.::SETTEMBRE 2005::.

BROOKLYN RICORDA I SUOI FIGLI SCOMPARSI L’UNDICI SETTEMBRE

di Amalia Anzalone

Il pontile Veterans Memorial Pier di Brooklyn è la meta di tutti coloro che amano pescare. Oltre alla pesca il pontile offre anche la possibilità di ammirare la bellissima veduta del porto di New York, dove grandi navi arrivano da ogni parte del mondo, la Statua della Libertà ed i palazzi della cosiddetta “altra Manhattan”, Jersey City. La mattina dell’undici settembre 2001 non si pescava sul Veterans Memorial Pier, situato nel quartiere di Bay Ridge. Quel giorno il pontile servì da teatro per tutti quelli che corsero a guardare dal vivo un tragico avvenimento storico; il crollo delle torri gemelle. Tante furono le vittime, per la maggior parte persone della zona metropolitana che si recavano abitualmente nelle torri per lavoro. Nei giorni successivi all’undici settembre l’elenco con i nomi degli scomparsi crebbe. Dietro ogni nome c’era un volto, una storia, una famiglia stroncata dal dolore, un’intera comunità che piangeva. Anche Brooklyn subì la sua grande perdita di figli. Si contarono ben 283 abitanti di Brooklyn scomparsi nella tragedia. Il 16 maggio 2005, dopo circa quattro anni, sempre sullo stesso pontile, è stato dedicato un monumento a tutti i Brooklynesi che hanno perso la vita, ingiustamente e senza una ragione, quell’orribile martedì. Era inevitabile erigere un monumento su questo pontile perché oggi chi vi pesca o passeggia non può fare a meno di notare che la bellissima veduta sull’altra sponda è cambiata. I grattacieli di Manhattan mostrano difatti ancora il loro splendore senza, però, la protezione delle due grandi torri alle spalle. L’idea del monumento sul Veterans Memorial Pier è stata della Brooklyn Remembers, un’associazione creata dagli abitanti di due quartieri di Brooklyn allo scopo di mantenere viva la memoria degli innocenti di Brooklyn scomparsi tragicamente nelle torri. Circa due anni fa Brooklyn Remembers, insieme ad alcune agenzie governative della città di New York, lanciò una competizione in cerca di un’idea per un monumento che potesse arricchire il pontile di Bay Ridge. Iniziò così la gara…Tanti i partecipanti e tante le idee. C’era anche chi proponeva di creare lungo il pontile un muro con scritti tutti i 283 nomi delle vittime, un facsimile di un monumento di Washington. Dopo un’accanita ricerca, nel febbraio 2004, si concluse la gara e si svelò il disegno del vincitore, l’artista Robert Ressler. La creazione di Ressler, chiamata Beacon (avviso), è fatta di bronzo ed ha l’altezza di 25 piedi. Beacon è la riproduzione in dimensioni maggiorate di una trombetta usata nell’800 dai pompieri volontari di New York per lanciare messaggi d’emergenza ad altri pompieri e per avvisare i cittadini in caso di pericolo. Ogni sera, puntualmente alle ventuno, un raggio di luce spunta dalla trombetta ed illumina per due ore il cielo della baia di New York. A guardarlo sembra che il raggio sia destinato ad arrivare al punto dove sorgevano le torri. All’inaugurazione del monumento erano presenti il direttivo dell’associazione Brooklyn Remembers, il sindaco di New York, Michael R. Bloomberg, il senatore Marty Golden, ed il deputato statunitense Vito Fossella. Il presidente di Brooklyn Remembers, Bill Guarinello, ha ringraziato “tutti per il loro duro lavoro nella scelta del monumento” ed il sindaco Bloomberg ha aggiunto “oggi siamo qui riuniti per ricordare come i nostri cari hanno vissuto. Ricordiamo la loro bravura, il loro coraggio, ed il loro amore per la famiglia, gli amici e la grande città di Brooklyn”. Il senatore Marte Golden ha sottolineato che “dall’undici settembre questo pontile è il luogo dove gli abitanti di Brooklyn vanno per riflettere sull’attacco alle torri gemelle”.  Presenti all’inaugurazione c’erano anche i parenti di molte vittime della tragedia che hanno espresso gratitudine e commozione per questo monumento che ricorda i loro cari scomparsi. Negli ultimi quattro anni di monumenti dedicati alle vittime di quel fatidico attacco ne sono sorti tanti, sia negli Stati Uniti sia all’estero. Il monumento Beacon di Brooklyn è però senz’altro molto più significativo di altri perché è situato in un luogo con la veduta di Lower Manhattan, dove una volta sorgevano le grandi torri. Oggi, a distanza di quattro anni, il luogo dove una volta sorgevano le torri rimane ancora Ground Zero. Si è tanto parlato del futuro di questo “spazio vuoto” considerato da molti un luogo sacro. Molti vorrebbero che Ground Zero rimanesse un camposanto nel centro di Lower Manhattan.  Ma i piani per costruire continuano… Lo scorso 29 giugno, in un’intervista alla stazione televisiva CNN, il governatore dello stato di New York, George Pataki, ha confermato che il progetto per la Freedom Tower, la nuova struttura architettonica che sarà eretta nel luogo dove sorgevano le torri gemelle, procede e si spera di iniziarne la costruzione nel 2007. Si è scelta l’altezza di 1776 piedi in ricordo dell’anno dell’indipendenza americana. Sia il governatore George Pataki sia il capo della polizia della città di New York, Raymond Kelly, hanno affermato che gli architetti lavorano accanitamente facendo tutte le modifiche necessarie al progetto affinché la Freedom Tower sia una costruzione semplice e soprattutto sicura da altri attacchi terroristici. È nostra speranza che questa Torre della Libertà porti nient’altro che libertà a tutta la gente di New York. Libertà di camminare per le strade della nostra città senza la paura di violente esplosioni, di viaggiare nelle gallerie della nostra metropolitana senza la paura di non vedere più la luce del giorno, di entrare liberamente in tutte le nostre torri senza la paura di rimanere sepolti sotto le macerie. Libertà, infine, di guardare il cielo di New York e di ammirare questo nuovo grattacielo senza la paura che si sveli un’altra tragedia davanti ai nostri occhi.

 

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