|
NICCOLÒ
VAN WESTERHOUT:
Un
Musicista Crepuscolare
di
Sebastiano Roca

Programmate
inizialmente per il 15 e 16 dicembre scorso e rinviate per l’insolita,
abbondante nevicata abbattutasi su Mola, le due giornate dedicate a
Niccolò Van Westerhout, a conclusione di un progetto biennale
predisposto dal Conservatorio di musicale “N. Rota” di Monopoli in
occasione del centocinquantesimo anniversario della nascita del
musicista molese, si sono svolte il 25 e 26 gennaio 2008.
La manifestazione, durante la
quale è stato presentato il volume “N. Van Westerhout: Un musicista
crepuscolare” curato da G. Ciliberti della Scuola di Didattica della
Musica del Conservatorio di Monopoli e stampato dalle edizioni
Florestano, si è svolta grazie all’impegno dell’Agimus “G.
Padovano”. Questa benemerita associazione è da anni impegnata nella
diffusione della cultura musicale nel nostro paese con programmazioni
caratterizzate da un elevato standard di qualità. Quest’anno ha
confermato la collaborazione con il TIM (Torneo Internazionale di
Musica) ed il 2 marzo ospiterà i concerti di qualificazione e se le
istituzioni offriranno la loro concreta disponibilità, potrebbe
ospitare anche la serata finale com’è nelle intenzioni del “deus ex
machina” di questa manifestazione, il maestro Fait.
Per quanto riguarda la due
giorni dedicata a Van Westerhout, essa ha visto la realizzazione di un
intenso programma, quasi una maratona, non solo di concerti ed overtures,
ma anche di riflessioni e approfondimenti della vita e dell’opera
dell’artista molese.
La monografia, frutto di un
lavoro faticoso e di un percorso formativo degli alunni della Scuola di
Didattica della Musica del Conservatorio di Monopoli, vede la luce a 22
anni di distanza dalla pubblicazione del volume di Angelo Massimeo
“Niccolò Van Westerhout. Epistolario-Testimonianze”, testo da cui
non può prescindere chi voglia avvicinarsi al Van Westerhout uomo e
musicista. Una personalità che, come ha detto il prof. P. Moliterni
nella sua prolusione, si è trovata a vivere in un momento storico di
crisi epocale, nel quale ha dovuto barcamenarsi per vivere. Un periodo
di grandi cambiamenti politici, industriali, scientifici, letterari,
filosofici. Basti pensare ai problemi postisi all’indomani dell’unità
d’Italia, alla scoperta della tubercolosi, dei raggi X,
all’invenzione della lampadina elettrica, all’affermarsi del verismo
come corrente letteraria.
In questo contesto, le opere
di Van Westerhout nascono come desiderio di svecchiamento della cultura
musicale, di passaggio dalla tradizione ad una cultura europea. Il suo
concerto per violino e orchestra dimostra la volontà del musicista
molese di essere dentro la metamorfosi.
L’opera curata dal
Ciliberti si propone non solo di aprire nuove strade d’indagine e di
ricerche storiografiche, ma anche di far sì che l’opera di Van
Westerhout sia adeguatamente valorizzata. In essa il musicista molese
viene quasi posto sul freddo marmo del tavolo di un obitorio e
vivisezionato: l’uomo e le sue opere non sfuggono all’indagine
minuziosa dei redattori.
La monografia, infatti, si
articola in sei parti. Nella prima l’uomo Van Westerhout viene
analizzato da L. Marri e P. Palazzo, che ci presentano un Van Westerhout
per immagini, da S. Rizzo che si occupa dell’artista e l’uomo, da G.
Ciliberti che propone nuovi percorsi d’indagine per una ricostruzione
bio-bibliografica e da M.A. Buongiorno che propone alcune riflessioni
sulle “Rimembranze pugliesi”.
Nella seconda parte vengono
analizzati i melodrammi da parte di M. Tripaldi, R. Argentieri, G.
Corsano, L. Marri, E. Rausa e M. Summa, mentre nella terza ad essere
sotto la lente degli studiosi O. Lasaponara, V. Giordano e M.E.
Romanazzi sono le liriche.
Alle composizioni strumentali
e al loro stile è dedicata la quarta parte curata da A. Zignani, A.
Caputo, G. Reneo, M. Sgura, L. Lorè, G. Tricarico, G. Lattante e M. De
Cesare, mentre alle trascrizioni delle musiche di Van Westerhout, ieri
ed oggi, hanno dedicato la loro attenzione F. Coppola, G. Corsano e G.
Coccoli.
Di notevole interesse sono,
poi, le sezioni quinta e sesta. Nella prima G. Sebastiani si occupa
della possibilità che il Van Westerhout, in tutte le sue sfaccettature,
possa essere il punto di partenza per la realizzazione di un progetto
didattico. Un progetto che le “Indicazioni per il Curricolo per la
scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione”, emanate
dal Ministero della Pubblica Istruzione, rendono oltremodo fattibile,
anche in considerazione delle enormi possibilità
didattico-organizzative offerte dalla scuola dell’autonomia. Uno
stimolo, quello del progetto didattico sul musicista molese, al limite
della provocazione, atteso che presso una delle due scuole medie
operanti sul territorio (la Dante Alighieri) è attivo un “corso
musicale”.
Nella sesta ed ultima parte
della monografia G. Reneo si è sobbarcata l’immane compito di dare
una catalogazione alle opere di Van Westerhout. Infatti, l’illustre
concittadino ha messo insieme circa 200 titoli fra cui 60 composizioni
per pianoforte, 42 liriche per canto e pianoforte, 24 composizioni
orchestrali e 4 opere. Questo lavoro di catalogazione costituisce, come
afferma la stessa autrice, la base dalla quale non si può prescindere
per una conoscenza approfondita del musicista molese.
La
due giorni non ha visto snocciolarsi solamente relazioni ma anche
l’esecuzione di brani tratti dal repertorio di Van Westerhout.
Particolare successo hanno ottenuto i concerti
programmati a conclusione delle due giornate fra cui quello che
ha visto l’esecuzione da parte del presidente dell’Agimus Pietro
Rotolo degli insonni.
IDEA
MARZO 2008

|