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MONONGAH
LA
MARCINELLE AMERICANA
REDAZIONE

MONONGAH,
la Marcinelle americana. Ufficialmente, nell'esplosione della miniera di
Monongah, nel West Virginia, avvenuta il 6 dicembre 1907, morirono 361
lavoratori arrivati dagli angoli più depressi dell'Europa. Tra essi si
contarono 171 italiani, in gran parte provenienti dall'Abruzzo, dalla
Calabria, dal Molise e dalla Campania. Ma erano e resteranno per sempre
cifre ufficiali. La realtà è ben più triste. Quasi sicuramente erano
956 i morti della tragedia di Monongah, e gran parte di questi erano
bambini e ragazzi.Un bilancio terrificante che soltanto l'opera tenace
di padre Everett Briggs, 98 anni, ha permesso di non far finire
nell'oblio e che soltanto da qualche anno l'Italia, grazie all'impegno
di ricercatori, editori e giornalisti, ha potuto riscoprire.Giovedì 24
marzo un altro tassello è stato posto in questo terribile puzzle della
nostra storia migrante. A Pescara, presso il cinema S.Andrea è stato
infatti presentato il film "Monongah, Marcinelle americana",
scritto e diretto da Silvano Console e realizzato dalla FILEF con il
contributo del CREI (Consiglio regionale per l'emigrazione e
l'immigrazione) d'Abruzzo. Il film realizzato in un ottimo bianco e nero
che centra perfettamente l'atmosfera narrante, si avvale della
fotografia Giovanni Fato e della voce di Claudio Capone, nonché
delle musiche di Simone Palmieri, e attinge alle immagini storiche
fornite dal Museo dell'Immigrazione di Ellis Island di New York, e da
materiale fornito dal Museo dell'Emigrazione di Gualdo Tadino,
dall'Istituto storico Ferruccio Parri di Bologna e dal Museo etnografico
di Bomba.Il film ricorda, traendo spunto dalla tragedia di Monongah, le
vicende dell'emigrazione italiana di inizio Novecento e descrive l'amara
realtà che indusse molti italiani delle regioni meridionali e del
Nordest a scegliere il Nuovo Continente per trovarvi un riscatto
sociale. Degli 880 mila italiani che emigrarono negli Stati Uniti dal
1891 al 1910, 450mila erano contadini che nel paese d'accoglienza si
trasformarono in braccia utili alle miniere. Dei
956 morti presunti accertati dall'inchiesta, molti erano bambini. Grazie
al "buddy sistem" - legge americana che consentiva a chiunque
dei minatori titolari di portarsi uno o più aiutanti con cui dividere
il proprio salario - molti minatori portavano i loro figli, bambini di
8-12 anni chiamati raccoglitori di ardesia o ragazzi dell'interruttore,
quasi sempre clandestini costretti a vivere giornate infernali nei
cunicoli delle miniere."Monongah, la Marcinelle americana",
ripercorre attraverso la storia della famiglia Basile, partita
dall'Abruzzo, lo sradicamento e il difficile travaso nella società
americana, permettendo agli spettatori di riflettere sulle tante croci
che ancora oggi aspettano un nome e un volto e sulle quali vi è
scritto: "qui giace un eroe".... eroe del sogno americano che
molti hanno vissuto nel buio delle miniere e in condizioni di
sfruttamento impressionante. Ed è impossibile, vedendo questo film che
narra tra l'altro l'epopea del viaggio dei nostri migranti attraverso
l'oceano atlantico, non ritornare alle immagini quotidiane delle
migliaia di nuovi immigrati morti cento anni più tardi nel nostro
mediterraneo alla ricerca del "sogno italiano".
IDEA
SETTEMBRE 2005

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