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19 febbraio 2007
Mola
accoglie il suo Niccolò…
di
Antonio Palumbo

«Ci
ho sperato, Niccolò… e tanto!»
Con queste parole
iniziava il mio primo articolo pubblicato su queste stesse pagine
nell’ottobre 2005; in esse, una velata malinconia copriva la grande
gioia provata quella mattina del giugno precedente, quando leggemmo quel
cognome fiammingo su quel freddo marmo di quel loculo dimenticato da Dio
e dagli uomini…. ed erano state la caparbietà, la passionalità e la
determinazione di Anna Argentino, affrontando con me tutte le difficoltà
incontrate, che mi avevano spronato ad andare avanti, a far valere la
nomea “capatosta” di noi molesi; lei, napoletana verace!
Eh sì che avevamo scomodato
tante di quelle poltrone... da quella porporata dell’arcivescovo, Sua
Eminenza il cardinale Michele Giordano a quella vellutata della
due volte sindaco, on. Rosa Russo Jervolino; dall’assessore
alla Pianificazione delle Aree Cimiteriali, il dott. Davide Caputi prima
e la dott.ssa Dolores Feleppa Madaro poi,
all’ultima, impolverata, dell’Archivio Storico dello Stato Civile di
Napoli, attraverso tutta una teoria infinita di impiegati e personaggi,
in una gerarchia di ruoli che a sua volta sottendeva ad altre
gerarchie….
Sono comunque da ringraziare,
per l’impegno e la disponibilità profusi in questa prima fase, don
Antonio Illibato, Direttore dell’Archivio Storico Diocesano di
Napoli; Antonio Romano, Istruttore Amministrativo e Responsabile
dell’Archivio Registri di Polizia Mortuaria; Giacomo di Palo,
Ufficiale dell’Archivio Storico di Stato Civile; Raffaele Montuoro,
Direttore Responsabile della congrega dell’Arciconfraternita di San
Raffaele a Materdei, nel Quadrato Monumentale del Cimitero di
Poggioreale, dov’è attualmente il loculo…
Avevo ritrovato Niccolò, buttato,
letteralmente buttato assieme ad altri suoi consanguinei, nel loculo
intestato al fratello Vincenzo che, per quella malasorte che ha sempre
aleggiato sulla loro stirpe, alla sua morte fu gettato infine in
una fossa comune….
Lo avevo ritrovato, ma a
quelle difficoltà incontrate se ne sarebbero aggiunte altre, di altra
natura e spessore, di richieste, di contatti, di telefonate, di
burocrazia lenta e macchinosa…
La mia più grande fortuna,
però, anche in questa seconda fase, è stata quella di aver contattato
(senza dubbio) l’unica persona che avrebbe potuto condividere la mia
determinazione a portare le spoglie di Niccolò a Mola: quel Leonardo
Campanile, Editor in chief de “L’Idea”, periodico
degli Italiani in USA, che sposò subito la mia causa, con il mio stesso
entusiasmo e convinzione…
Partimmo in quarta. I miei
articoli furono pubblicati sul suo giornale e nel sito internet della
stessa rivista; lui stesso, peraltro, cominciò da subito a tessere e
stabilire contatti con Mola e Napoli; si costituì un Comitato per van
Westerhout (Anna Argentino, Leonardo Campanile, Marino Marangelli,
Antonio Palumbo e Vincenzo Ranieri) da cui, ufficialmente, partirono
i primi contatti verso le due Amministrazioni Comunali, molese e
napoletana, preposte e non ostative alla traslazione dei resti
mortali… E poi altri contatti, con le Province di Bari e Napoli, la
Regione Puglia, la Regione Campania, le Comunità Molesi d’America…
E ancora, la raccolta di fondi tra gli italo-americani per un Monumento,
per la rappresentazione della Doña Flor, per l’esecuzione delle
Sinfonie, per una degna sepoltura…
Siamo stati diverse volte a
Napoli: e ogni volta, con difficoltà che si accavallavano a precedenti
difficoltà… e poi ancora carte, autorizzazioni, telefonate, fax,
lettere formali delle due Amministrazioni ad eventuali parenti o eredi
che avrebbero potuto accampare (sigh!) chissà quali e quante pretese,
in un futuro più o meno prossimo... ma tant’è!
L’Amministrazione
napoletana e l’Amministrazione molese, con noi, si sono mosse bene e,
in questi ultimi tempi, molto celermente e con perfetto sincronismo:
grazie all’impegno, tra gli altri, dell’arch. Musella, del dott.
Antonio Santorelli, del sig. Giuseppe Frate da una parte; del
sindaco arch. Nico Berlen, dell’assessore prof. Andrea
Gargiulo, del dott. Luigi Caccuri, del sig. Domenico
Casulli, della prof.ssa Nilla Pappadopoli e della sig.ra
Carmela Surace dall’altra.
Inoltre, il sig. Tommaso
De Russis di Polignano a Mare, M° Veterano della Filatelia, che per
primo mi invogliò in questa avventura; il M° pittore Raffaele van
Westerhout di Gioia del Colle; il col. AM Nicola Nardulli, la
fam. De Stasi, la redazione tutta di “Città Nostra”.
Alla fine di questo lungo
excursus, il sig. Luigi Van Westerhout, sempre di Gioia
del Colle, e i suoi 2 figli, Nicolò e Claudio, unici
maschi in una progenie di solo (e tante) femmine nell’ultima
generazione di tutti i van Westerhout di Gioia… Nicolò, in
ricordo del nostro Niccolò, ma con una sola C, per la
trascrizione errata del solito, ignorante impiegato comunale di turno;
così com’è sbagliata la particella Van (con l’iniziale
maiuscola, e per lo stesso motivo) di Westerhout, mentre è
sempre minuscola (Ludwig van Beethoven, per es. aveva ascendenze
fiamminghe)… e sappiamo in
quanti modi è stato storpiato questo cognome così difficile!
Corre a questo punto una
precisazione sul cognome stesso. A Gioia del Colle tutti i discendenti
pronunciano il proprio cognome van Wésterut… Sanno anche della
pronuncia del ramo barese: van Wèstèràut che, pur
richiamandosi all’originale fonema fiammingo (van Wéstraut,
però questo con l’accento grave sulla prima E, la mancanza
della seconda E e il dittongo AU molto breve e sfuggente)
risulta, con quella A così lunga e sguaiata, a dir poco...
volgare!
Ora siamo all’epilogo di
questa strana, lunghissima e, per certi versi, affascinante avventura.
Il 2007 è iniziato sotto i
migliori auspici.
Il 19 gennaio in Brooklyn NY, a cura de “L’Idea”, nel
Teatro intitolato ad Enrico Caruso un pubblico scelto e
competente era presente alla prima audizione della Doña Flor negli
USA; fra i presenti, il direttore d’orchestra Vincent La Selva
e il tenore Anthony Tolve. Un lungo applauso ha decretato il
successo dell’iniziativa e dell’ascolto, e lo stesso direttore si è
detto entusiasta dei contatti che si avvieranno a breve per preparare
l’esecuzione dell’opera nelle varie Associazioni molesi di New York
e di Chicago, sulle indicazioni che lo stesso Niccolò diede quando fu
data a Mola la prima rappresentazione, il 18 aprile 1896, circa gli
orchestrali, gli stessi costumi e le quinte di scena. Presenti anche
alcuni dirigenti della Regione Campania in USA, interessati, se si
riuscirà a portare la Doña Flor a Mola nella sua
rappresentazione scenica, e promettendo una valida collaborazione per
inserirla nel cartellone del San Carlo di Napoli.
Sempre nel nome di Niccolò,
si avvieranno i contatti tra il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari
e il Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli, per un
possibile gemellaggio con il più importante Conservatorio degli USA, la
“Jiulliard” di New
York. L’A.GI.MUS, nella sua
consueta programmazione annuale, per quest’anno ha inserito anche dei
convegni-conferenza sulla produzione strumentale e vocale di van
Westerhout, ancorché l’esecuzione di sue musiche. Siamo in contatto,
oltre che per la Doña Flor e le 2 Sinfonie, anche per
l’esecuzione (il 17 dicembre, giorno dell’anniversario della
nascita) del Concerto in Do min. per violino e Orchestra, nella
riduzione che Niccolò stesso fece con accompagnamento di pianoforte (o
fu concepito proprio per pianoforte, visto che il manoscritto originale
è datato qualche mese prima
dell’altra partitura?).
Il prof. Marco Iacoviello,
musicologo, collaboratore della Fondazione Teatro “Carlo Felice”di
Genova, terrà una conferenza-concerto sull’Estetica della Musica e
sulle influenze pre- e post- la musica di van Westerhout, nel panorama
musicale di fine Ottocento; al pianoforte la prof.ssa Nilla Pappadopoli.
La dott.ssa Miriam Tripaldi,
tarantina, illustrerà il lavoro della sua tesi “Niccolò van
Westerhout”, presentata alla facoltà di Lettere e Filosofia
dell’Università degli Studi di Lecce nell’anno accademico
2004-2005, relatore il prof. Giovanni Carli Ballòla.
L’Accademia del Canto,
sotto la direzione del perenne e immarcescibile spirito giovanile, M°
Nicola Diomede, eseguirà un concerto di musiche vanwesterhoutiane.
Stiamo valutando le tre
proposte pervenuteci per un monumento in bronzo da inaugurare nei giorni
della festa patronale di settembre, e da allocare nel vecchio Municipio,
prossimo Palazzo della Cultura.
Concordato già da tempo e
superando le ultimissime (ancora!!) difficoltà, l’Amministrazione
molese, assieme a noi del Comitato, alla Gazzetta del Mezzogiorno, alla
RAI regionale, e ad altre fonti di informazione, il 19 FEBBRAIO
2007 sarà a Napoli per riportare nel paese natio le spoglie di
Niccolò van Westerhout. Le riprese della RAI saranno mandate in rete
mondiale attraverso RAI International… (quale migliore
veicolo!)
Tutta Mola già ne parla, pur
senza ancora essere stato ufficializzato l’evento, mentre ancora
si stila un programma, quando ancora le diverse e varie
Associazioni culturali stanno aderendo con proprie ed autonome
iniziative a far sì che, dopo le celebrazioni civili e religiose di
quel 19 febbraio prossimo venturo, tutto l’anno 2007 diventi
l’anno del Maestro Niccolò van Westerhout, nel 150° anniversario
della sua nascita.
“Ci
avevo sperato, Niccolò…”, e
non ci può essere gioia più grande, ora… per me!
IDEA
MARZO 2007

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