emigranti sono sempre stati mal visti e peggio accettati, ma leggendo il libro e soprattutto vedendo le diapositive accompagnate da canzoni celebri o anche sconosciute ai più, mi si è accapponata a pelle e insieme a me anche alle centinaia di spettatori attoniti. Cari lettori, ho saputo solo l’altra sera che se c’era un bianco linciato in America questi era sempre un italiano! . C’è chi venne persino assolto dall’imputazione di linciaggio poiché la donna era sì bianca, ma… italiana. “Bel paese, brutta gente”, ed è per questo che a Basilea c’era vietato l’accesso alle sale d’aspetto di terza classe e via d’orrore in orrore. Eravamo tutti ammutoliti e vi risparmio il lunghissimo elenco di atrocità commesse in tutto il mondo a noi emigranti italiani. L’autore in ogni caso si rivolge a tutti coloro che oggi disprezzano quest’immensa forza lavoro giunta in Italia. Certo non tutti sono integerrimi, neanche noi lo eravamo. È che hanno dimenticato troppo in fretta che forse fra quella fila di morti su cui la “brava gente” sputava, c’era magari un suo bisnonno, un avo, un essere umano! Vero, Onorevole Borghezio? ( “onorevole della LEGA NORD N.d.R.)

La fiera di San Giovanni

In molte città italiane e in altre parti del mondo, si festeggia San Giovanni: la notte a cavallo tra il 23 e il 24 giugno è considerata una notte magica, la festa del solstizio d’estate. Di lei si ha traccia in ogni popolo e cultura, poeti e scrittori ne hanno parlato come di notte dei miracoli, notte incantata (si pensi a W. Shakespeare nel suo "Sogno di una notte di mezz’estate"), uno dei giorni più esoterici dell’anno, secondo come notorietà popolare solo ad Halloween. In questa notte, come Shakespeare narra, "realtà e sogno si confondono", realtà e trascendenza sono tra loro strettamente intrecciate, una porta si apre per mettere i due mondi in comunicazione: visibile e invisibile si compenetrano e tutto diventa possibile. Altra usanza, oltre a quella di bagnarsi nelle acque di fiumi o mari, è quella di accendere fuochi sui quali saltare per purificarsi. Si tratta di pratiche giunte intatte attraverso i secoli, sopravvissute anche all’avvento del cristianesimo che accolse in sé parte di questi riti, sovrapponendo alle antiche ricorrenze pagane dei Solstizi (25 Dicembre Sol Invictus e 24 Giugno Fors Fortunae) quelle della nascita di Cristo e della morte di Giovanni Battista. San Giovanni è invocato contro l'emicrania, è il protettore di città, sorgenti e associazioni benefiche, protegge albergatori, addetti alle mense, le autostrade, cantori e cantanti, cardatori, coltellinai, conciatori, musicisti e fabbricanti di strumenti musicali, lavoratori e commercianti di pelli, carcerati, condannati a morte. 
Il santo e la sua famiglia sono onorati anche dal Corano, e il luogo dove era la sua tomba era venerato dai maomettani fino all'arrivo dei crociati. Riconquistato dal nipote del Saladino, Hussam-el-Din, questi vi fece costruire una moschea.
A Cesena, piccola cittadina in Emilia Romagna a pochi Km dalla più famosa Rimini, San Giovanni, patrono della città, si festeggia con un programma ricchissimo d’eventi e scenografie naturali.
Quando il centro storico s’illumina di lumini e odori di aglio, lavanda, peperoncino, zucchero filato e spezie e \ ben lontani dai crocicchi (luogo di raccolta di streghe e demoni) ci sono cartomanti che leggono il divenire e i commercianti espongono le loro mercanzie pian pianino, il mistero sale. Si vendono fiori di lavanda, grano ed aglio intrecciati insieme, e l’atmosfera creata dalle luci e dai suoni dalle fragranze e dagli incensi si fa veramente fatata. Bene cari lettori, vi ho raccontato un po’ di storie italiane, un po’ d’Italia per sentirci più vicini, un’Italia in pillole…raccontata a piccole dosi, pillole spero di felicità, ma anche per farvi pensare, pillole contro la nostalgia, che si trasforma spesso in mal di vivere.

IDEA SETTEMBRE 2004

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