.::DICEMBRE 2007::.

MOZZARELLA

MADE IN Giappone

di Tiziano T. Dossena

Nella placida cittadina di Hanamaki, a nordest di Tokio, il signor Ito Yukio, amante della cultura italiana e specialmente del cibo della nostra amata penisola, ha iniziato un esperimento che pare stia avendo un ottimo successo: la produzione e vendita di formaggi e latticini Italian Style. Armato di buona volontà e di un discreto capitale fornitogli dalla cooperativa locale di OÔhasama, il signor Yukio ha, difatti, aperto un’azienda che produce mozzarella fresca, scamorza, ricotta e persino provolone seguendo i dettami della produzione italiana. Tutto è prodotto usando una metodologia da lui imparata in Italia ed alla quale egli si attiene scrupolosamente. Il latte stesso è prodotto nelle fattorie di proprietà della cooperativa. I formaggi e latticini sono poi venduti esclusivamente nei mercati che trattano prodotti organici. Il Giappone è una nazione che consuma pochissimo formaggio ed il suo sforzo di fare apprezzare i prodotti della nostra gastronomia è indubbiamente ammirabile. Con l’appoggio della sua collaboratrice, la signora Nobuko Sato, la ditta OÔhasama Cheese Kakou Kumiai offre inoltre al pubblico corsi d’apprezzamento del formaggio, durante i quali i prodotti latticini sono assaggiati in accostamento a vini italiani. Il vino, ovviamente, è d’importazione, mentre il formaggio è di sua produzione. La signora Sato, in visita a New York, ha graziosamente accettato di cenare a casa nostra in occasione della festa del ringraziamento (Thanksgiving), usanza che riporta all’esperienza dei Puritani in terra d’America ed alla loro sopravvivenza dovuta alla generosità degli indigeni (poveri pellirossa, quante cattiverie si son sempre dette sul loro conto…). Il tacchino è il piatto centrale di questa celebrazione culinaria, che noi italiani d’America arricchiamo sempre di piatti d’estrazione nostrana. Nel nostro caso lasagna, prosciutto e tiramisù hanno impreziosito la cena, dando al tutto un che di surreale per una persona alla ricerca di gustosità statunitensi. La cena si è rivelata un incontro piacevole, che ha rafforzato sia l’amicizia tra le nostre famiglie sia la convinzione, da parte di tutti, che produrre formaggi italiani “Made in Japan” è proprio un’ottima idea.

 

IDEA DICEMBRE 2007

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