MUSICIAN AS PHYSICIAN IN APULIA :

UN EVENTO INDIMENTICABILE

di Tiziano Dossena

Sabato 5 dicembre scorso si è verificato un episodio stupefacente nella storia della nostra comunità di New York: una conferenza in lingua italiana presso il Museo Americano di Storia Naturale. La conferenza, parte di un programma organizzato dalla nostra LindaAnn Lo Schiavo per commemorare il venticinquesimo anniversario, trattava il tarantismo ed il neotarantismo nel Salento.   La dott.ssa Luisa Del Giudice, docente presso la University of California di Los Angeles (UCLA), ha spiegato agli astanti, alcuni dei quali rimasti in piedi a causa del considerevole afflusso di spettatori, le origini del tarantismo come forma di musicoterapia, praticata inizialmente dalle giovani donne del popolo che erano convinte di essere state morse dalla tarantola mentre lavoravano nei campi. La musica di tamburelli ed altri strumenti musicali in un ritmo travolgente di pizzica tarantata, ripetuto per ore, a volte giorni, era considerato l’antidoto a tale morso.

Con immagini tratte da vari film, la dott.ssa Del Giudice ha dimostrato la drammaticità del tarantismo ed ha confermato l’importanza di tale tradizione nella cultura salentina. Immagini al limite del brutale, con donne pervase, o forse invasate?, da un fluido spiritico che pare abbandonarle solo dopo innumerevoli contorsioni al ritmo della tarantata, negli accurati documentari di Gian Franco Mingozzi (Tarantata) e di Edoardo Winspeare (San Paolo e la Tarantola), danno una anche troppo chiara evidenza di una possibile, se non probabile, instabilità psichiatrica delle persone “morse” dalla tarantola. Il documentario Bit: stretti nello spazio senza tempo: viaggio nel tarantismo salentino, del regista Fernando Bevilacqua, tratta lo stesso argomento, ma lo fa con immagini rese psichedeliche da una continua interruzione ed aritmia visuale che esprime ancor più tale concetto di instabilità mentale. Lo Giudice ha commentato al proposito, spiegando che molto spesso le tarantate scappavano dall’anonimato della loro vita, dalla miseria e dall’abuso perpetrato nei loro riguardi dal proprio compagno o dalla propria famiglia. A conclusione della conferenza, fu proiettato un clip del film Pizzicata, di Edoardo Winspeare, che racconta la tragica storia d’amore tra una ragazza salentina ed un ragazzo italoamericano. Pizzicata sarà proiettato a Brooklyn nel prossimo marzo, su interesse dell’Istituto Italiano di Cultura, in collaborazione con la nostra rivista.

Dopo la lettura in pubblico, Alessandra Belloni e Glen Velez (REMO Artists) hanno offerto una rappresentazione musicale a titolo Rhythm, Melody, Mimicry: Musician becomes Physician in Apulia, un concerto di strumenti a percussione, canti curativi e balli solitamente danzati in un sonno ipnotico, tipici dei rituali del meridione italiano. Una versione leggermente meno focalizzata sull’aspetto curativo di tali balli è stata presentata dallo stesso gruppo all’Istituto Italiano di Cultura di New York il 22 gennaio scorso, in occasione della visita del regista Winspeare (Pizzicata) negli USA.

La manifestazione, che fu riprodotta il giorno appresso, a delizia dei molti presenti, continuò con la lezione pubblica della dott.ssa LindaAnn Lo Schiavo, da me presentata all’uditorio, The Nature of Italian Healing Revealed in Unique Southern Italian Fairytales & Folklore: Power in Folktales is Invested in the FLESH, una interessante interpretazione della simbologia della sofferenza fisica nelle fiabe italiane.  Lo Schiavo spiegò come queste si distinguano dalle fiabe nord europee per l’assenza di inutili crudeltà e la presenza di una guarigione, cioè di una soluzione legata al miglioramento fisico e spirituale del personaggio principale. Esempio di tale struttura narrativa fu offerto nelle tre favole Pinocchio, Le Tre Melegrane e Maria di Legno.

Un altro concerto di Alessandra Belloni e i REMO Artists, sullo stesso tema ma con balli diversi, concluse l’avvenimento.

La bella figura che la comunità pugliese, quella italiana per esteso, e la nostra organizzazione hanno fatto in quest’occasione la dobbiamo in particolare all’incessante lavoro della dott.ssa Lo Schiavo che ha coordinato tali eventi, procurando i contatti necessari affinché quest’incredibile avvenimento potesse avere luogo.

L’IDEA, grazie a lei, alla dott.ssa Lo Giudice e ad Alessandra Belloni, che hanno tessuto questo bellissimo spettacolo sul legame tra la tradizione e la terapia nel nostro meridione nel magnifico Museo di Storia Naturale di New York, ha concluso la prima parte della commemorazione del proprio venticinquesimo anniversario in modo impeccabile.

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